L'assoluto democratico
Prendo spunto dall'articolo di JÜRGEN HABERMAS: «Pax
americana? Il mondo è troppo complesso», pubblicato oggi su
corriere.it, per alcune riflessioni.
Data: 06 Sep 2003 21:30:15 Autore: Luca.Casarini <Luca.Casarini@excite.it> L'assoluto democratico
Prendo spunto dall'articolo di JÜRGEN HABERMAS: «Pax americana? Il mondo è troppo complesso», pubblicato oggi su corriere.it, per alcune riflessioni. L'autore paragona l’attacco terroristico dell’11 settembre, all’agosto 1914: "Con lo scoppio della Prima guerra mondiale si è conclusa, infatti, un’epoca pacifica e in un certo senso, si potrebbe dire a posteriori, innocente. È stato l’inizio di un’era della guerra totale, dell’oppressione totalitaria, della barbarie meccanizzata e dell’omicidio burocratico di massa.". Partendo da questa considerazione mi sono chiesto come si potrebbe arginare una eventuale, nuova e lunga ondata di sciagure. E' inevitabile tornare ad osservare il panorama mondiale attuale: Plutocrazie e ideologie neototalitarie si sono affacciate all'orizzonte di questo nuovo millennio. Il neoliberismo ha caratteristiche di ispirazione darwinista e spietatezza nichilista che lo collocano storicamente accanto al nazifascismo. La vasta manovra plutocratica di controllo totale e totalitario del mondo è il corollario di quella aspirazione di completo dominio che il nazifascismo inseguì con identica ferocia. Per quale motivo queste realtà non appaiono alla massa dei cittadini e dei potenziali elettori? C'è un vasto controllo sulla stampa mondiale e pochissime testate riportano la verità. Perché, ad esempio, un giornale come "la Repubblica" censura molte informazioni e appiattisce la percezione del mondo che i suoi lettori possono acquisire? Il sistema che genera oppressione e tende a perpetuarla globalmente è un sistema con una ampia base borghese che predilige l'immobilismo e fugge molte verità in nome del quotidiano consumarsi della logica del profitto a discapito di grandi verità emergenti che si tendono a rimuovere. I borghesi legati ai loro piccoli o grandi interessi sono l'humus del nuovo liberismo anche se le vere teste pensanti e gli strateghi del terrore sono altrove. I veri burattinai sono in altri luoghi di privilegio ma quelle sono posizioni note. Ora mi sono soffermato su quelli che definirei "fiancheggiatori" e protettori dell'ordine neoliberista. Giornali come "la Repubblica" e tanti altri mezzi di informazione sono ancora piu' condannabili di quelli del regime perché ricordano tutti i commercianti e piccoli imprenditori borghesi, piu' o meno onesti che, pur conoscendo la realtà, condannano il loro paese e i loro figli ad un futuro carico di minacce disastrose solo in nome di quella quotidianità pigra, indolente e garantita (garantita per un tempo limitatissimo) che è il prezzo faustiano che pagano al disastro imminente. Come i moderati sostenitori di un "essere di sinistra" moderato e inutile, o utile al nemico, che è l'altra faccia della catastrofe. Allora devo dire che è necessaria una guerra civile, una rivoluzione violenta? La mia natura di pacifista storico mi impedisce di formulare queste ipotesi. Ho una sola certezza oggi: non possiamo continuare a credere che la democrazia sia un bene inalienabile. La sospensione di quella che comunemente viene definita "democrazia" potrebbe essere indispensabile per ristabilire le regole. Inoltre guardando i cittadini non possiamo ignorare il fatto che molti di loro sono psicologicamente in condizioni pietose. Non dobbiamo solo pensare alla resa dei conti finale ma anche alla rieducazione successiva di una massa abbrutita dalla tv e dalle altre droghe di stato e che va ricondotta forzosamente alla norma prima di ristabilire le comuni condizioni democratiche.
N.B.:Ho usato il termine "borghese, borghesia" riferendomi alla classe dei "garantiti" opposta ai "non garantiti" (nord e sud del mondo e delle classi) come nella attuale visione postmarxista.
Luca Casarini http://www.excite.it/newsgroup?list=excite.amici.AAA&group=excite.amici.AAA&message=75984&page=1
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