Indymedia e' un collettivo di organizzazioni, centri sociali, radio, media, giornalisti, videomaker che offre una copertura degli eventi italiani indipendente dall'informazione istituzionale e commerciale e dalle organizzazioni politiche.
toolbar di navigazione
toolbar di navigazione home | chi siamo · contatti · aiuto · partecipa | pubblica | agenda · forum · newswire · archivi | cerca · traduzioni · xml | classic toolbar di navigazione old style toolbarr di navigazione old style toolbarr di navigazione Versione solo testo toolbar di navigazione
Campagne

Sostieni,aderisci,partecipa al progetto Isole nella Rete


IMC Italia
Ultime features in categoria
[biowar] La sindrome di Quirra
[sardegna] Ripensare Indymedia
[lombardia] AgainstTheirPeace
[lombardia] ((( i )))
[lombardia] Sentenza 11 Marzo
[calabria] Processo al Sud Ribelle
[guerreglobali] Raid israeliani su Gaza
[guerreglobali] Barricate e morte a Oaxaca
[roma] Superwalter
[napoli] repressione a Benevento
[piemunt] Rbo cambia sede
[economie] il sangue di roma
Archivio completo delle feature »
toolbarr di navigazione
IMC Locali
Abruzzo
Bologna
Calabria
Genova
Lombardia
Napoli
Nordest
Puglia
Roma
Sardegna
Sicilia
Piemonte
Toscana
Umbria
toolbar di navigazione
Categorie
Antifa
Antimafie
Antipro
Culture
Carcere
Dicono di noi
Diritti digitali
Ecologie
Economie/Lavoro
Guerre globali
Mediascape
Migranti/Cittadinanza
Repressione/Controllo
Saperi/Filosofie
Sex & Gender
Psiche
toolbar di navigazione
Dossier
Sicurezza e privacy in rete
Euskadi: le liberta' negate
Antenna Sicilia: di chi e' l'informazione
Diritti Umani in Pakistan
CPT - Storie di un lager
Antifa - destra romana
Scarceranda
Tecniche di disinformazione
Palestina
Argentina
Karachaganak
La sindrome di Quirra
toolbar di navigazione
Autoproduzioni

Video
Radio
Print
Strumenti

Network

www.indymedia.org

Projects
oceania
print
radio
satellite tv
video

Africa
ambazonia
canarias
estrecho / madiaq
nigeria
south africa

Canada
alberta
hamilton
maritimes
montreal
ontario
ottawa
quebec
thunder bay
vancouver
victoria
windsor
winnipeg

East Asia
japan
manila
qc

Europe
andorra
antwerp
athens
austria
barcelona
belgium
belgrade
bristol
croatia
cyprus
estrecho / madiaq
euskal herria
galiza
germany
hungary
ireland
istanbul
italy
la plana
liege
lille
madrid
nantes
netherlands
nice
norway
oost-vlaanderen
paris
poland
portugal
prague
russia
sweden
switzerland
thessaloniki
united kingdom
west vlaanderen

Latin America
argentina
bolivia
brasil
chiapas
chile
colombia
ecuador
mexico
peru
puerto rico
qollasuyu
rosario
sonora
tijuana
uruguay

Oceania
adelaide
aotearoa
brisbane
jakarta
manila
melbourne
perth
qc
sydney

South Asia
india
mumbai

United States
arizona
arkansas
atlanta
austin
baltimore
boston
buffalo
charlottesville
chicago
cleveland
colorado
danbury, ct
dc
hawaii
houston
idaho
ithaca
la
madison
maine
michigan
milwaukee
minneapolis/st. paul
new hampshire
new jersey
new mexico
new orleans
north carolina
north texas
ny capital
nyc
oklahoma
philadelphia
pittsburgh
portland
richmond
rochester
rogue valley
san diego
san francisco
san francisco bay area
santa cruz, ca
seattle
st louis
tallahassee-red hills
tennessee
urbana-champaign
utah
vermont
western mass

West Asia
beirut
israel
palestine

Process
discussion
fbi/legal updates
indymedia faq
mailing lists
process & imc docs
tech
volunteer
IFIGONIA IN CULIDE
by Nonna Jole Saturday, Jul. 19, 2003 at 11:35 PM mail:

Tragedia classica in tre atti. Autore: Lothar Bubbonicus

Personaggi:
Il Re di Corinto
Regina, sua moglie (Infanta di Fighera di Po di Gnocca)
Ifigonia, Sua fìglia
Allah Ben Dur - primo pretendente
Don Peter Asta- secondo pretendente
Uccellone, conte di Belmanico - terzo pretendente
Kiro Hito, samurai - quarto pretendente
Enter O'Clisma, - Gran sacerdote
In Man Lah - Gran cerimoniere
Bel Pistolino - Elefante sacro
Coro di nobili vergini
Popolo
Gran cerimoniere


Il dramma si svolge a Corinto nel 69 dopo Cristo.

ATTO PRIMO


SCENA: Sala del trono, le porte sono spalancate per dare accesso al
popolo. Entra il gran cerimoniere.



GR. CER.- O popolo bruto, sue snuda il banano,
Non vedi che giunge l'amato sovrano ?
E' il sir di Corinto dal nobile augello
Qual mai non fu visto piu' duro e piu' bello.
Il sir di Corinto dall'agile pene
Terrore e ruina del fragile imene;
Il sir di Corinto dal cazzo peloso
Del cul rubicondo ognora goloso.


POPOLO- Noi siamo felici, noi siamo contenti,
Le chiappe del culo porgiam riverenti;
Al nostro gentile ed amato sovrano
Sia dono gradito il buco dell'ano.


(Entra il re seguito dalla corte)

RE -La gioia che mi doni, o popolo, è sì grande,
Che più l'uccello regio non sta nelle mutande,
Per mio real decreto sarà da stamattina
Distribuita ai poveri gratis la vaselina.
Voglio sian compensati i sudditi fedeli.
In cul pigliate pure, ma state attenti ai peli.
(segni di manifesta gioia )


GR. CER -Ed ora fuori tutti dai coglioni
Per lasciar posto a principi e baroni.

(il popolo fa largo ed entrano i nobili, che sì dispongono ai lati
del trono. Entra Ifigonia seguita dalle vergini e si butta ai piedi del
trono)


IFIG.- Padre mio, padre mio, sono presa dal desio
Ho, già un dito che fa male per l'abuso del ditale,
Ho la fica che mi tira come corda di una lira.
Sto soffrendo atroci pene pel prurito dell'imene,
Nella fica mi son messa la manopola del cesso,
Mi ficcai nella vagina la più grossa colubrina,
Mi son messa dentro il buso sino il cero di Caruso,
Padre mio, sì forte e bello ho bisogno di un uccello,
Di un uccel di nobil schiatta che mi sballi la ciabatta
Di una fava grossa e dura che mi spelli la natura.
Padre mio, se non mi sposo, finirò nel water closo.


CORO DELLE VERGINI
Noi siamo le vergini dai candidi manti.
Siam rotte di dietro ma sane davanti.
I nostri ditini son tutti escoriati
A furia di cazzi che abbiamo menati,
nell'arte sovrana di fare i pompini
Battiamo le troie di tutti i casini.
La lingua sapiente e l'agile mano
Dan gioia e sollievo al duro banano.

RE -Giuste son le tue brame, o figlia ben amata,
Se non ti fossi padre t'avrei di già chiavata;
Alla regal consorte tua madre, la regina,
Ne ho fatte diciassette soltanto stamattina

REGINA -Se mi alzo le vesti; se vedi al disotto
Vedrai mio consorte che arrivi a diciotto

RE- E debbo alla mie brame io stesso porre un freno.
Se no ogni tre minuti il bandolo mi meno.
Or sento già un prurito nel fondo dei coglioni
Vedendo tanti culi di principi e baroni.

POPOLO -Noi siamo felici, noi siamo contenti
Sì rizzino i cazzi tuttora pendenti,
Madonna Ifigonia, soave e pudica,
Già sente prurito nell'inclita fica;
Che Giove possente, che Venere bella,
Le facciano dono di tanta cappella
Che il culo le rompa le rompa l'imene,
E infine la tolga da tutte le pene.
Sia pago il desio alla vergine cara
meniamoci il cazzo in nobile gara.

(Tutti eseguono)

IFIG- Quanta fava, quanta fava, ma perché nessuno mi chiava?
Su, ficcatemi l'uccello nella fica o nel budello;
nella fica o nel sedere ve lo chiedo per piacere.
Deh, non fatemi soffrire; ve la cedo per tre lire.

RE - Udendo queste ataviche oneste aspirazioni
D'orgoglio mi ribolle lo sperrna nei coglioni:
Con animo commosso vedo tra i bianchi veli
Spuntare lunghe e nere le punte dei tuoi peli.
Il sacerdote venga, si appresti al sacrificio,
Enter O'Clisma tosto ne tragga lieto auspicio.


GR. CER.- S'avanzi Enter O'Clisma, il sacerdote,
Dal Culo più vezzoso delle gote.
(entra il sacerdote)

GR. SAC.- Al sire di Corinto, signore degli Achei
Auguro cazzo in culo non men di centosei,

RE - Al gran sacerdote d'ogni rispetto degno,
Si doni come omaggio un bel cazzo di legno.

GR. SAC. -Il tuo omaggio o sire, mi rende il cuore gaio,
Però l'avrei più caro di ben temprato acciaio.

POPOLO- Noi siamo felici, noi siamo contenti.
prendiamo l'uccello ben stretto tra i denti,
Al gran sacerdote quel cazzo d'acciaio
Il culo riduca siccome un mortaio.

GR. SAC- Son corso immantinente alla regal chiamata
Lasciando così a mezzo la settima chiavata.
Sono però sicuro, se il ciel non me lo nega,
Che mi compenserete con una bella sega.
Che mi verrà tirata con arte sopraffina
Dalla regale mano della gentil regina.
Esprimi i tuoi voleri, o sire venerando.
In fretta, te ne prego, non vedi come bando?

RE- Alla mia figlia amata, la pallida Ifigonia.
Da qualche tempo prude la lucida begonia.
O Sacerdote eccelso, chiuditi in sagrestia,
Prendi l'uccello in mano e fanne profezia.

GR. SAC.- Immantinente eseguo tuoi voleri, o re;
Nel regal culo t'auguro cazzi novantatre.
E subito profitto, avendolo sì duro,
Di far come nel rito il debito scongiuro.
(s'inginocchia e litaniando):

Salám lach, salam lech
Nel futuro ho messo il bec
Non c'è bene, non c'e' male,
Non c'è membro senza bale.
Non c'è donna senza fica,
Non c'è uom che non berlica;
non c'è serva che non spari
Delle seghe ai militari,
non c'è balia che al pompiere
non la faccia almen vedere,
com'è larga, com'è fatta
Finchè questi non la spacca,
Non c'è al mondo una ragazza
Che al sognar non vada pazza
Per un cazzo fuor misura
Che le sballi la natura,
Ed il sogno non concluda
Con la fica che le suda;
Non c'è in terra giovanotto
Che non dica d'aver rotto
Con l'uccel fuori ordinanza
Per lo meno qualche panza
Mentre invece ha un pistolino
Assai corto e mingherlino
Che d'un subito s'affloscia
Se lo metti sulla coscia;
Non c'è donna senza veli
Non c'è cazzo senza peli,
Mentre invece più mi garba
Se la fica è senza barba,
Invitante e un poco pingua
Da ficcarvici la lingua;
Senza sol non c'è mattino
Senza amor non c'è pompino.
Non c'è tram senza tranviere
Non c'è cul senza sedere;
Non c 'è al mondo giovanetta
che una volta almen non metta
Dentro al culo per benino
Piano piano il suo ditino;
Non c'è uccel che non strizzi
E non faccia degli schizzi;
Non c'è donna savia o folle
Che al vederlo così molle
Non si chieda a tutto spiano
Come mai farà il banano
A mutar di dimensioni
Se lo tocchi nei coglioni;
Tutto questo di sicuro
Parte fa dello scongiuro
Ma perchè venga benone
Poso il dito sul coglione
E se poi siete contenti.
Vo a finir gli esperimenti

RE- Adunque esulta figlia mia diletta
Per la gioia che ti spetta;
Per soddisfare alle tue brame
Avrai tosto un pezzo di salame.

REGINA -Intanto per tenerti in esercizio
sarà bene che t'allarghi l'orifizio;
ti sceglierò io stessa per le prove
di sponda un letto di sessantanove
E quanto di meglio esista qui in Corinto
In frutti di banana a tipo spinto.


IFIG.- Santo Dio, santo Dio, questa volta l'avrò anch'io
Sospirando quel bel lino voglio farmi un ditalìno
Ve lo chiedo con permesso vò a tirarmelo nel cesso
(fa per avviarsi)

RE- (trattenendola)
Rimani o sconsigliata, il padre tuo diletto
Innanzi al popol tutto ti gratterà il grilletto
Mentre il cerimoniere memore del mio pegno,
Mi inculerà di dietro col suo cazzo di legno
Se con le bianche mani mi tieni su i coglioni
Vedrai nella mezz'ora quaranta polluzioni.

POPOLO - Noi siamo felici, noi siamo contenti.
Il re ce l'ha duro in tutti i momenti;
Seguiamo l'esempio del caro sovrano
Facciamoci forza, pigliamolo in mano.

GR. SAC. - (entrando)
Nel filtro del futuro aspersi uno spiraglio
Mettendomi nel culo un mezzo spicchio d'aglio.

RE- I detti tuoi sapienti son rapidi e fatali
Come fuori dell'ano i nodi emorroidali.

GR. SAC- Seguendo il tuo consiglio o re buono e sapiente
Misi l'uccello duro sopra un braciere ardente.
Lessai il coglion sinistro, ne bevvi poscia il brodo.
Grande e divino auspicio traendone in tal modo:
Tra i principi del sangue dal ben tornito uccello
Bandito sia il concorso con un indovinello;
Che in fica di Ifigonia la bella, non si vada,
Se pria non verrà sciolta almeno una sciaràda.

IFIG.- Dalla gioia son toccata.
Già mi sento un po' bagnata
Al pensiero di quel cazzo
Che darà a me sollazzo.
Sarà forte, duro e bello
Prepotente quell'uccello ?
Con la punta un po' rosata.
Con la schiena un po' arcuata?
Duro, rigido e flessuoso.
Ben spavaldo o timoroso?
Già lo sento tra le gambe
Ondeggiare in pose strambe,
Penetrar nella vagina
O tentar la pecorina
Passeggiarmi sulla pancia.
le mammelle e sulla guancia
Or m'assal lo schiribizzo
D'assaggiare il bianco schizzo.

POPOLO- Noi siamo felici, noi siamo contenti,
Udendo Ifigonia scandir tali accenti,
Il gusto di vivere è certo più bello
Se dentro la fica si adagia l'uccello.

GR SAC.- Toccatevi i coglioni se potete
Perchè là vidi transitare un prete.

Tutti eseguono. Solo Ifigonia troppo felice, non bada all'avvertimento
del destino e del resto non ha alcun paio, ahimè, di. coglioni a portata
di mano),

CALA RAPIDAMENTE LA TELA SUI PRIMO ATTO




ATTO SECONDO


SCENA: La stessa sala. Sono presenti i principi pretendenti di Ifigonia
col loro seguito.

ALLAH BEN DUR-
Ho riempito un orinale col sudore delle bale!
DON PEDER ASTA-
Ho riempito un gran mastello con la broda dell'uccello!
UCCELLONE-
Ho riempito tre bidoni con il succo dei coglioni!
KIRO HITO -
Ho riempito una caserma solamente con lo sperma!

ALLAH -
Ho creato un nuovo lago col prodotto del mio mago!"'

RE - A voi che della terra siete i miglior coglioni,
Rivolgo il mio saluto cari principi e baroni;
Sarete già al corrente di quanto ho decretato
Con il provvedimento che ho steso e poi firmato;
Ad ogni modo ci tengo a farvi noto
Che quello che qui conta è solo aver lo scroto,
Potente, blasonato, da nessun male affetto
Noto per le chiavate in piedi oppur sul letto
Ma ad ogni modo mettetevi a sedere
Ve ne darà lettura il gran cerimoniere.


GR. CER.- L'anno sessantanove, il dì del due di agosto
Dalla maestà reale con animo disposto.
Bandito fu un concorso con un indovinello
Fra i principi di sangue dal ben tornito uccello,
Premio nobile e raro, ben chiaro lo si dica.
Sarà d'Ifigonia più che il cul la fica.
Della vergine purissima che nulla ha di finto.

Firmato: Banano I, sire di Corinto.
Segue...
GR CER. - (Imponendo il silenzio)
S'avanzino senz'altro i pretendenti;
(rivolto al popolo)
Voi fate largo, e al culo state attenti.


ALLAH -Io sono Allah Ben Dur dal poderoso uccello
E vengo dall'Arabia a dorso di cammello;
Il viaggio fu assai lungo e tutto senza tappe
Sicchè dal gran sudore mi bruciano le chiappe,
Raggiunta alfin la meta di sì tremendo viaggio
Ho piedí, culo e fava che puzzan di formaggio;
Sul dorso del cammello so far mille esercizi,
Infransi più d'un culo all'ombra dei palmizi
I miei coglion lucenti, senza badare al puzzo,
Sembran per volume le uova di uno struzzo;
Son bruno, ardito e forte, devoto musulmano,
Son dell'Arabia intera certo il miglior banano.
Al vostri pie' depongo il mio ferrato uccello,
Con l'aiuto di Allah sciorrò l'indovinello.

IFIG- Avvenne un di che un nobile prelato
Lo mise In Culo tutto a un capriolo.
Un figlio dal connubio essendo nato
Si domanda: com'era un tal figliolo?

ALLAH- (da segni di incertezza)

GR. SAC -Se non rispondi nella settimana
mi faccio col tuo scroto una sottana

ALLAH- (sempre più confuso)

Veramente….quel prelato……….
Dentro il culo del capriolo……….
Non so dire…... avrà pigliato
Per lo meno un po' di scolo….

POPOLO- (furente facendo gli scongiuri)
Noi siamo infelici, noi siamo scontenti
Ti secchino il cazzo i nostri accidenti,
Gli uccelli si affloscino in segno di duolo
Quel brutto vigliacco ci parla di scolo!

(Il principe è trascinato via a viva forza)

GR. SAC. - Il primo pretendente è bell'e fritto;
Venga il secondo con il cazzo dritto.

DON PED.- Io son Don Peder Asta, gran nobile spagnolo
Astuto oltre ogni dire, viaggio col protargolo
E sei preservativi per non subir l'onta
Di prendermi lo scolo all'atto della monta.

IFIG. - Principe saggio, devi dire a me
da quanti giorni non fò più il bidè.

DON PED.- Fidandomi del senso dell'olfatto
Ti debbo dire che non l'hai mai fatto.

IFIG.- Villanzone infame e traditore,
Tu offendi il mio pudore.

POPOLO (incazzatissimo)
Lo sanno le troie lo sanno i lenoni.
I cazzi lo sanno, lo sanno i coglioni:
Nel dì di Giunone, con mossa pudica,
Madonna Ifigonia lavossi la fica;
Coi suoi venti chili di augusto formaggio
Fu fatta una palla di un metro di raggio.
Al principe sia data la pena infamante
Di prenderlo in culo dal sacro elefante!

RE- Voglio siano esauditi del popolo i voleri:
Venga Bel Pistolino coi suoi cento staffieri
Quaranta archibugeri intanto, piano piano,
l'aiutino un pochino col palmo della mano
E nel caso imprevisto che non gli venga duro,
lo sfreghino senz'altro un poco contro al muro

( s'avanza Bel Pistoino, dando segni evidenti di giubilo)

POPOLO-(in delirio)
Pompa, pompa come un mulo
Fagli tremare le chiappe del culo,
Daglielo molle, daglielo duro,
Fagli tremare quel buco oscuro,
Daglielo duro, daglielo molle,
Fagli tremare quel culo folle! -

GR. CER- A quanto sembra anche il secondo è fritto,
Ben venga il terzo con il cazzo dritto.

UCCELLONE- Sono il nobile Uccellone, sono conte e son barone,
La mattina, appena desto, me lo meno lesto lesto;
Poi mi sparo a colazione qualche rapido raspone.
Quattro seghe a mezzogiorno non fan male per contorno,
Verso sera, per divario, rompo qualche tafanario
Ed alterno con pompini il culetto dei bambini.
Sulla punta del mio pene mille infransi fiche amene:
Vedi,bando come un mulo alla vista del tuo culo.

IFIG- Sai tu dirmi il mistero della sfinge
La quale prima caca e dopo spinge?

UCC- Mi colma o Ifigonia, la tua parola oscura
i corpi cavernosi di gelida paura;
Già sento roteare, con ratto alterno moto,
I possenti testicoli entro il peloso scroto;
Ha nel profondo cuore una puntura sorda
Quasi che una dozzina di piattole mi morda.
O nobile fanciulla, alle parole altere,
Sento che si rilassa perfino lo sfintere.

RE- E brami, o tracotante, la mano di mia figlia?
Col culo pieno d'aglio farai le mille miglia

GR CER.- Sia subito eseguito del sovrano il volere.
Si porti senz'indugio d'aglio un gran paniere.

(uccellone di Belmanico scoppia in una gran risata)

RE-
E ridi, sconsigliato, dinnanzi al gran travaglio
Di far le Mille Miglia col culo pieno d'aglio?

UCC- Mi fate solo pena; o poveri coglioni.
Chè per riempirmi il culo ne voglion tre vagoni
Pieno d'aglio il sedere, come l'errante ebreo,
Io batterò in volata la rossa Alfa Romeo.

(s'allontana baldanzoso)

IFIG- (nostalgica)
Addio, prode Uccellone, mio nobile signore,
La tua robusta fava mi giunge fino al cuore.
Non hai colpa veruna se, con l'uccello dritto,
Giammai tu scandagliasti le Sfingi dell'Egitto.
Se solo mille fiate, alla tua chioma fulva
S'intrecciarono tenaci i peli della vulva.

RE- Non piangere Ifigonia, lustro dei peli miei
Sii paziente e devota ai detti degli Dei.

GR CER.- Il terzo a quanto pare è bell'e fritto,
Ben venga il quarto col banano dritto.

KIRO HITO- Io sono Kiro Hito, son mandrillo,
Lo metterei nel culo pure a un grillo;
Son figlio del Giappone Kìro Hito,
Ho un paio di coglioni di granito.
Ma facciamo presto con le spiegazioni
Chè temo non star più nei pantaloni.

IFIG- Stavasi un eremita a Poggibonsi
Che non cacava e non faceva stronzi;
Or dimmi, quando un rutto egli tirava
Ai suoi fedeli, che impressione dava?

KIRO- A simile domanda una risposta sola:
Avea quell'eremita il retto nella gola!
La storia già ci narra del principe Cargiulo
Il quale nella faccia rassomigliava a un culo.
Ne son più che sicuro e dirlo posso lieto:
Dell'eremita il rutto puzzava più d'un peto!

(Il cerimoniere apre una pergamena e dà segni d'approvazione)


RE- Un uom siffatto che ha tanto cervello
Ragiona certamente con l'uccello;
Ecco, cara figliola bene amata,
La fava dritta tanto sospirata
Sii degna dell'uccello conquistato
Mai obliando i lustri del casato.
Ricordo Bartolina, tua germana,

Che arrossiva sbucciando una banana.
Ma che un di, presa da furor demente,
Cacciossi nella fica un ferro ardente,
Perchè al barone Carlo dei Borboni
furon tagliati il cazzo ed i coglioni;
Mentre la Filiberta illustre e saggia
Il culo s'incendiò con acqua raggia:
Avea scelto la morte al nero duolo
Di curarsi lo scolo col protargolo;
E la nobile Figonia, tua bisava,
Sempre invitta nel gioco della fava.
Mori vetusta d'anni in un bordello
Col cuore trapassato da un uccello.

IFIG- Il sorriso della fica la mia gioia alfin ti dica.
Son felice e son beata perchè alfin sarò chiavata;
Ma vi giuro sugli dei di pensare ancora ai miei,
Al Re come alla Regina che mi lecca alla mattina.
A lui dono un sospensorio con lo stemma provvisorio.
Ed a lei l'originale di un bel cazzo artificiale.

POPOLO Noi siamo felici, noi siamo contenti,
Si rizzino in cazzi di gioia frementi;
L'uccello del principe di gioia c'inonda;
Mettiamoci tosto il culo di sponda.
Gran Finale...

CORO DELLE VERGINI
Noi siam le vergini dai candidi manti;
S'intreccin le danze, s'innalzino i canti:
Lasciamo le seghe, lasciamo i pompini,
Mettiamo da parte i bei ditalini !
E' giorno di festa: l'azzurra pervinca
mettiamo l'occhiello del muso di tinca.

GR. CER.- E risuoni nella reggia per lo meno una scoreggia (esegue)

CALA RAPIDAMENTE LA TELA SUL SECONDO ATTO.

Segue...
ATTO TERZO



SCENA La camera nuziale; a destra una porta che dà nell'appartamento
del re; in fondo a sinistra si nota un elegante water closed con catena
pendente.

IFIG. -Mio Kiro Hito, principe samurai
Il tempo, passa e non mi chiavi mai.

KIRO- Desisti dalle inutili e vane spiegazioni,
Non vedi che cominci a rompermi i coglioni?

IFIG- Fammi vedere le palle di solido granito,
Fammi toccare l'uccello, almeno con un dito!
Dimmi che cosa brami mio nobile signore.
Ti bacio le palline o vuoi fare all'amore?

KIRO- C'è una cosa che ancora, madama, non ti ho detto
Un terribile segreto che brucia nel mio petto.

IFIG- Deh, parla Kiro Hito, mio divino,
T'ascolto col canal di Bartolìno.

KIRO- Un giorno, or son quattr'anni soffrendo per un callo
Stavo prendendo un bagno nel grande fiume giallo
E, come è sempre in uso tra nobili signori.
Stavo rompendo il culo a paggi e valvassori.
Quand'ecco di lì passa un bonzo di Visnù
(Allor mio caro amico ci davam dei tu)
Il quale mi propose con sordido cinismo,
Di fare nel suo culo un giro di turismo.
Di meglio non bramavo e, come ardente toro,
Soffiando a testa bassa ,mi buttai dentro il foro.
Ma quel vigliacco aveva, nel nero tafanario,
Lungo, rapace e impavido un verme solitario;
Che mentre mi godevo il morbido budello.
Pian piano mi sbafava la fava dell'uccello.
Eccoti ormai svelato alfin tutto l'arcano:
Il bruno Kiro Hito è privo di banano.
Ed ora mia diletta quando voglio godere.
Non ho altra risorsa che il buco del sedere

IFIG- Ignobile fellone, infame traditore
La misera Ifígonia piombi nel disonore
Fui vittima innocente di un infame tranello;
Potea mangiarti il verme il cuore, non l'uccello.
Mí sento soffocare dal duolo che mi stringe:
Per poco non mi scoppia di rabbia, una salpinge

KIRO- Tristissime giornate coi resti del mio uccello
Passai sovra la torre sovrastante il castello;
E intanto, tutto avvolto in tristi veli neri,
Strappavo singhiozzando i miei lucenti peli
Alfine non rimase un pelo su un coglione,
Così, senza conforto, mi buttai dal balcone.
Ma appena giunto al suol dilegua il mio tormento,
che si muto in un nuovo, grande godimento:
Volle il cielo benigno che nel rapido giro
Cadessi a culo nudo sul cazzo di un fachiro
Che da circa vent'anni restava contro il muro
Muto, scarno impassibile ma con l'uccello duro..
Così da quel momento girai tutto le corti
E di cazzi ne ho presi di lunghi, dritti e storti.
Bianchi, neri, rossi, gialli, prepotenti e timorosi
Profumati e puzzolenti morbidi, rigidi, flessuosi,
Oleanti di formaggio, stranamente tatuati
E persino alcuni anche un pochino scorticati.

IFIG- Furie d'Averno o voi che anguicrinite
Chiavare vi fate in pose pervertite
Da quei ciclopi che hanno un occhio solo
Perchè non vi pigliate mai lo scolo?
E tu, Giunone, che sull'Elicona
Ti fai leccar dal cane sulla poltrona.
Chè non ti mangia un pezzo di grilletto
Il cucciol tuo fetente e prediletto

KIRO- Frena i tuoi detti alteri, o Ifigonia, basta;
Abbi rispetto almen per l'arte pederasta.
Tu non sai la gioia che ascende l'intestino,
Questo lo dice un vecchio, esperto culattino.

RE- ( entrando con una scatoletta in mano)

Ho sentito rumore dalla stanza vicina
Forse state cerando un po di vaselina??

IFIG- Anche la vaselina duro scherno!
O padre maledetto, va all'inferno!
(gettandosi sui coglioni paterni)
Ecco ti mangio il destro e ancora insisto:
Ed ora sta' sicuro, neppure Cristo,
Se pietà si prendesse del tuo guaio
Ridar te ne potrebbe un altro paio.
Castrato sei, e se vorrai godere,
Godrai tu pure usando il tuo sedere.

RE- Ahimè ahimè, o quale vista orrenda,
Mia figlia fa dei miei coglio merenda!
(si accascia piangendo)

GR. CER.- (entrando di corsa)
Accorrete cortigiani duchi, principi, baroni,
Nobiluomini, esercenti dai bei solidi coglioni;
Voi, pulzelle e maritate, nobildonne e castellane
Che battete di gran lunga le più celebri puttane.
Tralasciate le chiavate, tralasciate anche i pompini
Sospendete sospendete i consueti ditalini!
Ifigonia la sovrana, impazzita dal dolore.
Si mangiò le grosse palle dell'astuto genitore.

(entrano i cortigiani e le cortigiane in costume adamitico)

RE- (sollevandosi)
Addio mio prode cazzo, piega da questa sera
La rossa audace testa un giorno tanto fiera:
Finirono le giostre e le dolci tenzoni:
Non val robusta fava se priva dl coglioni.
Addio vergini belle che lasciaste l'imene
Sopra la forte punta del mio robusto pene!
Addio culi rosati, di donne e di bambini.
Addio lingue sapienti, maestre dì pompini!
Da oggi tu negletto starai nelle mutande
Ne attingerò alle stelle con il possente glande.
Meglio sarebbe stato perder pur ancor il cazzo ;
Ma perderlo da prode nel gioco del rampazzo.
Morir tu 'ben dovevi, ma in singolar tenzone
Invece ahimè peristi da povero coglione.


GR. CER:-( a Ifigonia)'

Io ti punisco col tormento duro
D'esser legata con la faccia al muro;
Passerà tutto il popolo e con l'ano
Farai da monumento vespasiano

IFIG- (avanzandosi alla ribalta come in estasi)

Sognavo un cazzo forte da Bambina
E supplicavo Giove ogni mattina.
Affinchè, come accadde un giorno a Eunica,
Mi accadesse di rompermi la fica.
Così non fu; la provvidenza grande
Che gioia oppur dolore in terra spande.
Mi volle sposa a te che sei carino.
Ma col difetto d'esser culattino.
Da prode morirò, come Raniere
Che non potè inculare lo sparviere;
Addio Kiro Hito, un dì mio sposo,
E tira l'acqua dentro il water closo.

(attraversa la scena di corsa e si getta dentro il water closed.; Kiro
Hito. impassibile, tira l'acqua; il popolo s'inginocchia e piange.)

CALA DEFINITIVAMENTE LA TELA
Nonna Jole

Una strega per amica
una strega nella sera
quando tutto si fa' buio
quando l'aria si fa' nera



versione stampabile | invia ad un amico | aggiungi un commento | apri un dibattito sul forum
Ci sono 6 commenti visibili (su 6) a questo articolo
Lista degli ultimi 10 commenti, pubblicati in modo anonimo da chi partecipa al newswire di Indymedia italia.
Cliccando su uno di essi si accede alla pagina che li contiene tutti.
Titolo Autore Data
Hidda il fascio Femminista Saturday, Dec. 31, 2005 at 6:27 PM
Ti denuncio per PLAGIO osservatore attento Saturday, Dec. 31, 2005 at 1:28 PM
leggi bene per Jacopo Sunday, Jul. 20, 2003 at 4:23 PM
vecchia :-) Jacopo Sunday, Jul. 20, 2003 at 4:15 PM
oooopsssss Bambine di Satana Sunday, Jul. 20, 2003 at 2:50 PM
bravo bravo.....talento sprecato!! Sik Sunday, Jul. 20, 2003 at 2:15 AM
©opyright :: Independent Media Center
Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0.
All content is under Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 .
.: Disclaimer :.

Questo sito gira su SF-Active 0.9