Assemblea alla Sapienza 23 febbraio ore 15 lettere per Spezzone su reddito di cittadinanza

Verso 09.03 - Appello per la costruzione di uno spezzone sul reddito di cittadinanza

Nel dibattito politico italiano sono ormai alcune settimane che si sta affermando, in termini preoccupanti, la cosiddetta “riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali”. Ciò che desta preoccupazione non è il fatto che il governo Monti tenti di dare una risposta all’ormai devastante precarietà che affligge le vite di milioni di giovani. Ciò che preoccupa è lo stile con il quale ci si accosta al problema.

Il progetto del governo poggia, come è noto, su due grossi pilastri: l’estensione della precarietà del lavoro anche ai soggetti tradizionalmente “garantiti”, attraverso l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori e l’introduzione di un sussidio di disoccupazione a termine. Insomma uno scambio tra un diritto ed un altro, tra una forma di tutela interna al rapporto tra lavoratore e impresa e una tutela successiva alla perdita del lavoro, a termine, e allo stato attuale del tutto indefinita.

Cosa ancora più inquietante è che tutto ciò venga fatto passare come l’introduzione, in ultima istanza, del reddito di cittadinanza. Ora, dal nostro punto di vista è necessario sciogliere sin da subito ogni ambiguità. Ciò che è stato una dei temi di battaglia del movimento studentesco dello scorso anno, ciò che ha interessato le mobilitazioni di migliaia di precari, ciò che è stato individuato come il terreno decisivo per liberare dalla precarietà milioni di vite nel nostro paese NON E’ ciò che ha in testa il ministro Fornero.

Vogliamo il reddito di cittadinanza perchè per noi, che siamo giovani, studenti, precari, rappresenta innanzitutto uno strumento di liberazione dal ricatto del lavoro. Uno strumento in grado di rovesciare i rapporti di forza esistenti e costruirne di nuovi, in grado di aprire nuovi spazi di libertà. Ed è proprio sul terreno della libertà che il disegno del governo vuole agire, disegnando un sistema in cui il ricatto non è solo presente all’interno del rapporto produttivo, ma viene agito anche fuori, subordinando l’erogazione di un sussidio misero all’accettazione futura di lavori altrettanto miseri.

D’altronde sarebbe sciocco aspettarsi dal governo di Unicredit e Goldman Sach’s una particolare attenzione alle politiche di redistribuzione della ricchezza e di attacco alla rendita finanziaria. Noi siamo convinti, invece, che la risposta alla crisi si debba cercare proprio all’interno di quelle concentrazioni finanziarie che sono le maggiori responsabili della situazione attuale, e che proprio nella tassazione delle rendite finanziarie si possa trovare la concreta possibilità per porre in essere, finalmente, politiche di welfare all’altezza dei nostri desideri.

Per questo crediamo che sia necessario, all’interno della manifestazione indetta dalla FIOM per il 9 marzo, costruire uno spazio che sappia dare la giusta evidenza al tema del reddito.

E per farlo invitiamo tutte le realtà studentesche, dell’associazionismo, del mondo del lavoro, a partecipare ad una grande assemblea , il 23 febbraio alle ore 15.00 nella facoltà di Lettere de la Sapienza.

Verso lo sciopero generale del 9 marzo

Evento facebook: http://www.facebook.com/events/175574922546197/

Anomalia Sapienza – Unicommon Roma

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