«Il concetto di provocazione ci è radicalmente estraneo. È un concetto tipico di chi vuole mantenere lo status quo fingendo di accogliere le critiche e considerarle benefiche».
I Disobbedienti hanno compiuto venerdì 5 settembre a Riva del Garda azioni di sabotaggio splendide a cui anch'io avrei voluto partecipare.L'azione coordinata di blocco delle vie di accesso alla cittadina lacustre sono un esempio positivo, la presenza acustica in piazza poi altrettanto bella.
Peccato che alcuni di loro abbiano il timore di essere scavalcati a sinistra nelle pratiche; ed ecco che per non esporsi a questo rischio eccedano in quello che Piero (occhio al) Bernocchi(o) definisce "simbolismo esasperato": ammaccare la carrozzeria di qualche macchina della Digos per la gioia delle telecamere Rai-Mediaset oppure tagliare una pompa Esso ma che non hanno permesso che il distributore venisse toccato da altri.
Premesso che queste azioni sono Maquillage da veri duri in perfetta linea con I bancomat incendiati il 12 aprile a Roma nella manifestazione postIraqWar, quello che se ne può concludere è non sopportano che avere qualcuno "presuntamente" piu' a sinistra di loro e come è capitato oggi agiscono preventivamente con azioni camomilla su Bancomat, civette della polizia e pompe Esso, e poi giustamente, a parer mio, bloccano l'eventuale black block che vorrebbe distruggere i medesimi obiettivi.
Ai compagni disobbedienti dico di di liberarsi dal complesso di avere qualcuno alla loro sinistra da e piantarla con queste pantomime di bancomat fumanti, vetture digos ammaccate e pompe tagliate, sarete ugualmente lA SINISTRA del movimento e se qualche idiota vi accuserà di fare da sbirri perchè fermate la devastazioni messa in opera da qualche black block come insegna Dante "di lor non ti curar guarda e passa"
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