Manifestazione imponente a Donostia San Sebastian a favore di Egunkaria e dell'euskera
Con Egunkaria in decine di migliaia a Donostia
La chiusra manu militari del quotidiano Egunkaria, ha provocato nei Paesi Baschi numerose azioni di protesta ma anche di solidarietà con il progetto editoriale. Ieri con la prima uscita del nuovo giornale Egunero, che i lavoratori di Egunakaria sono riusciti ha stampare poche ore dopo la chiusra del loro quotidiano, la risposta nei Paesi Baschi è stata straodinaria. 50 mila copie vendute nonostante la stessa guardia civil avesse tentato di ostacolare la diffusione. Il secondo numero di Egunero uscito oggi, annunciava in prima pagina la manifestazione che si è tenuta questo pomeriggio a Donostia (San Sebastian) “Denok Donostiarra, Egunkaria aurrera!” (Tutti a Donsotia, Egunkaria avanti). L’appello è stato raccolto da decine di migliaia di persone come testimoniano le cronache di IMC Euskal Herria, Gara, Europa press, in una delle più grandi manifestazioni mai svolte a San Sebastian. Al termine della manifestazione Xabier Mendiguren, presidente di Kontseilua, organismo che raccoglie movimenti ed associazioni che lavorano in favore dell’euskera, la lingua basca, e Juan Mari Larrate in rappresentanza dei 150 lavoratori di Egunkaria hanno letto due comunicati. In essi hanno ricordato il ruolo svolto da Egunkaria, denunciato l’arresto dei dieci rappresentanti di Egunkari e come questa azione repressiva si inquadri in una strategia di attacco al movimento in favore dell’euskera. Sono stati infatti ricordate le altre operazioni di polizia realizzate lo stesso giorno della chiusura di Egunkaria, vale a dire quelle contro le riviste Jakin ed Argia, la Federazione delle Ikastalos , l’organismo che rappresenta le scuole in lingua basca e quelle dei mesi scorsi contro le associazioni per l’alfabetizzazione degli adulti, AEK e IKA, la più importante impresa di distribuzione libraria e discografica di Euskal Herria, Zabaltzen, L’associazione per la euskaldinizzazione della societa basca EHE, l’ associazione degli avvocati baschi. L’imponente manifestazione era aperta da uno striscione sorretto dai lavoratori di Egunkaria mentre nel quartiere Antiguo da dove è partita la manifestazione un ‘enorme striscione ricordava i 31 arresti realizzati questa settimana dalla guardia civil ed Etrzantza, la polizia autonoma basca. La manifestazione è trascorsa senza nessun incidente salvo pochi attimi di tensione quando automezzi della Ertzantza ,sono stati fischiati da un gruppo di manifestanti.
Nel documento letto da Xabier Mendiguren si fa appello alla societa basca, istituzioni, partiti, sindacati, associazioni, cittadini in generale, di impegnarsi affinche un quotidiano in euskera possa al più presto, tornare nelle edicole. In particolare questo appello sembra rivolto alle istituzioni autonome che pur avendo concesso contributi ad Egunkaria non avevano digerito che il progetto di quotidiano in lingua basca non fosse direttamente controllato dal Governo autonomo, come ricordavano i fondatori di Egunkaria. Cionostante le dichiarzioni infuocate contro la decisione dell’Audinecia Nacional da parte di PNV, EA, e IU, che compongono la colazione governativa nella comunità autonoma basca, e la partecipazione di queste forze alle mobilitazioni di queste ore dovrebbero dimostrare un’impegno deciso in difesa di Egunkaria. Però come è avvenuto in passato l’atteggiamento del Governo autonomo e del PNV che ne è il partito guida, è stato ambivalente. Per questo durante la manifestazione di oggi è stato distribuito un opuscolo nel quale si denunciava il doppio linguaggio del PNV che se da un lato critica l’illegalizzazione di Batasuna, dall’altra non si oppone all’invio dell Ertzantza, polizia dipendete dal goverono autonomo, per la chiusura delle sedi di Batasuna o alle cariche contro la manifestazione di protesta per l’illegalizzazione di Batasuna di tre mesi fa a Bilbao. I dubbi sull’attegiamento del PNV nella vicenda Egunkaria rimangono, viste le dichiarazioni di un suo esponente di spicco, Rubalcaba, il quale ha dichiarato “che se l’ordine di chiusura di Egunkaria fosse stato dato all’Ertzantza la polizia autonoma avrebbe dovuto eseguire l’ordine della magistratura spagnola”. Su un altro versante, quello del PSOE, le prime dichiarazioni di alcuni esponenti del PSOE in Euskadi che criticavano la misura adottata dall’ Audiencia Nacional, sono state subito corrette dal segretario generale del PSOE, Zapatero, il quale ha dichiarato “che bisogna aspettare e rispettare l’azione della giustizia”. Del resto la chiusura di Egunkaria è una azione che ha sollevato proteste anche fuori dei confini di Euskal Herria e solo la ragion di stato, sembra poter ovviare. Nello stesso CGPJ, l’equivalente al nostro CSM; alcuni magistrati dell’area vicina al PSOE e IU hanno richiesto di indagare la nota dell’Audiencia Nacional sulla operazione, che avrebbe redatto il Ministero degli Interni, poiché la chiusura del quotidiano sembrerebbe ispirata da “un principio inquisitorio proprio del franchismo e non accusatorio come stabilisce la Costituzione”. La stessa domanda avrebbe dovuto essere posta in occasione della chiusra del quotidiano Egin, luglio 1998. Sono passati cinque anni, nel luglio prossimo, e secondo la legge spagnola al quotidiano dovrà essere tolto il “sequestro cautelare”. E cosi sarà. Ma intanto Egin è scomparso. La liberta di stampa dello stato spagnolo è da trattare con molta cautela.
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