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Esso
by kiara Saturday, Mar. 01, 2003 at 4:53 PM mail:

Perchè boicottarla

LA ESSO VA ALLA GUERRA

Mentre il Mondo intero è in trepidante attesa di vedere come finirà il
braccio di ferro tra USA e resto del mondo sul minacciato intervento
militare in Iraq, c'è chi inizia a prepararsi. E' della fine di settembre,
infatti, la stipula di accordo tra Exxon Mobil, la più grande multinazionale
petrolifera ed il Dipartimento di Stato della Difesa statunitense di Donald
Rumsfeld .

Ad un prezzo fissato a poco meno di 48 milioni di euro, la Exxon, che in
Europa è proprietaria del marchio Esso, fornirà carburanti e oli
lubrificanti per la marina, l'esercito, il corpo dei marines, l'aviazione,
le basi NATO e tutte le agenzie afferenti al Dipartimento. La Esso rifornirà
anche le basi militari americane e della NATO presenti sia sul territorio
italiano.

Il contratto non è vincolato all'attuale anno finanziario e si esaurirà solo
alla fine di settembre del 2005, data entro la quale, evidentemente, Bush
pensa di aver finito il suo lavoro in Medio Oriente. La commessa e
rappresenta un'ulteriore prova di quanto stretto sia il legame tra G.W Bush
e la multinazionale del petrolio che, per i suoi impegno a sostegno del
candidato repubblicano alla ultime presidenziali, aveva già incassato il
diniego da parte statunitense di aderire al trattato di Kyoto sul taglio
delle emissioni di gas serra e l'emanazione di un piano energetico nazionale
che punta al rilancio delle attività estrattive e ad un aumento nell'uso di
combustibili fossili che porterà gli USA ad incrementare le emissioni di gas
serra di circa il 26% rispetto agli scorsi anni.

Di fronte a tanta ostentata arroganza c'è chi ha deciso di fare guerra alla
Esso usando il terreno di scontro più consono alla multinazionale: il
mercato. Da oltre un anno, infatti, è in piedi una campagna di boicottaggio
dei prodotti petroliferi a marchio Esso, lanciata in Gran Bretagna e presto
estesasi , tra l'altro, in USA, Francia, Austria, Germania, e Australia.

Che la strategia di azione diretta sul mercato iniziasse ad affaticare le
politiche irresponsabili della compagnia statunitense, lo si era capito già
nel corso dell'ultima riunione degli azionisti, allorquando, su suggerimento
di accreditate agenzie di consulenza finanziaria, circa il 20% dei
proprietari di azioni della Exxon aveva richiesto formalmente che l'azienda
fosse più presente sul mercato delle energie alternative e la smettesse di
spendere soldi in pubbliche relazioni dirette a convincere la pubblica
opinione dell'inesistenza dell'effetto serra e del suo legame con i
combustibili fossili.

Secondo un recente sondaggio dell'agenzia MORI, nell'arco di una anno, il
numero degli inglesi che dichiarano di rifornirsi periodicamente nelle
stazioni Esso è sceso di un quarto e circa un milione di guidatori hanno
dichiarato di boicottare la compagnia per la sua politica in merito ai
cambiamenti climatici.

Dalla ricerca emerge che, alla domanda su dove si riforniscono regolarmente
di carburanti, nel 2001 il 26% aveva risposto Esso contro il 19% dell'ultimo
sondaggio. Che una politica più attenta alle esigenze di tutela ambientale
siano orami una strategia anche per il mercato, è dimostrato dal dato,
rilevato dalla stessa agenzia, che la BP, che al contrario ha deciso di non
disconoscere le proprie responsabilità sui cambiamenti climatici e sta
investendo molte risorse nella ricerca su fonti rinnovabili, è passata da
18% al 21% nelle preferenze dei guidatori.

E i risultati di questa campagna si stanno facendo vedere anche altrove.
Dopo poco che sono stati pubblicati i risultati della ricerca di mercato
della MORI, la Deutsche Bank ha prodotto un rapporto sulla Exxon destinato
agli specialisti in investimenti in cui si dipingeva la compagnia
statunitense come un investimento rischioso a seguito della campagna di
boicottaggio inglese.

Secondo gli analisti del settore, infatti, essere considerati nemici
dell'ambiente N°1 da Greenpeace ed altre organizzazione mette il marchio
Esso a forte rischio, rinforzato anche dall'assenza di una politica
aziendale sullo sviluppo di altri settori energetici che non riguardino i
combustibili fossili .

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