Dal Coordinamento dei Comitati popolari liguri e toscani per la difesa dell’ambiente:
L’inceneritore a Prato c’è già.
Per ora almeno dieci morti, almeno un morto all'anno aggiuntivo, sono dovuti all'inceneritore di Prato, a quello che già esiste e che non molti conoscono, a Baciacavallo accanto al più grande depuratore per le acque dell'Italia Centrale, un depuratore malfatto ed inquinante, utile solo al sistema industriale pratese, utile a mantenere scandalosamente bassi i costi della cosiddetta depurazione degli scarichi industriali.
Ogni giorno ci sono da smaltire 110 tonnellate di fanghi tossici che si possono solo bruciare o mettere in discariche speciali, come vanno in discarica le scorie e le ceneri dell'inceneritore.
Ma non basta: il sistema industriale pratese è in crisi, la sua ultima innovazione tecnologica è stata l'importazione di schiavi, diventa quindi indispensabile che anche i costi per lo smaltimento definitivo degli scarti di produzione, definiti rifiuti assimilati, vengano in buona parte addossati alla popolazione pratese così come è stato fatto per gli scarichi idrici.
Gli industriali chiedono l'inceneritore, gli amministratori locali, come sempre eseguono, facendo a gara a chi è più supino e ubbidiente, già hanno regalato salute, ambiente e territorio ai privati interessi dei più ricchi, oltre la metà del territorio pratese è oramai urbanizzato o in procinto di esserlo: ribattezzato macrolotto e svenduto ai privati - nessuno vuole fermare il degrado e, l'inarrestabile inquinamento dell'aria, acqua e suolo sembrano sconosciuti agli amministratori pubblici.
I morti per tumore intorno a Baciacavallo sono invece conosciuti da almeno due anni: dalla pubblicazione del risultato della prima indagine epidemiologica.
Seguono sul newswire i contributi tecnici su questo argomento e l'indagine epidemiologica citata.
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