SCHEDA DI FLUSSO PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI CENTRATA SULLA RIDUZIONE – RICICLAGGIO – COMPOSTAGGIO
(Rossano Ercolini – Firenze 14.06.01)
Obiettivo di riduzione 10 – 15% <sum> introduzione di un sistema di tariffazione che premi chi produce pochi rifiuti (applicazione alla lettera dell’art. 49 DLGS 22/97) <sum> introduzione di un sistema di raccolta “porta a porta” (i megacassonetti stradali fanno proliferare i conferimenti impropri) <sum> realizzazione di eco-centri e di “isole ecologiche” per il conferimento di beni durevoli, di ingenti partite di verde di sfalciatura e di imballaggi <sum> diffusione dell’autocompostaggio familiare <sum> separazione dei flussi dei rifiuti solidi urbani (RSU) da quello dei Rifiuti Speciali Assimilati agli Urbani (RSAU) attraverso appositi regolamenti comunali.
Questo insieme di provvedimenti è in grado di raggiungere livelli di riduzione del RSU ben superiore al 15% sopra segnalato e previsto dalle normative regionali stesse.
Come è facile constatare i provvedimenti di cui sopra si pongono semplicemente sul terreno della razionalizzazione dei sistemi di raccolta e non chiamano direttamente in causa la necessità, comunque, di intervenire sulle caratteristiche dei cicli relativi alla produzione industriale delle merci (produzioni pulite).
STRATEGIE DI INTERCETTAZIONE DEI MATERIALI CONTENUTI NEI RIFIUTI: obiettivo complessivo di raccolta differenziata del 50-55%.
materie organiche: 70% di intercettazione carta, cartone: 60 – 70% di intercettazione vetro: 80% di intercettazione metalli: 95% di intercettazione – considerando anche la possibilità di recupero attraverso impianti di selezione meccanici.
MODALITA’ DI TRATTAMENTO, VALORIZZAZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE DEI MATERIALI RACCOLTI.
Organico - impianti di compostaggio – utilizzo in agricoltura e in subordine per ripristini ambientali Carta - pressatura – cartiere Vetro - selezione/pulizia – vetrerie Plastica - pressaggio – rigenerazione Metalli - fonderia
TRATTAMENTO DEL “RESTO”
Occorre precisare che nel “resto” afferiscono i materiali non intercettati dalle RD e soprattutto quelli non riclabili (plastiche soprattutto). Secondo lo schema di cui sopra, il “resto” non supera, anche in scenari complessi come quello fiorentino, il 30 – 35% con risultati potenziali ancora migliori laddove si punti con maggior decisione e convinzione sulle strategie suddette. I quantitativi derivanti da quanto detto appaiono molto ridimensionati e possono essere gestiti utilizzando discariche esistenti, riqualificate come discariche per la gestione del solo rifiuto “secco” (minimizzando i problemi legati alla “percolazione” ed agli odori). Quindi in uno scenario simile a quello fiorentino, alla luce di una gestione dei rifiuti come sopra, si ritiene che i quantitativi da inviare agli impianti esistenti possono non superare 400t/giorno, quantitativo che può essere ulteriormente abbattuto fino a circa 350t/giorno (una quantità che non giustifica la realizzazione di nuovi inceneritori, infatti anche a fronte delle 400t/giorno segnalate, occorre considerare che la quota di rifiuti effettivamente combustibile non supera il 45% di tale quantitativo (cioè 160-170t/giorno) in quanto il “resto” è formato da un misto di sovvalli, plastiche clorurate, inerti non combustibili.
PROBLEMI E RESISTENZE MESSE IN CAMPO DALLE “CONTROPARTI”
COSTI Si dice che la raccolta “porta a porta” ha costi elevati. Questo è in parte vero. Infatti occorrono maggiori investimenti da indirizzare alla raccolta (e quindi a maggiore occupazione per gestire questa fase) ma da dati indiscutibili la maggiore intercettazione di materiali riduce i quantitativi da inviare allo smaltimento, producendo consistenti risparmi di questa “voce” che generalmente compensano i maggiori costi della raccolta.
Inoltre poiché nel “porta a porta” non occorrono mezzi sofisticati per la raccolta (compattatori con braccio laterale) ed impianti di complessa tecnologia (inceneritori) è ragionevole ritenere più vantaggioso, anche sul piano fiscale per i cittadini il sistema di raccolta teso a massimizzare i recuperi.
COLLOCAZIONE DEI MATERIALI RECUPERATI
Si dice che non ci sarebbe uno spazio di mercato per la collocazione delle materie seconde. Questo è fondamentalmente sbagliato e spesso sotenuto in modo strumentale dai nemici del riciclaggio. Infatti:
Composti di qualità. In epoca di desertificazione, può essere collocato – attraverso appositi accordi con le associazioni di categoria – all’interno delle produzioni agricole. Esistono nimerose esperienze nazionali e precisi progetti anche in Toscana in tal senso (vedi la proposta del Consorzio “Toscana ricicla”).
Carta e cartone. La costituzione del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed in particolare il COMIECO garantiscono un prezzo stabile ai cartoni 1.151 lire al Kg ( prezzi 2001) ed ai materiali cartacei 25 lire al Kg ( prezzi 2001) definendo una concreta realtà che sommata ai risparmi per il mancato smaltimento appare in grado di coprire interamente i costi di raccolta e anzi in alcuni casi più virtuosi di garantire reali guadagni. In recenti convegni internazionali sono gli stessi industriali a perorare la causa del recipero della carta per diminuire i costi di importazione.
Metalli. Esistono consolidati spazi di mercato per le diverse tipologie (alluminio, rame, acciaio, ferro etc.)
Vetro. Anche in questo ambito non occorre inventare niente di nuovo, perché il CONAI garantisce una quota fissa per i quantitativi recuperati, selezionando i quali è possibile ottenere prezzi ancora più vantaggiosi di quelli previsti.
Plastiche. Anche per questi materiali il CONAI prevede rimborsi di un certo valore anche se insufficienti a coprire gli alti costi di raccolta. Più in particolare occorre puntare sulla riduzione di imballaggi usa e getta, a partire da quelli in plastiche “tossiche” come il PVC (circa il 20% delle plastiche attuali è di PVC) di cui occorre ribadire la messa al bando. Comunque, già da oggi, è possibile collocare (e non ai fini “energetici”, tramite incenerimento) gran parte dei contenitori dei liquidi per fini di recupero di materiali. Diviene necessario – e questo vale anche per i materiali di cui abbiamo già parlato – gestire la raccolta e le fasi di trattamento attraverso sistemi che minimizzino i trasporti e aumentino: 1. la selezione delle varie merceologie plastiche, per una migliore selezione dei polimeri 2. la “densità” attraverso la pressatura delle plastiche da movimentare 3. chiamando in ultimo lo stesso cittadino a schiacciare i suddetti contenitori per ridurre i volumi di conferimento.
CONCLUSIONI
Amministratori motivati, e non “affascinati” dal primato della tecnologia complessa possono raggiungere risultati eclatanti nel giro di pochi mesi, come dimostrano le esperienze del nord Italia e della stessa provincia di Lucca. Quindi diviene decisivo scegliere politicamente la centralità della riduzione – riciclaggio – compostaggio. E’ questo che deve essere richiesto agli amministratori, considerando anche che sono le stesse leggi comunitarie ad imporlo.
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