Padova - Profumo all'università: puzza di austerità!

Contestato il Ministro dell'istruzione Profumo

Corteo e presidio durante l'inaugurazione dell'anno accademico

20 / 2 / 2012

Nella giornta di oggi si è svolta a Padova l'inaugurazione del 790° Anno Accademico a cui ha preso parte il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo.
La partecipazione alla cerimonia, che si è tenuta nell' Aula Magna "Galileo Galilei" di Palazzo del Bo', era sotto formale invito e non contemplava la partecipazione degli studenti.
La conferma della presenza di Profumo a Padova è stata data non molti giorni fa, soprattutto perchè l'Ateneo ha palesato la volontà di lasciare il minor tempo possibile all'organizzazione di proteste.

Invece, questo pomeriggio, una settantina di studenti universitari, precari della scuola e ricercatori hanno contestato il Ministro Profumo e soprattutto per la continuità con le politiche del ministro Gelmini e il Rettore Zaccaria per l'ennesimo tentativo di chiudere spazi di contestazione e dissenso che sono alla base di una democrazia partecipativa. Fuori del Bò oggi si è parlato di tagli al diritto allo studio, della mancanza di fondi per le borse di studio e dell'aumento dei costi dei servizi universitari.

Dopo un presidio rumoroso e colorato, è partito un corteo spontaneo che ha attraversato le vie del centro cittadino e che è passato attorno al Palazzo del Bo'.

Di seguito il comunicato:

Nel pomeriggio di oggi, 20 febbraio 2012, a Padova si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno accademico presso il Palazzo del Bo': l’Aula Magna Galilei si è trovata ad accogliere anche il neo Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo.

Ma chi gli ha dato l’accoglienza più calorosa sono stati gli studenti, i quali sono scesi in piazza per contestare il Ministro e il rettore Zaccaria; quest'ultimo, come volevasi dimostrare, non ha permesso loro di potersi esprimere all’interno della cerimonia.

Studenti e precari, inizialmente fermati da un cordone di polizia in tenuta antisommossa in Piazza Antenore, si sono conquistati il diritto a manifestare sul Listòn, dove si è chiesto a gran voce un cambiamento delle politiche di austerity che soffocano ogni giorno milioni di persone e che le privano della possibilità di un futuro degno.

Dopo un presidio comunicativo e rumoroso per disturbare la cerimonia, studenti e precari hanno poi proseguito la manifestazione con un corteo girando attorno al Palazzo Bo, gridando che le politiche intimidatorie di questa città e le persecuzioni giudiziarie (vedi le misure restrittive ancora in atto dopo nove mesi nei confronti dei sei studenti, che l'anno scorso si sono mobilitati insieme a tanti altri contro la Riforma Gelmini), non fanno paura.

Ancora una volta un'occasione cerimoniale dell'Università ha palesato la mancanza di democrazia che stiamo vivendo, diventando il motivo per trasformare il centro cittadino in uno scenario di guerra, con un imbarazzante spiegamento di camionette di polizia e carabinieri.

Ancora una volta siamo costretti a denunciare che la militarizzazione è l'unica risposta che il rettore Zaccaria e la troika cittadina (sindaco, rettore e questore) sono in grado di dare ai soggetti che si mobilitano per la costruzione di un'alternativa reale.

Ancora una volta ribadiamo che continueremo a lottare per riprenderci quel che ci spetta.

Colletivo Interfacoltà Les Sabots – CSO Pedro
Laboratorio Cr.a.C.K – Reality Shock

Galleria fotografica :

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Padova-Profumo-alluniversi...

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SCONTRI

Verona. Il ministro dell'università e della ricerca, Francesco Profumo, ha inaugurato stamani l'anno accademico 2011–2012 dell'università di Verona. Numerosi giovani del Blocco studentesco, movimento giovanile dell'associazione di destra «Casa Pound», ha protestato con fumogeni colorati davanti al polo Zanotto. Erano presenti anche alcuni esponenti di Forza Nuova. Una decina del collettivo studentesco, vicino alla sinistra, ha invece protestato in aula magna. Ingente lo spiegamento della Polizia di Stato e di quella locale. Le proteste erano dirette contro i tagli alla ricerca e allo studio.
LA TENSIONE. A quanto riferisce la Questura, oltre a quello del Blocco era appunto in programma un altro corteo contrapposto, organizzato dai centri sociali e dai movimenti di sinistra dell'università. Per dividere i due cortei ed evitare che venissero in contatto, agenti della polizia in tenuta antisommossa hanno effettuato delle piccole cariche di contenimento contro il corteo del Blocco studentesco. Dopo alcuni minuti la situazione è tornata sotto controllo e ora la Digos è al lavoro per gli approfondimenti del caso. Per il responsabile nazionale del Blocco Studentesco Università, Davide Di Stefano, «i circa 200 studenti che hanno sfilato senza incidenti per manifestare contro un governo di "baroni" al servizio di banche e poteri forti, avrebbero voluto pacificamente esprimere il loro dissenso rispetto a chi, come Profumo e l`intero governo Monti, vorrebbe che nelle università italiane si affermasse una logica di liberismo sfrenato ispirata al modello anglosassone, con atenei di serie A privati o dai costi
proibitivi e atenei di serie B, incapaci di garantire
un'istruzione di qualita' e destinate agli "sfigati"».
Nel contrastare il tentativo dei manifestanti di forzare il cordone di sicurezza all’ingresso dell’ateneo, due poliziotti - riferisce la Digos - sono rimasti contusi. Proteste per l’intervento della polizia sono arrivate dai giovani del Blocco studentesco, espressione dell’associazione di destra «Casa Pound», che avevano dato vita alla manifestazione più corposa: circa 200 giovani che all’arrivo del ministro avevano scandito slogan anti-governo. Con loro, in un gruppo separato e numericamente più piccolo, hanno manifestato fuori l’ateneo anche ragazzi di «Forza Nuova», con striscioni e bandiere. Queste due manifestazioni erano state autorizzate.
Ma le forze dell’ordine sono dovute intervenire anche all’interno dell’Università, dove con dimostrazione estemporanea una ventina di giovani del movimento antagonista hanno tentato di disturbare, con i megafoni, la cerimonia di apertura dell’anno accademico. Dopo averli invitati una prima volta ad allontanarsi dall’aula magna, la polizia - su richiesta del rettore - ha ordinato ai dimostranti ad uscire, e infine li ha allontanati a forza, senza alcun incidente. I circa 20 giovani sono stati identificati, e verranno denunciati dalla Digos per «inosservanza dei provvedimenti dell’autorità».

IL MINISTRO. «Per il 2012 non ci saranno assolutamente tagli, nè dal punto di vista del finanziamento all’Università e agli enti di ricerca, nè per il diritto allo studio». Lo ha detto all’Ansa il ministro dell’Università e della ricerca, Francesco Profumo, a margine dell’inaugurazione dell'anno accademico dell’ateneo di Verona. L’intento, ha spiegato Profumo, «è di arrivare più preparati nei confronti dell’Europa, dove dal 2014 arriveranno nuovi programmi. Questo è il nostro obiettivo». «Nel 2013 - ha aggiunto Profumo - ci sarà una revisione della modalità della distribuzione del fondo a fronte dei risultati dell’anno». «Questo quindi - ha sintetizzato il ministro - è un pò il percorso: 2012 stabile, anche nelle regole fondamentali, 2013 invece con regole nuove che andremo a studiare». Quanto alla tensione che ha accompagnato la sua presenza, Profumo ha detto: gli studenti "indignati" delle università devono «essere ascoltati» e bisogna «provare a ragionare con loro per trovare delle soluzioni, anche se non sono quelle definitive». E ha sottolineato come la «dialettica sia un elemento di crescita. Probabilmente le regole stanno cambiando o forse sono gia» cambiate.
«C’è un problema di tipo culturale che non è semplice - ha
detto Profumo - quando si è abituati a vedere in un certo modo
le cose e perciò bisogna aiutare le nuove generazioni a dar
loro qualche sicurezza in piu». Per Profumo «questo loro
malessere è determinato fondamentalmente dall’incertezza. Su questo dobbiamo lavorare ancora molto, insieme anche a loro».

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE. Atenei autonomi in una logica federalista, ed un rigoroso codice etico per dare alle norme anti-parentopoli nelle cattedre. Sono le proposte per il rilancio dell’Università italiana che il governatore veneto Luca Zaia lancia al ministro Francesco Profumo, che ha inaugurato gli anni accademici a Verona ma anche a Padova. «I problemi dell’Università italiana - dice Zaia, contattato dall’ANSA - sono quelli storici che tutti conosciamo. Ma tutti mi sembrano risolvibili, dando al sistema universitario autonomia in una logica federalista». «Al centro di ogni soluzione possibile - aggiunge - c’è il tema dei giovani: ricordo che in Veneto uno su quattro è disoccupato, e uno su 3 è precario. Occorre costituire un polo del sapere che dia spazio ai giovani meritevoli, crei le condizioni per nuovi ricercatori, e dia impulso a tutte le norme anti-parentopoli». «Sì - conclude Zaia -, penso che la direzione sia quella di un rigosoroso codice etico».«I problemi dell’Università italiana - dice Zaia, contattato dall’Ansa - sono quelli storici che tutti conosciamo.Ma tutti mi sembrano risolvibili, dando al sistema universitario autonomia in una logica federalista». «Al centro di ogni soluzione possibile - aggiunge - c’è il tema dei giovani: ricordo che in Veneto uno su quattro è disoccupato, e uno su 3 è precario. Occorre costituire un polo del sapere che dia spazio ai giovani meritevoli, crei le condizioni per nuovi ricercatori, e dia impulso a tutte le norme anti-parentopoli». UNA CLASSIFICA PER

LE UNIVERSITA'. Anche le Università italiane dovrebbero avere un loro «rating» specifico, per premiare gli atenei meritevoli e impedire che i finanziamenti vadano dispersi, rilòancia quindi Zaia. «L’Università veneta non ha timore di alcun confronto, anzi - aggiunge - auspica che si allarghi la forbice tra chi fa bene e chi fa male». «Questo significa - spiega - che chi fa bene deve essere stimolato a far meglio, e questo riguarda gli atenei veneti; chi fa male deve esser stimolato a migliorare, oppure va preso atto che troppi finanziamenti vanno in una direzione sbagliata». «Viviamo con sofferenza - sottolinea il governatore leghista - la frustrazione di sapere che la nostra Università veneta ha tutti i fondamentali positivi, ma è costretta in una struttura normativa, e reale, come avesse un rating pesantemente negativo». «Mettendo al centro della questione un rating specifico per le Università - conclude Zaia - se ne dovrebbe ricavare una logica diversa per il finanziamento agli atenei».

arena di verona

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