Un esempio da seguire.
Un'altra cosa rispetto agli orripilanti richiami indipendentisti basati su SUOLO e SANGUE.
Volere l'indipendenza non significa corteggiare i paranoici miti nazionalisti e identitari.
PIATTAFORMA FONDATRICE DELLA COORDINAZIONE BRETAGNA INDIPENDETE E LIBERTARIA traduzione a cura di popolioriginari@anarcotico.net
Grazie alla loro cultura specifica, la loro storia, le loro lingue, la loro sensazione d'appartenenza comune, i/le Bretoni costituiscono un popolo. Qualsiasi popolo ha il diritto di esistere in quanto tale. Siamo dunque per l'indipendenza della Bretagna, allo scopo di prendere il nostro futuro in mano, di sviluppare le nostre lingue e la nostra cultura e riparare i danni inflitti dal colonialismo francese: acculturazione, perdita delle nostre lingue, dipendenza totale dallo Stato... Vogliamo essere attori ed attrici della nostra storia. La Francia così come ci viene presentata non esiste. La sua concezione nazionale occulta la nostra identità nonostante i principi sui quali è presumibilmente fondata. È un progetto politico d'uniformazione, di asservimento dei popoli e di centralizzazione delle competenze. In Bretagna, come altrove, lo Stato francese si è sempre comportato come Stato colonialista: Economicamente (pesca, agricoltura, industrie...)
Socialmente (ANPE, P.A.R.E...)
Politicamente (centralizzazione: dei poteri e della presa di decisioni a Parigi, senza consultazioni locali...)
Militarmente (JAPD, ripartizione calcolata delle forze d'occupazione...) come in tutti gli altri settori (scelte energetiche, istruzione ecc...). Siamo internazionalisti. In ciò siamo solidali ai diversi popoli in lotta (sociale o di liberazione nazionale) e siamo coscienti che una lotta per una Bretagna libertaria non può che collocarsi nell’ottica di una lotta a livello mondiale. In questa prospettiva, il combattimento bretone costituisce una scintilla che può scatenarne altre, in particolare lotte d'emancipazione che sono un serbatoio potenziale di cambiamenti sociali radicali. Per quanto riguarda le lingue, il popolo bretone, in seguito alla politica linguicida ed uniformatrice francese, nel suo insieme parla ora il francese. Non siamo dunque contro la lingua francese, ma il bretone ed il gallo (la lingua romana di Bretagna) devono riprendere il posto che hanno perso nella società civile, l'istruzione, la stampa... Siamo per una società multilingue dove tutte le lingue derivate dall'immigrazione abbiano il loro posto senza esclusione.
Libertari. Ci collochiamo in continuità col movimento d'emancipazione sociale sorto con la rivoluzione industriale. Per noi, la liberazione nazionale non può essere realizzata senza una liberazione collettiva ed individuale. Tuttavia, non privilegiamo un terreno di lotta piuttosto che un altro. Lo Stato, contrariamente a ciò che insinua, è un attrezzo che va inevitabilmente contro ai popoli e agli individui. Liberarci dallo Stato, significa non lasciare a qualcun’altro (eletti, poliziotti, prefetti...) di decidere al nostro posto. Che sia per questioni di società, d'economia, di relazione internazionale, d'ecologia..., o per il quotidiano dove le leggi sono lo strumento repressivo che impedisce all’individuo di decidere ciò che è bene per lui/lei. Noi siamo dunque per un funzionamento che parta dalla base: assemblee di villaggi, di comuni, di gruppi di affinità, di paese, dove ogni individuo possa esprimersi ed ogni idea essere discussa tra tutti/e per arrivare ad un consenso, allo scopo di tenere conto degli interessi di tutti senza esclusioni. Finora tutti i modelli che ci hanno imposto sono stati un fallimento (capitalismo, socialismo dell'Est, democrazie elettoraliste...). È dunque tempo di immaginare e costruire una società nuova su basi umane e collettive, e non speculative ed autoritarie. Una Bretagna libertaria è risolutamente anticapitalista, anti-autoritaria ed antifascista. Poiché la legge dei mercati va a vantaggio soltanto di un pugno di individui che sfrutta il resto della popolazione e le risorse naturali, noi siamo contro qualsiasi forma di patronato e per la riappropriazione degli apparati produttivi con quelli e quelle che cercano di organizzare l'autogestione, e produrre soltanto il necessario. Rompiamo la logica produttivista che ha per scopo soltanto il profitto! L'uniformazione culturale dei popoli soddisfa la necessità di standardizzazione e di controllo del consumo da parte degli sfruttatori. Questa logica apre la porta all'intolleranza. Per noi l'indipendenza è sinonimo d'apertura verso gli altri. Non si parla di instaurare frontiere e respingere gli altri. La Bretagna è multipla e multiculturale, e siamo coscienti che è con questo miscuglio culturale che i popoli avanzano. Siamo contro qualsiasi forma di sciovinismo. Essere Bretone non significa inevitabilmente essere nato/a in Bretagna o portare un nome bretone. Essere Bretone, può essere scegliere di partecipare alla vita collettiva bretone, alle iniziative ed alle decisioni, essere presente nelle assemblee.
Coordinazione Bretagna Indipendente e Libertaria CBIL, BP 70402, 22200 Gwengamp Cedex http://www.cbil.lautre.net
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