CONTRO LA POLITICA DI STERMINIO DEI LAVORATORI,
CAMPAGNA MONDIALE CONTRO LA COCA COLA
CONTINUANO GLI ATTENTATI E LE MINACCE CONTRO GLI AFFILIATI ED I FIGLI DEI LAVORATORI DEL SINALTRAINAL
Oggi, 10 settembre 2003, alle ore 13.00, vicino al negozio “la esmeralda”, nella zona del Bulevar Simon Bolivar, a Barranquilla - Colombia, quattro individui sconosciuti, con il viso coperto, hanno costretto a scendere dalla bicicletta DAVID JOSE CARRANZA CALLE, il figlio di quindici anni di LIMBERTO CARRANZA, lavoratore della Coca Cola della città di Barranquilla e dirigente nazionale del SINALTRAINAL. Lo hanno costretto a salire a forza su un furgone bianco, lo hanno portato via e poi torturato, chiedendogli ripetutamente dove si trovasse Limberto Carranza. Alle 16.30 circa lo hanno abbandonato nella località di caňon de la ahuyama, dove è stato soccorso da un uomo che passava e che lo ha poi portato dalla polizia. Nello stesso momento è arrivata una telefonata in casa di Limberto Carranza, nella quale si diceva “sindacalista figlio di puttana, ti ammazzeremo, e se non ti ammazzeremo ti distruggeremo la casa”.
Questo fatto si aggiunge alla lista di omicidi, minacce di morte, allontanamenti forzati, arresti, licenziamenti di massa e attentati, tra i quali il più recente, quello del 22 agosto di quest’anno a Barrancabermeja contro JUAN CARLO GALVIS, vicepresidente del SINALTRAINAL, ed intimidazioni che subiamo in varie regioni. E’ ripresa l’offensiva criminale contro i lavoratori proprio mentre, a partire dal 9 settembre 2003, stiamo opponendo resistenza all’attacco che l’impresa COCA COLA FEMSA S.A. ha lanciato,continuando, come è avvenuto negli anni 2000 e 2001, a rinchiudere con la forza i lavoratori negli alberghi e nelle fabbriche di imbottigliamento per fare pressione affinché rinuncino ai loro contratti di lavoro in cambio di un indennizzo economico. Con ricatti, terrorismo psicologico e minacce di licenziamento, come effettivamente è successo oggi, 10 settembre 2003, nella città di Cucuta a due lavoratori, PEDRO ANDRADEe SERGIO SILVA, la Coca Cola ha convertito illegalmente in centri di distribuzione le fabbriche di imbottigliamento di Monteria, Valledupar, Cucuta, Barrancabermeja, Pereira, Neiva, Villavicencio e Duitama.
LA COCA COLA VUOLE STERMINARE I LAVORATORI IN COLOMBIA
Con l’attentato del 22 agosto di quest’anno avvenuto a Barrancabermeja contro JUAN CARLOS GALVIS, vicepresidente del SINALTRAINAL, e con le intimidazioni in varie regioni, è ripresa di nuovo l’offensiva criminale contro i lavoratori; inoltre il 9 settembre 2003 la società COCA COLA FEMSA S.A., come è avvenuto negli anni 2000 e 2001, ha lanciato un’offensiva in tutte le fabbriche di imbottigliamento della Colombia, rinchiudendo i lavoratori negli alberghi e nelle fabbriche, per fare pressione affinché rinuncino ai loro contratti di lavoro in cambio di un indennizzo economico. Ha inoltre annunciato, con ricatti e terrorismo psicologigo, che trasformerà in centri di distribuzione le fabbriche di imbottigliamento di Monteria, Cartagena, Valledupar, Cucuta, Barrancabermeja, Pereira, Neiva, Villavicencio e Duitama.
Questo attacco della COCA COLA FEMSA S.A. fa parte della sua strategia di riduzione dei costi, di paghe della mano d’opera sotto il minimo contrattuale, eliminazione dell’organizzazione sindacale e dell’accordo collettivo di lavoro, per concentrare la produzione in un numero minimo di fabbriche di imbottigliamento (megaimpianti) con meno lavoratori, e da lì rifornire il mercato attraverso centri di distribuzione. Abbiamo notato che già da molti anni l’impresa stava preparando la strada per assestare questo colpo ai lavoratori ed oggi approfitta dei vantaggi che l’attuale governo di Alvaro Uribe Velez le ha concesso con il così detto processo di globalizzazione e con i benefici che le procurerà l’ALCA.
E’ dimostrato, ancora una volta, che per fermare la politica nefasta della Trasnazionale, oggi più che mai è urgente appoggiare la campagna mondiale contro la coca cola, per il suo non consumo, di disinvestimento e protesta permanente di tutta la popolazione per garantire che l’impresa non raggiunga il suo obbiettivo di portare i suoi prodotti da una città all’altra e magari da altri paesi, mantenendo il suo mercato, aumentando i suoi profitti e lasciando migliaia di famiglie sulla strada.
Nonostante tutte queste aggressioni il SINALTRAINAL invita i lavoratori ad organizzarsi, resistere e lottare, a non accettare gli accordi impropriamente chiamati volontari ed a non permettere che la Coca Cola ci porti via i nostri diritti. E’ in corso un conflitto di lavoro e, pertanto, ci dichiariamo in mobilitazione e denuncia permanente fino a quando la Coca Cola si degnerà di trovare una soluzione alla proposta di riparazione integrale, che le è stata presentata il 22 gennaio 2003, per mitagare i danni causati alle vittime.
CONTRO LA POLITICA DI STERMINIO DEI LAVORATORI, CAMPAGNA MONDIALE CONTRO LA COCA COLA
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