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admin , 08.03.2008 09:37
[Indymedia Italia 2.0]
Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la pubblicazione sulle sue pagine, con l'intenzione di marcare una radicale discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo. La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
- il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;
- il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
- il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello strumento;
- la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali, ad esempio italy list e italy editorial editorial;
- la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto "web 2.0"
Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che hanno portato al congelamento del sito, si faccia riferimento al report del Meeting X.
Durante l’incontro torinese, molto partecipato, fu decretata, con il metodo del consenso e non senza sofferenza, la decisione del congelamento del sito, attuata di fatto alla scadenza della deadline decisa al X Meeting.
La chiusura di quella fase avrebbe però consentito, nelle intenzioni di molt*, di aprire un nuovo spazio di discussione per Indymedia 2.
Nel frattempo, mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli attivisti e le attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione dei diversi imc italiani.
[La chiusura di Indymedia Italia]
Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani. Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune considerazioni che dal 2006 ad oggi sono state condotte dalla rete degli attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto. Schematicamente eccole elencate.
La dissoluzione della comunità Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice scatola vuota, una definizione oramai inadeguata per una realtà che non esisteva più.
L'esistenza di un'unica comunità, unificante e totalizzante, quale spazio in cui contenere le differenze, tutelandole come singole minoranze attraverso l'applicazione del metodo del consenso, non risultava essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole comunità territoriali, diventando di fatto gli strumenti manutentori di uno status quo prevalentemente procedurale/strumentale che determinava di fatto il blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e politica.
L'emergere progressivo di singole comunità in aree territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al “nazionale” in chiave oppositiva. Il conflitto in quanto tale non veniva percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità. Del resto, la maggiore facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza geografica, era un fattore determinante nella formazione di “sentire comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello nazionale.
In quest'ottica, la chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata altro che la conseguenza inevitabile della presa d'atto di tale situazione, nonchè un gesto necessario a ricercare le forme e le modalità per rilanciare il progetto.
La rete italiana di indymedia nasce a partire dalla riflessione su questa situazione. Un progetto come quello di un centro di media indipendenti, necessita di una comunità in grado di essere da stimolo e luogo di riflessione ed azione. I gruppi locali, che sono senz'altro in grado di interagire fisicamente con maggiore frequenza e di discutere su temi e questioni locali e non locali con più facilità, possono rispondere a questa necessità ed essere propulsori di sinergie positive. Infatti, nelle singole comunità di indymedia dove si è costruito un nodo territoriale, pur nella conservazione della pluralità di vedute e sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni maggiormente coinvolgenti e produttive, declinando le differenze ed i conflitti come spunti di crescita piuttosto che come problematiche empasse.
Il ritorno della comunità Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale che guardi oltre le singole specificità. La nuova configurazione del network, nata un po' per caso ed un po' a seguito di rielaborazioni locali, porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non una comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra progetti simili che individuano unicità d'intenti, nella reciproca autonomia. Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra esigenze collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua novità. Una comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come opportunità.
Un nodo della rete Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un elemento messo a sistema, uguale agli altri per importanza/ruolo. Indymedia Italia si configura in questo senso come un nodo della rete italiana di Indymedia, nel quale far confluire necessità ed energie tese alla copertura e alla elaborazione collettiva diversa da quella strettamente locale. Un nodo “primus inter pares” nel quale convogliare, nel rispetto dell'autonomia dei singoli progetti, il flusso di informazione che ogni singolo Imc territoriale produce. Un nodo della rete che permetta di raccogliere il caos comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo fruibile.
[Il Web 2.0]
Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale, non esiste più il problema dello spazio dove pubblicare i propri contenut. Migliaia di servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque di pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto proprio dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno in cambio, non scoraggia nessuno. Oggi le riflessioni critiche rispetto al web non riguardano più dunque solo i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi. Tanta informazione equivale a nessuna. In questo senso Indymedia 2.0 si configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione libera, attraverso queste caratteristiche:
- L'anonimato e l'assenza di log, perchè, se è vero che esistono migliaia di possibilità di pubblicazione, praticamente nessuna tutela la privacy ed il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto.
- La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancellato o censurato, ma semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti scomodi per qualcuno o qualcosa.
- La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo' anche semplicemente tradursi in un minor tempo di visualizzazione delle notizie che scompaiono in fretta).
La nascita dei nodi A partire dai primi mesi del 2007 sono partiti dei process locali, da parte di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo processo di ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del network di indymedia, geograficamente e territorialmente definiti. Sono nati nel 2007: Indymedia Toscana, Indymedia Napoli, Indymedia Piemonte, Indymedia Emilia Romagna, Indymedia Lombardia, Indymedia Roma, Indymedia Liguria, Indymedia Calabria. Indymedia Abruzzo sta completando le fasi del process internazionale.
La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo, che è stato ricostruito su base territoriale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni locali. Nel meeting a Roma, nel novembre 2007 si sono quindi gettate le basi per una nuova struttura delle indymedia italiane.
Il disgregarsi di Indymedia Italia in tanti nodi di indymedia, autonomi tra di loro, è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni, sotto diversi aspetti. E' indubbio che sono venuti meno il canale di input/output di informazione massicciamente usato e la folta comunità formatasi durante i gloriosi 7 anni di Indymedia Italia, peraltro costellati da numerosi tentativi di chiusura da terzi. E' altresì importante capire i vantaggi del frazionamento: collettivi meno numerosi per costruire i contenuti, che possono crescere e confrontarsi nella vita reale e non solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare con il territorio, siti web che possono essere modificati nelle loro funzionalità in maniera più aperta e reattiva, newswire più localizzati, con meno frequenza di aggiornamento, ma anche meno spam e/o contenuti fuori policy.
[La nuova struttura]
La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
- Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso comunicativo. Una facilitazione non redazionale che prende il via dall'esigenza di rinnovare l'esperienza, anche alla luce delle modifiche del web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma anche fornire delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di creare una rete di informazioni indipendente.
- Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare discussioni e elaborazioni su
* Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni nazionali) *Situazioni di particolare rilevanza
- Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i rapporti con il network ritornando a sviluppare una progettualità che si snodi anche attraverso le relazione internazionale.
Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di feature.
L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di open publishing in user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme di informazioni, sempre più gestibili, comportano una maniera diversa di ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di aggregazione di diversi media antagonisti.
[Funzionamento dell'aggregatore]
La parte tecnica Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come semplice aggregatore di contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi. L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte dal nodo locale e non possiede alcuna "redazione".
Colonna centrale - Una feature "in evidenza", collocata nella parte più alta della pagina. I contenuti possono essere articolati o come cappelli introduttivi a diverse feature locali che approfondiscono la stessa tematica oppure come feature elaborate in una discussione di respiro nazionale e scritte colletivamente in una lista apposita: Italy-content. - Sotto questa parte ci sarà una parte divisa in 3 colonne dove aggregare le features provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti anche i contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre complete) di Indymedia.org. Questo spazio sarà tripartito in base alla portata dell’argomento della feature:
- Locale: Ovvero quello delle features che i nodi locali ritengono legate al proprio territorio e quindi geograficamente definite.
- Nazionale: Ovvero quello dei contributi e delle features di carattere nazionale prodotte dagli imc italiofoni.
- Internazionale: Ovvero quello delle features che riguardano argomenti internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da Indymedia Svizzera.
La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della pratica della scrittura collettiva che verrebbe effettuata nella lista Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio collaborativo tra imc locali. Si è pensato di sperimentare questa modalità di costruzione dei contenuti, memori del fatto che uno dei maggiori problemi di Indymedia Italia è stata la Lista Editorial e la sua degenerazione. Tale lista aveva infatti perso la ricchezza di essere uno spazio di collaborazione tra le differenze, a causa di modalità di interazione che si muovevano di fatto in base a logiche che avevano poco a che fare con il metodo consenso. Nella lista Italy-content si vuole dunque puntare a recuperare gli aspetti collaborativi e positivi di Editorial, sperimentando la produzione di contenuti su iniziativa dei nodi territoriali, ma lasciando tuttavia aperta a tutti l'iscrizione e la partecipazione.
- Uno spazio sottostante dove aggregare i feed da altri siti affini, per policy e progettualità. Sono stati individuati per ora i seguenti possibili siti affini: - supportolegale
- ngvision
- copydown
- cavallette
- ecn/antifa
Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia, con le seguenti caratteristiche: - Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie di contenuti, trasversali a tutti i nodi: News | Opinioni | Reposting da altri media | Comunicati. Si stanno implementando altre possibilità di visualizzazione.
- Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che accolgono le specificità e le differenze delle categorie definite dai nodi locali:
- diritti e lotte sociali (casa, lavoro, antiproibizionismo, antifascismo, antipsichiatria, gender ...)
- ambienti, animalismi ed ecologie
- sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri ..)
- saperi (studenti, hacking) * o + processi globali (migrazioni, guerre e conflitti, mafie)
- culture, arti e media
- In una pagina a parte, si costruirà comunque un'albero di corrispondenze tra le categorie degli imc locali, che sintetizzi la complessità, specificando le singole scelte.
Liste di coordinamento - Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale (apertura nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici)
- Italy-content - Luogo di produzione di contenuti e di collaborazione tra i vari imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici
- Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms usati dai vari siti, nonchè per la gestione del server.
- Italy-legal - questioni legali
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