Guerriglia Marketing sul flash mob
Premesso che il flash mob che ha avuto luogo ieri a Roma non è stato organizzato da guerrigliamarketing.it vorremmo precisare alcune cose. Le anime candide del movimento possono anche credere di essere al di fuori di qualsiasi problematica legata al reddito e alla sussistenza che invece i soggetti reali sperimentano quotidianamente sulla propria pelle, ma non abbiano poi il coraggio di lamentarsi quando le loro pratiche di conflitto, grandi o piccole, vengono poi messe a valore nell'industria dello spettacolo. Se non si capisce che è il conflitto sociale ha produrre innovavazione e che è proprio questa innovazione ad essere messa a profitto si finisce con il farsi sfruttare due volte: non solo nello spazio operaio della produzione ma anche nella quotidianità della propria vita. Guerriglia marketing crede allora che sia necessario affiancare alla rigidità proletaria del lavoro una nuova rigidità propria dei momenti del conflitto e del consumo, e se non ci si scandalizza che la rigidità sul lavoro si esprima (anche) nel conflitto salariale non si capisce per quale ragione la rigidità del consumo non possa assumere (anche) questo genere di rivendicazione economica. Qualcuno può pensare che indossare i loghi delle multinazionali, suggerire tattiche di marketing nella propria pratica politica o organizzare un flesh mob in un grande magazzino conservi una qualche purezza solo fingendo che non si contribuisca alla valorizzazione capitalista perchè non si viene pagati. la verità è che chi pensa questo è solo un crumiro sociale e come tale andrebbe trattato.
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