Veleni e mattanza di cani nel Napoletano

Veleni e mattanza di cani nel Napoletano
Ecco il canale degli scempi

MARIGLIANO - Un lungo canale come un campo di sterminio. È l’alveo Frezza, qui si consuma la mattanza dei cani. E non solo. Lungo poco meno di un chilometro con tre accessi: via vecchia e nuova del Bosco e via Sentino. Il canale scorre nel territorio parallelo all’asta principale dove sversa acqua, rifiuti e carcasse di animali.

Cani di ogni età, razza e taglia. Abbandonati in bustoni di plastica nera, altri sulla nuda terra delle sponde dell’alveo. Paratie di circa quattro metri, sulle sponde vi è depositato di tutto. Tutt’intorno la campagna, quella che una volta veniva chiamata Campania felix. Di facile accesso attraverso la stradina di servizio, una fascia di rispetto che, come l’alveo, è di proprietà del demanio.

Accesso aperto a tutti con l’uscita dell’Asse mediano a quattro passi. Aperto anche ai criminali che di notte abbandonano in bustoni neri le carcasse dei cani. Lo abbiamo seguito a piedi da via vecchia del Bosco fino a via Sentino. Un odore nauseabondo ti assale. Fa capolino il sole, ci salva il vento che spazza via la puzza. A tratti. Basta poco per trovare resti di cani. Occultati, ma non tanto. Qualcuno sulla terra nuda, altri in bustoni. Alcuni sono solo scheletri, segno di lunga permanenza.

E poi bustoni di cibo per animali.
Intorno rifiuti di ogni tipologia: amianto, scarti di demolizioni, pezzame, plastica. Nel letto dell’alveo, dove scorre acqua, pneumatici di camion e auto. Qualche ingombrante. Tubi d’amianto. E i contadini? Basterebbe poco. Quattro cancelli e via, suggeriscono i contadini. Ma che cosa cercano nel canale? Qualcuno vorrebbe forse portare via qualcosa che ha buttato prima? Qualche carcassa ancora con microchip? È possibile, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Il clamore mediatico l’avrebbe invogliato.

L’abbandono di cani morti sul Frezza non è pratica di ieri. C’è chi ipotizza l’esistenza di una vera e propria organizzazione a delinquere dedita allo smaltimento illecito dei cani. Un business. Come quello dei canili più o meno abusivi. Ma anche quelli autorizzati. I cani a ricovero costano, nelle gare di appalto viene aggiudicato ad un prezzo vicino ai tre euro al giorno, vitto, alloggio e cure comprese. E se non ne vale la pena curarlo, non si fanno scrupoli. Basta togliere il chip e metterlo addosso ad un altro animale sano e giovane e il gioco è fatto. Con addebito al proprietario ovviamente. Ma proprio sulle carcasse rinvenute nei bustoni neri potrebbe esserci la firma dei responsabili.

Carcasse piene zeppe di larve sarcofapha carnarie frutto della putrefazione, ma niente ratti però. Stranamente. Uccelli che svolazzano anche nel letto dell’alveo. Lungo tutto il tratto da via nuova del Bosco a via Sentino ci sono rifiuti senza soluzione di continuità. Di ogni tipologia e specie. Tossici e pericolosi. Anche combusti. E chi sa quanti cani sono finiti bruciati. E non solo cani. Qualcuno ipotizza conigli e scarti e ossa di bovini e ovini. Insomma anche la macellazione clandestina forse di animali infetti per evitare sequestri sanitari. Due i sequestri di carcasse già effettuati. Ma c’è ancora tanto da tirare fuori da questo cimitero degli orrori.

«Già, perché. Sul giallo della mattanza dei cani indaga la Procura della Repubblica di Nola. Assegnate le deleghe con specifiche competenze. Si attendono gli esiti degli esami autoptici. Si seguono piste. Tante. Indagano forestali e carabinieri. Anche i Nas. Sotto la lente d’ingrandimento i contratti tra i canili e la pubblica amministrazione. Ma anche i combattimenti e le scommesse clandestine. Resta la mattanza. Senza pietà e senza scrupolo.
Fotogallery:
http://www.ilmattino.it/fotogallery.php?id_fg=6828&id_news=182284

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