Governo. Berlusconi allo Spectator: "Saddam più feroce di Mussolini, il Duce non uccise nessuno"
Roma, 11 settembre 2003
Farà discutere anche questa seconda parte dell'intervista di Boris Johnson e Nicolas Farrel a Silvio Berlusconi, di cui la Voce di Rimini e il settimanale britannico The Spectator pubblicano oggi nuovi estratti. Nel colloquio avuto ad agosto a Porto Rotondo, Berlusconi parla dell'Iraq e, sollecitato a fare un paragone tra Saddam e Benito Mussolini, 'dimentica' l'assassinio Matteotti e lo squadrismo fascista e azzarda: "Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino".
Ai due interlocutori che gli chiedono se Bush e Blair gli dissero che Saddam aveva armi che in 45 minuti erano in grado di colpire l'Occidente, Berlusconi risponde: "Su questo non ho parlato direttamente con loro. Io sinceramente ritengo che può essere discussa o meno l'opportunità di un'azione militare. Ma certamente c'è il grande problema dei rapporti dell'Occidente con la comunità musulmana, con la regione Mediorientale. Il fatto che in Medio Oriente non c'è democrazia, e credo che sia importante che nel futuro ci sia una democrazia. Giudico positivo un intervento che ha posto termine ad una dittatura e che puo' essere paradigmatico per tutta la regione. Capisco la difficoltà di insegnare la democrazia ad un popolo che per quasi quarant'anni ha conosciuto solo la dittatura e non conosce altro sistema che la dittatura...".
Interviene a questo punto Nicholas Farrell: "Come l'Italia...". Berlusconi: "Lasciamo stare, era una dittatura molto più...". "Benevolente", dice Nicholas Farrell, "o benigna", traduce l'interprete del presidente del Consiglio. Riprende Berlusconi: "Si', Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino". Riprende Berlusconi: "A parte questo, qui il discorso diventa più ampio: qui siamo di fronte ad un nuovo scenario mondiale. E' finita la contrapposizione dell'Occidente con il patto di Varsavia. Ora la federazione russa ha deciso, attraverso Putin, di far parte dell'Occidente, questo è un grande fatto.."
I processi palermitani "Io su dell'Utri metto la mano sul fuoco - dice ancora Berlusconi rispondendo ad una domanda dei giornalisti - Non ha nessun rapporto di nessun tipo con la criminalità. Perché è un cattolico, un credente, un uomo di cultura, ha una straordinaria famiglia, ha un padre che era un dirigente benestante di un'azienda americana".
"Dell'Utri - spiega Berlusconi - è nato a Palermo. A Palermo la nostra magistratura comunista, di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non è nel codice. E' il concorso esterno in associazione mafiosa. Cosa vuol dire: che se uno non fa parte della banda, ma in qualche modo parla, chiacchiera...? Io le domando: se un cittadino del Nord va in Sicilia e parla con una persona che lo accoglie in casa, che lo saluta, se questa persona è libera e non è nelle prigioni italiane, questo cittadino del Nord è obbligato a sapere che questa persona è un mafioso? Se non lo sanno i giudici che sono lì e che non lo mettono in galera, come fanno a saperlo gli altri? Non c'è bisogno che si prepari un delitto, non c'e' bisogno che ci sia un reato. Non solo: non c'è stato delitto e non è stato progettato, basta il fatto che lui mi abbia telefonato per essere incriminato. Il presidente della regione Sicilia è stato accusato di questo reato, che non c'è nel codice, perché un mafioso ha telefonato ad un suo collaboratore chiedendo la nomina di una persona a direttore di un ospedale. La nomina non è avvenuta, quindi la telefonata non ha avuto esito. Quindi, per il semplice motivo che il suo collaborate ha parlato al telefono per tre volte con un mafioso, che insisteva, questo è accusato di concorso in associazione mafiosa. Ma è una follia".
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