| |
L’IPOCRISIA DEL SINDACO “LIBERALE”
Indymedia Napoli , 15-07-2011 - 18:03
ennesimo attacco repressivo ai danni della platea b.r.o.s. ,stavolta a fare da giustiziere e stato il sindaco de magistris in piena sintonia con le forze dell’ ordine , ricordandosi le sue origini da magistrato dava l’ordine di far sgomberare una stanza del primo piano del consiglio comunale occupata … Continua a leggere...
Leggi >> >>
A CREMA STAMATTINA CLAUDIU SUL TETTO, SFRATTO RINVIATO
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 17:03
da www.radiondadurto.org Mattinata di lotta e di repressione a Crema per il movimento che si batte in nome del diritto alla casa. Dalle 6 del mattino in poi tensione in via Cremona 48/b dove la proprietà intendeva sfrattare in maniera definitiva la famiglia Mihai, senza lavoro da oltre un anno. Il capofamiglia, Claudio, è salito sul tetto per impedire lo sfratto. Ore 13.30: Claudiu e’ sceso dal tetto. La sua determinazione e la mobilitazione di compagni e compagne ha ottenuto un rinvio di dieci giorni e la promessa del comune di stanziare tremila euro per evitare lo sfratto di Claudiu e della sua famiglia. Ascolta la corrispondenza: http://www.radiondadurto.org/2011/07/15/casa-sul-tetto-per-evitare-lo-sf...
Leggi >> >>
usa: 1700 prigioneri ancora in sciopero , alcuni gravemente malatti
Indymedia Calabria , 15-07-2011 - 17:02
 Il 1 di Luglio comenzarano un sciopero de la fame gli prigioneri de la sezione speciale ( cioé , celle di aislamento ) de la prigione di Pilican Bay , in California .Dopo altri 500 prigioneri de la stessa prigione si hanno aggiunto a questo sciopero , altri 6600 prigioneri di altri 13 prigioni hanno fatto un sciopero di solidati con questi il finne settemana 2 e 3 di Luglio .Finno ieri ancora stavanno 1700 prigioneri en sciopero de famme , http://thinkprogress.org/justice/2011/07/13/267614/prisoners-near-death-california-hunger-strike/
Leggi >> >>
Firma nuestra peticion
Indymedia Calabria , 15-07-2011 - 17:02
Apoyemos a los indigenas del Peru
Las Rondas Campesinas y la poblacion de Santiago de Chuco, La Libertad exigen una Auditoria en el Juzgado Mixto de Santiago de Chuco, pues la jueza esta tambien muy parcializada y la fiscal también, a las dos se les debe hacer una Auditoria Juridica y que renuncien a su cargo en el plazo de quince dias / desde el 4 de julio de 2011 / !
Leggi >> >>
[No Tav ] il ritiro della Juve lo boicottano i suoi stessi tifosi
Indymedia Piemonte , 15-07-2011 - 16:02
da ridere tifosi della juve = gente di merda...
Leggi >> >>
altre immagini alla giornata del 14/07/2011 – precari bros
Indymedia Napoli , 15-07-2011 - 15:03
Sindaco De Magistris = Sergio Cofferati !!!!
Leggi >> >>
[NAPOLI] Raid in campo rom danneggiate baracche e auto
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 14:03
Raid di ignoti in campo rom danneggiate baracche e auto L'altra mattina a Poggioreale; una decina di individui ha seminato il terrore fra donne e bambini. Risale la tensione, il precedente di Ponticelli Raid in un campo rom di Poggioreale a Napoli: danneggiate alcune baracche e distrutti vetri di auto. Un 'commando' ha anche minacciato i nomadi di ritornare se non avessero abbandonato l'insediamento prima di sera. Sull'episodio indaga la polizia. Il fatto è accaduto ieri mattina: una decina di persone, tutte con il volto coperto, hanno fatto irruzione armate di mazze; hanno colpito baracche e macchine parcheggiate, mandando in frantumi i vetri di cinque auto, sotto lo sguardo di donne e bambini. Quando è scattato l'allarme, degli aggressori ormai non c'era più alcuna traccia. Diverse le ipotesi seguite dagli investigatori per fare luce su un episodio che fa alzare nuovamente il livello di attenzione delle forze dell'ordine alla periferia della città. Non è la prima volta che nomadi, che occupano i diversi insediamenti in città, subiscono azioni del genere. Negli anni scorsi si sono registrati anche roghi dolosi, in particolare nel quartiere Ponticelli, e una vera caccia al rom legata al presunto rapimento di una neonata, subito ritrovata, da parte di una ragazzina rom ora in carcere a Nisida.
Leggi >> >>
Bros. Il sindaco condanna, ma tra i suoi c’è chi protesta
Indymedia Napoli , 15-07-2011 - 10:03
L’incidente era atteso ed è arrivato. Luigi De Magistris che in campagna elettorale aveva avuto nei movimenti dei fedeli alleati sapeva che, prima o poi, questi avrebbero presentato il conto. Avere promesso, o almeno fatto intendere, che ci sarebbero state possibilità di lavoro nella raccolta differenziata per i disoccupati… Continua a leggere...
Leggi >> >>
attacchi incendiari alla polizia e corteo a berlino per carlo per il 20 luglio
Indymedia Liguria , 15-07-2011 - 10:02
Berlino - Attaccata stazione di polizia in ricordo di Carlo Giuliani: "La stazione di polizia nel distretto nord di Berlino è del reparto Landeskriminalamt (LKA). I due ingressi sono stati colpiti con dispositivi incendiari che hanno distrutto le entrate. Sul muro della caserma è stata lasciata una scritta che ricorda Carlo Giuliani. Un corteo per il decimo anniversario della battaglia di Genova e dell’omicidio di Carlo si svolgerà sabato a Berlino-Kreuzberg e potrebbe causare scontri con la polizia".
http://culmine.noblogs.org/ e qui ce lo meniamo ancora con sti pagliacci che speculano pure sulle lotte della valsusa? leggi tutto
Leggi >> >>
(Resistenze montanare) Imparare a dire no
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 09:07
di John Berger, tratto da http://www.internazionale.it/news/pop/2011/07/13/imparare-a-dire-no/ Più di mille persone provenienti da tutta la Francia si sono ritrovate nella cittadina di Thorens-Glières, in Alta Savoia. Una discussione pubblica, aperta e intergenerazionale, sui comportamenti e gli strumenti di protesta di fronte a ciò che è inaccettabile. Osservazioni sul bisogno di apprendere e l’ignoranza involontaria. No, non è un tema da esame di pedagogia. È il titolo del resoconto di alcuni fatti accaduti nel corso dello stesso fine settimana. Venerdì 13 maggio 2011 sulle Alpi francesi c’era la luna piena e l’aria era così limpida che potevi vederne i crateri a occhio nudo. A New York, Dominique Strauss-Kahn, presidente del Fondo monetario internazionale e probabile candidato del Partito socialista alle elezioni presidenziali francesi, aveva prenotato una suite privata da tremila dollari a notte al Sofitel Hotel di Manhattan. Sabato 14, più di mille persone provenienti da tutta la Francia si sono ritrovate nella cittadina di Thorens-Glières, in Alta Savoia, per partecipare a un “appuntamento di cittadini” per discutere ed esaminare la storia e le strategie della resistenza armata e politica. Vari veterani della resistenza francese contro l’occupazione tedesca hanno parlato tranquillamente delle loro esperienze di settant’anni prima. Non è stata un’occasione per lanciare una campagna politica. È stata una discussione pubblica, aperta e intergenerazionale, sui comportamenti e gli strumenti di protesta di fronte a ciò che è inaccettabile. Nel pomeriggio di quello stesso sabato una pattuglia della polizia di New York scortava Strauss-Kahn fuori da un aereo che stava per decollare diretto a Parigi. Strauss-Kahn viaggiava in business class con una prenotazione fatta diversi giorni prima. Lo arrestavano per indagare sul tentato stupro di cui era accusato. La mattina presto di domenica 15 maggio cinquemila persone hanno cominciato a raggiungere, per lo più in automobile, il plateau des Glières, che è a un’altitudine di 1.500 metri sopra la città di Thorens. Era un mattino freddo, nuvoloso e ventoso. Sull’altopiano c’è una monumentale scultura dedicata alla resistenza armata francese contro i nazisti tedeschi, i fascisti italiani e il governo collaborazionista francese di Vichy tra il 1943 e il 1944. È considerato un sito storico ed è meta di pellegrinaggio. La strada che porta all’altopiano è lunga, stretta e tutta a tornanti. È una zona selvaggia – selvaggia in senso geologico – scoscesa, frastagliata, cupa, rocciosa. Per salire bisogna cambiare di continuo direzione. Può far pensare ai percorsi tortuosi della storia. Testarda determinazione La Savoia è stata l’unica regione della Francia a liberarsi da sola dall’occupazione tedesca, senza l’aiuto di truppe straniere. Le forze della resistenza erano formate da gruppi di diverso orientamento politico provvisti, per lo più, di armi e munizioni paracadutate sul plateau dai caccia della Raf con spedizioni dirette dal generale de Gaulle, che operava da Londra. A un battaglione locale di quattrocento partigiani era poi affidato il compito di trovare e distribuire le armi. Contraddittorietà dei messaggi, finalità contrastanti, spie e forti nevicate portarono alla morte più di un quarto del battaglione. Prima di morire molti uomini furono torturati dalla Milice, la polizia politica di Vichy. Non è un monumento al fulgore della vittoria, ma alla testarda determinazione a resistere. Nel corso di quella mattinata domenicale i momenti di sole sono stati rari e brevi. A causa delle nubi gelide e nebbiose, per buona parte del tempo la visibilità era ridotta a poche centinaia di metri e il monumento era nascosto. Accanto a un edificio di pietra usato come rifugio da sciatori di fondo e occasionali pellegrini era stato montato un piccolo podio di legno, con una fragile copertura di tela, destinato agli oratori che avrebbero parlato ai cinquemila presenti. Era poco più grande di un teatrino dei burattini. C’erano due microfoni, il tettuccio sbatteva nel vento e, un po’ più in là, alcuni altoparlanti montati su lunghi pali rivolti verso il pendio roccioso dove i partecipanti al raduno avevano cominciato a sistemarsi e a sedersi sull’erba con le giacche a vento chiuse fino al collo. Chi voleva essere più vicino al palco era rimasto in piedi. Le giacche a vento erano di molti colori e le persone di età diverse. Cosa li aveva portati lì? Dopo la liberazione nel 1944 il Consiglio nazionale della resistenza pubblicò un documento in cui si delineavano i tratti della Francia che ora si poteva costruire: un paese caratterizzato da sicurezza sociale, un sistema scolastico libero e di alto livello, servizio sanitario pubblico, condizioni di lavoro e salari garantiti, con mezzi d’informazione indipendenti dal governo e dalle grandi imprese. Attraverso scontri e confronti continui tale piano fu portato più o meno a compimento tra il 1946 e il 1952. La Francia diventò un paese con una certa giustizia sociale e responsabilità democratica, impegnato in dibattiti continui, e a volte confusi, sul mantenimento o il potenziamento di tale giustizia. La situazione è rimasta stabile fino agli anni ottanta. Poi, il nuovo ordine economico della globalizzazione, delle multinazionali e dell’egemonia del capitalismo finanziario, fondato su speculazione e debito, ha preso ad avanzare come un gambero in tutto il mondo fino a raggiungere la Francia. I partiti politici della sinistra e della destra hanno cercato di negoziare e tergiversare, poi si sono arresi. Il vocabolario politico è cambiato. La flessibilità ha spinto via a gomitate la solidarietà. La Francia caratterizzata da una certa giustizia e fraternità ha cominciato a sgretolarsi e nessuno si è preoccupato di ripararla. Nel 2007, con l’elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza, le prospettive economiche e sociali sono radicalmente cambiate. L’intero istituto della sicurezza e della giustizia sociale, fatiscente, appassionato, sconclusionato, è stato sistematicamente e rapidamente smantellato. Secondo Sarkozy e i suoi consulenti tutto ciò che esso rappresentava era ormai obsoleto. Metà delle persone sull’altopiano si era portata un ombrello. C’era chi ne aveva portati due. Quando si è messo a grandinare, li hanno aperti e hanno offerto quelli di scorta alle persone in piedi o sedute lì accanto che non ce l’avevano. Durante la sua campagna elettorale, Sarkozy fece una visita (molto pubblicizzata) al plateau, dove annunciò che, se fosse stato eletto presidente, sarebbe tornato una volta all’anno per rendere omaggio agli eroi della Resistenza. Fra l’altro disse che quel luogo aveva una sua particolare “serenità”. Al che vari sopravvissuti della guerra di resistenza, in collaborazione con attivisti sociali più giovani, hanno creato un’associazione di resistenza di ieri e di oggi, che invitava i cittadini a recarsi sul plateau ogni mese di maggio, in una data convenuta, per esprimere la loro opposizione allo smantellamento della Francia nata dalla lotta di resistenza. Ecco perché quelle cinquemila persone si trovavano lì sull’altopiano, in piedi o sedute, ad ascoltare, fare e porsi domande, una domenica mattina. Niente striscioni, bandiere o slogan. Solo parole, frasi, che uscivano dagli altoparlanti e si propagavano nell’aria di montagna e nel vento battente. A un certo punto la grandine è cessata. Per qualche istante è brillata tiepida la luce del sole. Poi la grandine ha ripreso a cadere a chicchi più grandi. Quindi ha smesso di nuovo. Tra un discorso e l’altro regnava il silenzio vigile tipico degli animali che, lanciato il loro richiamo, aspettano di sentire se da lontano arriva una risposta. I piedi per terra Le parole descrivevano le esperienze. Le parole di Walter – arrestato a diciassette anni dai tedeschi e mandato nel campo di concentramento di Dachau – hanno ricordato i compagni che non sono più tornati. Le parole di Jean-Pierre hanno descritto il trattamento che oggi ricevono in Francia i lavoratori stranieri privi di documenti. Le parole di Didier hanno detto il prezzo del latte pagato dalle multinazionali agli allevatori di vacche e hanno spiegato che nei loro contratti c’è una clausola che gli vieta di protestare. Le parole di Radia hanno denunciato le torture che subiscono i combattenti per la libertà arrestati in Tunisia dalle forze di sicurezza ancora al potere. Ogni parola, così come le persone che le ascoltavano, aveva i piedi per terra. Corine lavorava come cassiera in un supermercato della vicina città di Albertville. Era lì con cinque colleghe e le sue parole sono servite a testimoniare il loro rifiuto di lavorare la domenica per poter trascorrere la giornata con i figli. Tutte e cinque rischiavano di essere licenziate. La domanda posta da tutte le parole era: come facciamo a dire no? Come facciamo a dire sempre no? Quello stesso pomeriggio, a Madrid, è cominciata l’occupazione di Puerta del sol organizzata da giovani che protestavano contro i brutali tagli alla sicurezza sociale imposti al governo spagnolo dal Fondo monetario internazionale. Di lì a poco altre occupazioni sarebbero seguite in altre città spagnole. Questo movimento spontaneo di giovani indignati è stato immediatamente chiamato 15-M, per 15 maggio. Quello stesso giorno, a New York, alcune ore dopo, Strauss-Kahn veniva portato fuori da una stazione di polizia di Harlem, ammanettato, disperato, detenuto in attesa di processo. Su questo scandalo sono già state scritte innumerevoli parole. Probabilmente quel che è davvero successo tra lui e la cameriera d’albergo nella suite del Sofitel Hotel non sarà mai chiaro. Eppure quasi nessun commentatore ha specificato che, innocente o colpevole, qualunque cosa abbia o non abbia fatto, Strauss-Kahn era – se teniamo presente il luogo, le circostanze e il momento storico – incredibilmente inconsapevole delle probabili o possibili conseguenze di ogni sua mossa. Ignoranza e innocenza sono due cose molto diverse. A volte, però, hanno in volto la stessa espressione. Come si spiega un’ignoranza simile? E se la spiegazione non fosse né morale né clinica, bensì ideologica? Il Fondo monetario internazionale, di cui Strauss-Kahn era direttore, procede secondo una logica sofisticata, rarefatta, concentrata sul virtuale, una logica che specula su rischio, tendenze e calcolo della redditività, sulla costante della fiducia perennemente elusiva degli investitori. Per una visione del mondo così aerea quel che succede sul terreno, come ogni forma di danno collaterale, è marginale e irrilevante. Di solito, secondo questa logica, può essere ignorato. L’ultima persona a prendere la parola sul plateau des Glières è stato un giovane. Di sicuro era la prima volta in vita sua che si rivolgeva a così tanta gente. Le sue parole hanno descritto l’esperienza di lavorare a Parigi con i senzatetto che occupano gli edifici vuoti. Ha concluso il suo resoconto, schivo come un botton d’oro (il botton d’oro cresce sull’alpeggio a quella quota e, se lo raccogli e lo metti in un bicchiere, piega quasi subito il capo), ripetendo le parole di un veterano: “Creare è resistere, resistere è creare”. Niente più grandine. Gli ombrelli erano chiusi. Il vento era sempre gelido. Si offrivano sciarpe a chiunque ne volesse prendere in prestito una. Gli altoparlanti erano stati spenti. L’erba era fangosa. “Attenti a non scivolare!”, ha ammonito una nonna. E con i loro tempi i presenti hanno cominciato a discutere in piccoli gruppi di quel che avevano appreso. Appreso a proposito di esperienze sul campo. Traduzione di Maria Nadotti Internazionale, numero 905, 8 luglio 2011 John Berger è uno scrittore, giornalista e critico d’arte inglese. Tra i suoi libri pubblicati in Italia Presentarsi all’appuntamento. e Abbi cara ogni cosa..
Leggi >> >>
[Slovacchia] codice Penale prevede carcere per chi nega crimini di comunismo e nazismo
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 23:03
La nuova normativa entrerà in vigore a settembre La riforma del Codice Penale da poco approvata a Bratislava stabilisce che mettere in dubbio i crimini del comunismo e del fascismo potrà essere punito con pene detentive che vanno da sei mesi a tre anni di carcere. Il nuovo codice è stato approvato grazie ai voti dei rappresentanti della coalizione del centro-destra. Secondo la norma è punibile ogni 'atto di negazione o messa in dubbio, approvazione o giustificazione dei regimi o dei movimenti che ricorrono a violenza per opprimere i diritti e le libertà fondamentali dell'uomo'. La nuova normativa entrerà in vigore a settembre. http://it.peacereporter.net/articolo/29469/Slovacchia,+codice+Penale+pre...
Leggi >> >>
[Israele] non andranno a processo i poliziotti accusati dell'omicidio di una bambina palestinese
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 23:03
La sentenza della Corte dopo quattro anni: è passato troppo tempo I due poliziotti israeliani sospettati di aver ucciso una bambina palestinese di dieci anni nel 2007 non saranno processati. Secondo l'Alta Corte israeliana, è passato troppo tempo per poter fare chiarezza su quanto avvenuto nella cittadina di Anata, in Cisgiordania, nel gennaio di quattro anni fa. Secondo la sentenza della corte, già al centro di forti critiche, le indagini della polizia intorno al caso sono state "disordinate" e "negligenti", e per questo le spese legali della famiglia della ragazzina, che da anni lotta perché sia resa giustizia, dovranno essere coperte dallo Stato. Abir Aramin stava facendo merenda con la sorella e alcuni compagni, in una pausa scolastica, quando fu colpita fatalmente alla testa. Secondo alcuni testimoni oculari, il colpo sarebbe partito da due guardie di confine che in quel momento sarebbero passate di lì a bordo di una jeep. Nelle vicinanze, vi sarebbero stati scontri, con lanci di pietre da parte di alcuni palestinesi. La polizia condusse qualche breve indagine al tempo, concludendo che la possibile causa della morte di Abir avrebbe potuto essere stata una pietra. Ma una perizia medica voluta da alcune Ong israeliane ha smentito, sostenendo che ad uccidere la bambina è stato un proiettile di gomma partito dalla jeep della polizia. Tesi comprovata l'anno scorso anche da una corte civile, secondo cui vi è assoluta evidenza dell'ipotesi del proiettile. Sgomento per la sentenza di oggi da parte della Ong Yesh Din: "Una bambina innocente è stata uccisa e qualcuno deve assumersene la responsabilità - ha detto il direttore Haim Erlich - non è stata fatta giustizia". http://it.peacereporter.net/articolo/29439/Israele%2C+non+andranno+a+pro...
Leggi >> >>
NoTav genova2011: e bernocchi l'avete letto??
Indymedia Liguria , 14-07-2011 - 22:02
se agnoletto, la merda che invitò la polizia a caricare i manifestanti "non suoi" nel 2001 (ci sono i video a far da prova), oggi fa il pompiere e minaccia i valligiani perché gli stanno rovinando il decennale avete letto bernocchi??? altro che pompiere!!! http://tech.groups.yahoo.com/group/organizzage2011/message/750 se la canta e se la suona (mentendo) come un politicante qualsiasi stavolta il bernocchi si è fatto furbo e il palco lo vuole anche lui perchè diventato uno dei buoni.... con agnolotto e giuliano giuliani e giustizieri e veritieri e supertecnici.....
Leggi >> >>
Il Lazzaretto non andrà alle Roveri. Parola di sindaco!
Indymedia Emilia Romagna , 14-07-2011 - 19:02
14 lug. – “Dico che il Lazzaretto non andrà alle Roveri e che sono pronto ad aprire un gruppo di lavoro per progettare insieme lariqualificazione di una delle aree produttive più importanti della regione”. Lo afferma il sindaco Virginio Merola in un’intervista rilasciata alla rivista “Speciale Cna Industria” in uscita domani e che sarà spedita a 3mila associati. Il sindaco, per la soddisfazione degli artigiani, mette in discussione la scelta del commissario Anna Maria Cancellieri di assegnare al centro sociale gli spazi occupati un tempo da un altro centro sociale, il Livello 57. Gli imprenditori delConsorzio Roveri, che avevano vissuto male la convivenza con il Livello, avevano anche duramente protestato contro la decisione del commissario di spostare lì il Lazzaretto. “Si tratta di un impegno molto importante – commenta il presidente di Cna, Tiziano Girotti- il timore di Cna e delle imprese delle Roveri è che l’attività del centro sociale, non essendo compatibili né di servizio all’insediamento residenziale posto nelle immediate vicinanze potrebbero creare problemi legati al rispetto delle normative sull’inquinamento acustico e all’uso delle urbanizzazioni“. La prossima settimana è in programma una riunione tra il sindaco e gli imprenditori della zona. http://radio.rcdc.it/archives/il-lazzaretto-non-andra-alle-roveri-parola-di-sindaco-83252/
Leggi >> >>
OGGI DE MAGISTRIS ATTORE?
Indymedia Napoli , 14-07-2011 - 18:03
Il genere, del tutto noto alla popolazione partenopea, nasce storicamente nel primo dopoguerra, allo scopo di unificare il genere musicale classico con il teatro. Le rappresentazioni erano infatti imperniate su una canzone di grande successo, dalla quale la sceneggiata prendeva il titolo e, attorno al tema… Continua a leggere...
Leggi >> >>
Chiaiano – Blocchi stradali e manifestazione spontanea
Indymedia Napoli , 14-07-2011 - 17:04
La mobilitazione contro nuove discariche e per difendere il piano alternativo Chiaiano – Blocchi stradali e manifestazione spontaneaIeri sera l’assemblea… Continua a leggere...
Leggi >> >>
Ulteriori informazioni sulla mobilitazione per il processo
Indymedia Svizzera , 14-07-2011 - 14:03
Ulteriori informazioni sulla mobilitazione per il processo a Billy, Costa e Silvia
Leggi >> >>
Aziz, altri sei mesi per avere giustizia
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 14:03
di Cinzia Gubbini del Manifesto: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/07/articolo... Aziz Amiri era arrivato in Italia da neanche due mesi, raggiungendo il fratello che da anni vive e lavora in Italia, e una sera è morto per uno sparo dei un carabiniere. il suo caso è quello che il Rapporto annuale sui diritti umani nel mndo, realizzato dal Dipartimento di Stato americano, definì "controverso". E' notizia di ieri che il gip incaricato del caso, Bianca Maria Bianchi, ha deciso una proroga delle indagini di sei mesi. Il pm, Maria Mocciaro, aveva invece chiesto l'archiviazione per il carabiniere indagato. Questa storia comincia il 6 febbraio 2010 a Mornico sul Serio, in provincia di Bergamo. Aziz Amiri ha 18 anni, e solod a due è arrivato in Italia dal Marocco, la sua città natale è Ben Oualik. Quella sera si trova in macchina con un connazionale, e nella macchina c'eranoa nche 30 grammi di cocaina. Vengono fermati da due carabinieri in borghese. Il guidatore, che non è Aziz, ingrana la retromarcia e sperona la macchina. Di qui in poi comincia una storia che ha convinto il pm, tanto da aver chiesto la archiviazione, ma che oggettivamente presenta degli aspetti quanto meno "strani" o "controversi" per utilizzare il temrine del Dipartimento di Stato americano. Infatti il carabiniere - che pare avesse anche una calibro 9 non di ordinanza - non intima ai due passeggeri di uscire, bensì dopo una breve colluttazione, e una caduta fa partire per errore un colpo di pistola che centra in pieno il giovane Aziz. Uno sbaglio. Questa la giustificazione del carabiniere e quanto riferito al fratello dalle istituzioni. "Ma uno sbaglio non può portare via una vita umana", dice a BgReport chiedendo giustizia. In effetti il quadro della vicenda è ancora molto confuso: c'è anche un testimone, la cui ricostruzione si può ascoltare sempre su www.bgreport.org , che addirittura parla di tre spari e non di uno solo, come sostenuto dal carabiniere. E poi l'elemento che salta di più agli occhi: come è possibile che il guidatore dell'auto - dunque l'unico altro testimone oculare oltre ai carabinieri - dopo uno sparo, un morto, sia riuscito a scappare a piedi? E mai più rintracciato? Comunque ora il pm avrà altri sei mesi di tempo per cercare di colmare i buchi di questa vicenda. Il giudice Bianchi non è convinto né dall'ipotesi della collutazione - la posizione del carabiniere che teneva una mano sul suolo al momento dello sparo è infatti incompatibile con la traiettoria del colpo che, secondo i Ris, infatti, sarebbe partito all'intreno dell'abitacolo, dall'altezza dello specchietto retrovisore. Il gip ritiene inoltre necessario riconvocare i testimoni oculari.
Leggi >> >>
PRECARI BROS OCCUPANO CONSIGLIO COMUNALE, 2 PERSONE ARRESTATE E 48 DENUNCIATE
Indymedia Napoli , 14-07-2011 - 14:03
14 luglio, 2011 alle 13:11:51 in: Apertura Due persone arrestate e quarantotto denunciate. Si è chiusa con un bilancio “giudiziario” l’occupazione del consiglio comunale di Napoli questa mattina ad opera dei precari bros. Da più di … Continua a leggere...
Leggi >> >>
PALESTINA- VIDEO CaveCanem
Indymedia Svizzera , 14-07-2011 - 13:04
diffondere cultura indipendente, please
Leggi >> >>
|
|