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FIAT: FIOM CGIL, soddisfazione per la massiccia adesione allo sciopero in tutti gli stabilimenti
Indymedia Abruzzo , 16-07-2011 - 13:05
“La FIOM CGIL esprime viva soddisfazione per la riuscita dello sciopero di oggi in tutto il Gruppo FIAT, contro la mancata erogazione del saldo del Premio di Risultato alle lavoratrici e ai lavoratori”. Ha dichiarato Enzo Masini, coordinatore nazionale per la FIOM CGIL del Gruppo FIAT.
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[NoTav] Programma e info campeggio
Indymedia Piemonte , 16-07-2011 - 10:05
PROGRAMMA E INFO 12° CAMPEGGIO NO TAV…WORK IN PROGRESS
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Comunicato dalla TNT di Piacenza
Indymedia Lombardia , 16-07-2011 - 00:05
Oggi venerdì 15 luglio i lavoratori delle cooperative Vega e Stella del gruppo Gesco hanno cominciato un blocco ad oltranza dei cancelli della TNT di Piacenza. Dopo i due scioperi di venerdì 7 e giovedì 14 luglio tesi ad affermare l'applicazione del contratto nazionale di categoria ed il riconoscimento della loro agibilità sindacale, innanzi al perpetrarsi di infami pratiche che distruggono l'accesso allo stabilimento in base all'arbitrio padronale e alle trattative fasulle che hanno palesato la volontà di licenziare oltre un centinaio di lavoratori in lotta, questi hanno detto basta. La lotta continua ad altranza con il blocco totale della TNT di Piacenza e con iniziative e manifestazioni tese ad investire tutto il territorio. Invitiamo tutti/e a presenziare nei prossimi giorni a sostegno dei lavoratori in lotta. S.I. Cobas - TNT Piacenza
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Genova 20 luglio 200(1)1
Indymedia Liguria , 15-07-2011 - 20:04
Genova, luglio 2001 - luglio 2011 Scenderemo nelle strade siamo stanchi di aspettare otto ore di lavoro non vogliamo più impazzire perchè noi noi siamo cambiati perchè noi non siamo pentiti, no! se il sistema ti reprime usa i mezzi più sleali ma la gente si è stufata torneremo nelle strade perchè noi noi siamo cambiati perchè noi non siamo pentiti, no! e le vostre ipocrisie di tutti quanti voi borghesi torneremo nelle strade e vi spaccheremo il culo perchè noi noi siamo cambiati perchè noi non siamo pentiti NO! Fuoco alla corte del sindaco leggi tutto
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Costa romagnola - Arginare e respingere un sistema economico fuori controllo
Indymedia Emilia Romagna , 15-07-2011 - 17:05
Autore: Rumori Sinistri15 / 7 / 2011 Dopo poco più di un mese dall’apertura dello sportello a Cesenatico e dopo una settimana di quello a Rimini, Rumori Sinistri fa il punto della situazione locale stimolati anche dall'interessante articolo "Grandi hotel, padroni e lacchè” di Rachel Sherman pubblicato su Le Mondè Diplomatique (inserto del Manifesto di ieri), in riferimento ad una ricerca etnografica condotta nelle grandi catene di Hotel di lusso in America sul quale torneremo nelle prossime settimane. Mettiamo in rilievo alcuni aspetti: - Lavoratori non pagati ( è l’ultimo caso quello di un albergatore di Gatteo Mare titolare di due alberghi, che liquida i suoi dipendenti con assegni scoperti) - Lavoratori in nero - Contratti a chiamata - Contratti part-time attivati in assenza del consenso del lavoratore - Sforamento del doppio delle ore previste dal Ccnl - Infortuni e malattie non indennizzati - Falsificazione delle firme apposte nelle comunicazioni di dimissioni volontarie - Diffusione del fenomeno del caporalato, che colpisce soprattutto quei lavoratori che si trovano alla prima esperienza lavorativa: in questo caso il sistema di sfruttamento utilizza l’estorsione come forma di ricatto da esercitare su quella fascia di lavoratori più deboli e vulnerabili costretti ad accettare qualsiasi condizione di sfruttamento, pur di non ritornare a casa con un debito. Oggi il punto di convergenza tra lavoro illegale e profitto è rappresentato dal contratto a chiamata: un modo per legalizzare il lavoro nero. I consulenti del lavoro, che hanno una grossa responsabilità in questo meccanismo di evasione fiscale, suggeriscono ai loro clienti (imprenditori turistici) tutte quelle strategie da mettere in campo affinchè lavoro e diritti siano definitivamente separati. Il contratto a chiamata dà inoltre la possibilità al datore di lavoro di tenere in stand by per tutta la durata dello stesso il lavoratore, con conseguente mancato versamento degli oneri contributivi. La linea di demarcazione che separa legalità e illegalità si sta assottigliando sempre di più, e l’economia turistica nel nostro territorio ne è l’espressione più rappresentativa e tangibile. Possiamo dire che la democrazia rappresentata dalle istituzioni sia in grado, abbia gli strumenti e la volontà politica di arginare e respingere un sistema economico fuori controllo, come un treno programmato per una folle corsa? Sarà sufficiente semplicemente saltare giù dai vagoni , chiamandosi fuori attraverso il silenzio di tutti per evitare che lo stesso sistema ci travolga, anche quegli stessi imprenditori che oggi traggono il maggior profitto? I e le volontarie dello Sportello Stagionali Rumori sinistri
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Proibire e Ricattare è l'educazionismo degli stupidi
Indymedia Emilia Romagna , 15-07-2011 - 13:04
Proibire e Ricattare è l'educazionismo degli stupidi. "Ma vi siete bevuti il cervello? NO al Proibizionismo. ECCO L'ORDINANZA INCRIMINATA “Ordinanza in materia di sicurezza urbana per contrastare l’abuso di alcol negli spazi ed aree pubbliche”, “che talvolta si accompagnano a condizioni di potenziale pericolo per i fruitori degli spazi pubblici”, “sono accompagnate a volte da episodi di inciviltà e degrado”, “strategie di prevenzione del fenomeno dell’alcolismo”. ECCO LA PUNIZIONE “è fatto altresì divieto su aree pubbliche o soggette a uso pubblico, di consumare o detenere a scopo di consumo ogni genere di bevanda alcolica in contenitori di ogni genere. sono soggette all’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 50,00 ad € 300,00”. 300 EURO SE HAI UNA LATTINA IN TASCA E GIRI PER IL CENTRO. Bisogna opporsi con determinazione contro queste derive fallimentari, bisogna evitare che queste leggi proibizioniste siano sempre più invasive. Il proibizionismo crea marginalità e aumenta a dismisura il potere e gli affari delle varie mafie. Materiali per la discussione: PARERI MILANESI SULL'ORDINANZA CHE VIETA LA VENDITA AI MINORI DI 16 ANNI. “Ridicola. La nuova ordinanza che vieta il consumo e vendita di alcool ai minorenni a Milano è ridicola. Solo un gruppo di matusalemme che non è mai uscito dall’Italia, o peggio dalla propria città, poteva riproporre un concetto così grossolano che è fallito dappertutto quando è stato applicato. Il proibizionismo degli alcolici esiste già in altri paesi come la Svezia ed è aggirato in modo semplicissimo.“
Di tutta l’erba, un fascio “Il cosiddetto processo alle intenzioni è partito e si sta dilagando… togliere la possibilità a una persona di bere ritenendo che questa si ubriacherà di sicuro (fatti suoi poi, se non guida…) è un processo alle intenzioni.”
Risalire alla fonte “Che qualcuno abbia potuto pensare che vietare non solo la vendita (quella è sanzionata dall’art.689 del codice penale da un bel pezzo) ma anche il consumo di alcol agli adolescenti fosse un’iniziativa intelligente è qualcosa che davvero va al di là della mia comprensione. [...] allora, dico io, facciamo un altro piccolo sforzo e vietiamo pure il desiderio. Dice, e come fai a impedirlo il desiderio? Ma perché, la detenzione è più facile?” Prima sfruttati, poi vietati “Nella cultura conviviale italiana è intessuto e profondamente radicato, il ricorso ludico all’alcool; [...] gli adolescenti respirano questo da sempre ed inoltre il proliferare in tutti i posti di locali e localini dove si punta alla grande sui momenti di “sballo” ha fatto delle città enormi macchine da degustazione e relative pisciate pubbliche. [...] Quindi si corre ai ripari, vietando, more solito. Il divieto dopo il businnes. Sola logica possibile?“ DANNI DEL PROIBIZIONISMO 1) Il proibizionismo è la prima causa della criminalità. Il profitto annuo mondiale sul commercio illegale delle droghe è di circa 800.000 miliardi di lire. Questo traffico è l’8% dell’economia mondiale ed è l’80% degli introiti totali della malavita. In USA il proibizionismo ha causato, negli ultimi 10 anni, un incremento annuo dei profitti della criminalità del 500%. In molti paesi, la corruzione relativa al commercio delle droghe è diventata quasi una questione di abitudine e la sicurezza pubblica viene messa in pericolo dalle bande armate che si contendono apertamente questo mercato così profiquo. Nelle città principali l’80% della micro crirminalità è relativa al “mondo delle droghe”. 2) Il danno economico e finanziario è enorme. L’economia viene distorta dall’enorme flusso di denaro “sporco” e alcune nazioni sono diventate altamente dipendenti dal commercio illegale. Gran parte dei soldi versati dai contribuenti vengono sprecati per combattere i crimini che il proibizionismo stesso ha creato. Negli States, l’equivalente di 30.000 miliardi di lire vanno ad alimentare il budget annuale federale per il controllo delle droghe e il costo totale per i danni, per il lavoro delle forze pubbliche e i costi delle incarcerazioni ammonta ad un multiplo di questa cifra. 3) Il proibizionismo causa dei danni sociali e personali su scala mondiale. Un numero enorme di persone messe in galera, famiglie divise, fenomeni di vagabondaggio, prostituzione legata all’eroina, paura di uscire soli e/o di notte, case sigillate per la paura, vita cittadina difficile e molto altro. 4) Il proibizionismo non ha raggiunto nessuno degli scopi prefissati. Mentre la criminalità aumenta, il numero dei consumatori di droghe cresce e la situazione sanitaria peggiora. 5) Gli standard morali sono in declino per colpa del proibizionismo. L’uso e il possesso di droghe fa divenire fuorilegge e criminali la gente comune, causando una mancanza di rispetto per le regole e degli standard morali che la società ha imposto. Viviamo in una società dove l’80% dei crimini sono dovuti al proibizionismo. Se il nostro è realmente un discorso moralista, bisogna eliminare prima di tutto la causa di tutti questi problemi: il proibizionismo. 6) Il “mostro della droga” è un inganno. I problemi sanitari che il proibizionismo si era prefissato di risolvere sono di poco conto rispetto ad altri problemi salutari. Il tabacco causa il 6% della mortalità totale nel mondo. In USA, ogni anno, 400.000 persone muoiono a causa del tabacco, 100.000 per l’alcool e 5.000 per le droghe. In Inghilterra le cifre relative sono: 110.000, 30.000, e 1.000. Generalmente le proporzioni sono: 50 e 10 contro 1. Droga, la svolta dei grandi del mondo "E' il momento di legalizzarla" Clamoroso cambiamento di strategia nel rapporto della Global Commission on Drug Policy dopo gli anni della repressione che hanno rappresentato un fallimento. "Va trattata come una questione sanitaria". Nell'organismo Kofi Annan, Paul Volcker, Mario Vargas Llosa, Richard Branson dal nostro inviato ANGELO AQUARO NEW YORK - Cinquant'anni di guerra alla droga hanno fallito e all'Onu non resta che prenderne atto. Dicendo basta alla criminalizzazione e trattando l'emergenza mondiale per quello che è: una questione sanitaria. Di più: legalizzando il commercio delle sostanze stupefacenti - a partire magari dalla cannabis. Firmato: l'ex presidente dell'Onu che di questa politica fallimentare è stato uno dei responsabili, cioè Kofi Annan. Ma anche Ferdinando Cardoso, George Schultz, George Papandreu, Paul Volcker, Mario Varga Llosa, Branson. I grandi del mondo della politica, dell'economia e della cultura mondiale - che certo nessuno si sognerebbe mai di associare a un battagliero gruppo di fumati antiproibizionisti. La clamorosa dichiarazione verrà resa nota oggi a New York in una conferenza stampa: il primo atto di una grande campagna mondiale che raccoglie e rilancia tante idee di buon senso che troppi governi (compresi quelli che loro amministravano) continuano a negare. Lo slogan è efficace: "Trattare i tossicodipendenti come pazienti e non criminali". E l'obiettivo è più che ambizioso: cambiare radicalmente i mezzi che Stati e organismi internazionali hanno fin qui inutilmente seguito per sradicare la tossicodipendenza. Il traguardo è una petizione da milioni di firme che verrà presentata proprio alle Nazioni Unite per adottare le clamorose conclusioni dei "saggi": su cui certamente si scatenerà adesso un dibattito internazionale. "La guerra mondiale alla droga ha fallito con devastanti conseguenze per gli individui e le comunità di tutto il mondo" si legge nel rapporto presentato dalla Global Commission on Drug Policy. "Le politiche di criminalizzazione e le misure repressive - rivolte ai produttori, ai trafficanti e ai consumatori - hanno chiaramente fallito nello sradicarla". Non basta. "Le apparenti vittorie nell'eliminazione di una fonte di traffico organizzato sono annullate quasi istantaneamente dall'emergenza di altre fonti e trafficanti". Basta dare un'occhiata alle statistiche raccolte dal rapporto. Nel 1998 il consumo di oppiacei riguardava 12.9 milioni di persone: nel 2008 17.35 milioni - per un incremento del 34.5 per cento. Nel 1998 il consumo di cocaina riguardava 13.4 milioni: dieci anni dopo 17 milioni - 27 per cento in più. Nel 1998 la cannabis era consumata da 147.4 milioni di persone: dieci anni dopo da 160 milioni - l'8.5 per cento in più. Sono i numeri di una disfatta. A cui si accompagna un'altra debacle. "Le politiche repressive rivolte al consumatore impediscono misure di sanità pubblica per ridurre l'Hiv, le vittime dell'overdose e altre pericolose conseguenze dell'uso della droga". Da un'emergenza sanitaria a un'altra: un disastro che è anche un tragico spreco. "Le spese dei governi in futili strategie di riduzione dei consumi distraggono da investimenti più efficaci e più efficienti". L'elenco delle personalità coinvolte è impressionate. Il panel è l'organismo che a più alto livello si sia mai pronunciato sul fenomeno: tutti esponenti della società politica e civile internazionali che prima o poi si sono occupati ciascuno nel proprio campo dell'emergenza. Da Kofi Annan all'ex commissario Ue Javier Solana. Dall'ex segretario di Stato Usa George P. Schultz all'imprenditore miliardario e baronetto Richard Branson. Dal Nobel Vargas Llosa all'ex presidente della Fed Paul Volcker. Ci sono quattro ex presidenti: il messicano Ernesto Zedillo, il brasiliano Fernando Cardoso, il colombiano Cesar Gaviria, la svizzera Ruth Dreifuss. C'è l'ex premier greco George Papandreu. C'è lo scrittore messicano Carlos Fuentes. C'è il banchiere e presidente del Memoriale di Ground Zero John Whitehead. La loro voce sarà rilanciata adesso dall'organizzazione no profit Avaaz che conta già nove milioni di iscritti in tutto il mondo. Non è solo la denuncia del fallimento della politica internazionale. E' anche la prima sistematica proposta di una risposta globale. Invitando i governi a sperimentare "forme di regolarizzazione che minino il potere delle organizzazione criminali e salvaguardino la salute e la sicurezza dei cittadini". Ma anche di quelle persone negli ultimi gradi del sistema criminale: "Coltivatori, corrieri e piccoli rivenditori: spesso vittime loro stessi della violenza e dell'intimidazione - oppure essi stessi tossicodipendenti". Il rapporto presenta e analizza una serie di "casi critici" dall'Inghilterra agli Usa passando per la Svizzera e i Paesi bassi. Evidenziando quattro principi. Principio numero uno: le politiche antidroga devono essere "improntate a criteri scientificamente dimostrati" e devono avere come obiettivo "la riduzione del danno". Principio numero due: le politiche antidroga devono essere "basate sul rispetto dei diritti umani" mettendo fine alla "marginalizzazione della gente che usa droghe" o è coinvolta nei livelli più bassi della "coltivazione, produzione e distribuzione". Principio numero tre: la lotta alla droga va portata avanti a livello internazionale ma "prendendo in considerazione le diverse realtà politiche, sociali e culturali". Non sorprende il coinvolgimento di tante personalità dell'America Latina: quell'enorme mercato che finora si è cercato di sradicare soltanto a colpi di criminalizzazione e che è invece - dice proprio l'ex presidente colombiano Gaviria "il risultato di politiche antidroga fallimentari". Principio numero quattro: la polizia non basta e le politiche antidroga devono coinvolgere dalla famiglia alla scuola. "Le politiche fin qui seguite hanno soltanto riempito le nostre celle - dice Branson, l'inventore del marchio Virgin - costando milioni di dollari ai contribuenti, rafforzando il crimine e facendo migliaia di morti". E' una rivoluzione. Sostanziata dalle raccomandazioni contenute nei principi. Una su tutte: "Sostituire la criminalizzazione e la punizione della gente che usa droga con l'offerta di trattamento sanitario". Come? "Incoraggiando la sperimentazione di modelli di legalizzazione" a partire dalla cannabis. L'appello è secco. Bisogna "rompere il tabà sul dibattito e sulla riforma" dicono i saggi. Che concludono con uno degli slogan che hanno portato alla Casa Bianca Barack Obama: "The time is now". Il momento è questo. Non abbiamo già buttato cinquant'anni? http://www.libera-unidea.org/home.htm
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comitato antirazzista
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 08:05
Chi ha seguito, anche solo via mail, le attività del comitato antirazzista ben saprà che il 21 luglio ci sarà il sesto tentativo di sfrattare Hafida; di nuovo, rispetto alle puntate precedenti pare esservi "solo" che l'ufficiale giudiziario in occasione dell'ultimo sfratto respinto chiese espressamente l'intervento della forza pubblica. E' lecito attendersi quindi un livello di scontro più alto; così come non apparirebbe insensato se la polizia decidesse che buttare in mezzo alla strada Hafida e i suoi due figli di due e tre anni, non farebbe altro che innescare una polveriera, trattandosi di un palazzo in cui convivono situazioni di ogni genere di precarietà possibile e, soprattutto, di fronte ad una situazione dello stabile che, per decoro, ci limitiamo a definire scandalosa (alloggi pignorati, società fallite, sub-affitto legalizzato, affitti in nero, servizi essenziali come ascensore e riscaldamento da anni ormai fuori uso, bollette della luce che arrivano fino a tremila euro l'anno,...). Alle autorità lasciamo la scelta che compete loro; a nio quella di non maollare la battaglia e, anzi, approfondirla Nell'ultimo periodo infatti, una decina di famiglie hanno dato vita ad un comitato inquilini ormai stabile che si riunisce tutti i lunedì sera nel bar della zona e che ha cominciato ad intervenire attivamente a difesa di altri condomini. Ed é proprio dal comitato inquilini di via cavezzali che viene l'appello alla presenza più massiccia possibile per il 21 luglio: respingere lo sfratto di Hafida e consentirle di concorrere all'assegnazione di una casa popolare (le graduatorie usciranno il 31 luglio e da lì potrebbe cominciare l'iter per ottenere un'assegnazione d'urgenza, vista la procedura di sfratto in atto), sarebbe senz'altro un vittoria per lei e per tutti coloro che, come lei, vivono condizioni di estrema precarietà economica; allo stesso tempo rappresenterebbe un secco alt ad ogni intento di praticare gli sfratti per morosità decine di famiglie ormai impossibilitate a pagare un affitto o anche, più semplicemente, che si rifiutano di gettare nelle tasche degli speculatori, 500 € al mese per 15mq e nessun servizio ( e proprio il giorno successivo, il 22 luglio, ve ne sarà uno, ai danni di un lavoratore italiano precario) Vista l'importanza della scadenza il comitato ha deciso di rendere pubblico un calendario di iniziative che mirano sia ad allargare la presenza del comitato inquilini per giovedì mattina, sia a rendere pubblica la vicenda nell'intero quartiere, già teatro di numerose mobilitazioni contro il razzismo, contro il coprifuoco e i rastrellamenti, a fianco delle lotte delle masse nordafricane e del popolo palestinese In sintesi questo è il calendario proposto 1) Sabato 16 luglio, ore 18: Aperitivo solidale e di lotta in via Cavezzali 11 2) Mercoledì 20 luglio, ore 20,30 Volantinaggio per il quartiere con appuntamento in piazza Loreto 3) Giovedì 21 luglio, ore 8,30 Presidio antisfratto al secondo piano a partire dalle ore 8,30 4) Venerdì 22 luglio, ore 8,30 Presidio anti-sfratto, con appuntamento in cortile
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Sign our petition!
Indymedia Emilia Romagna , 15-07-2011 - 06:04
Autore: Tanyita Yupanquie-mail: protesta.enfavor.de.j.yupanqui@abv.bgThe Peasant Patrols and the population of Santiago de Chuco, La Libertad require an audit in the Mixed Court of Santiago de Chuco, as the judge and the prosecutor are very biased. We make the petition to do a legal audit to them and they have to renounce their charge within fifteen days / since July 4, 2011 / ! If they do not renounce, it's need to take urgent measures against such venal authorities, covered by their political card of the party of APRA. We want their removal of them. Because the judge and the prosecutor are laying off employees who have worked for years in the Education Unit of Santiago de Chuco. Also theese biased authorities, they alleged that the brothers from The Peasant Patrols in the province of Santiago de Chuco made a troubles in the region. That isn't is a true. Whatever is the prosecutor, the judge and Mr. Murgia want to put in those work - places, a people from the party of APRA. We accused to the prosecutor and the judge, both, that they have left out, so important cases, like some murders of persons, whose prime suspect is still free. The population of Santiago de Chuco, Peru, demanding his constitutional rights to life, to decent work, and to deservedly paid ! The population of Santiago de Chuco, Peru, listings his desire to take more extreme measures if the justice are not pay attention to their demands! We need yours support: Each person which wish to support us, have to send complaint to the following addresses: http://ocma.pj.gob.pe/default.aspx?view=servicios&id=1&opcion=queja Dr. Enrique Javier Mendoza Ramírez Email: ocmapj@pj.gob.pe In the union there is the strength! We expect your support! Tanyita Yupanqui http://juanestebanyupanqui.blogspot.com/2011/07/las-rondas-campesinas-y-... http://www.trujillonoticias.pe/index.php?option=com_content&view=article... image: ronderos_otuzco.jpgEmbedder: Sorry, you need to install flash to see this content.
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Sognando la libertà con Mr. Flower. Il primo e-book partecipativo con la rete.
Indymedia Emilia Romagna , 15-07-2011 - 00:04
Autore: Marco Baronee-mail: misterflower@hotmail.comDopo l’e-book la rivoluzione delle banane pubblico, per la rete, un secondo e-book, a sostegno della cultura resistente. Una raccolta di racconti ispirati dalla vita quotidiana, senza alcun ordine, poesie, riflessioni sul non funzionamento del sistema oggi presente e vigente, pubblicati sul mio blog http://baronemarco.blogspot.com/ ed in particolar modo su : http://www.reset-italia.net/ Racconti e poesie, che insieme a Mr. Flower,uomo venuto da un mondo parallelo,alla ricerca del fior perduto,hanno il proletario scopo di indurre alla riflessione, all’indignAzione, sognando e amando, amando e sognando la libera libertà. Si tratta del primo e-book partecipativo, dove sarà il lettore a decidere il “destino”di Mr. Flower… L’ultimo capitolo della serie di racconti che riguardano le avventure di Mr. Flower verrà scritto dal lettore e pubblicato nella versione “definitiva” di Sognando la libertà con Mr. Flower…dopo la magica selezione dei “finali” più fatati inviati al seguente indirizzo mail: misterflower@hotmail.com A partire da oggi, tutti i lettori che scaricheranno e leggeranno l’e-book, che vorranno divenir parte attiva e viva del libro, avranno 30 giorni di tempo per scrivere a Mr. Flower e decidere cosa dovrà fare. Verranno “scelti” i finali più belli e pubblicati nella versione definitiva dell’e-book. Mr. Flower ti aspetta al seguente indirizzo email: misterflower@hotmail.com Ringrazio il Mago delle Fiabe (Roberto Aldo Mangiaterra) per il suo prezioso ed umano contributo…e gli amici e le amiche di ResetItalia.net per la collaborazione, e la mia musa per le continue e fantastiche ispirazioni. …Non avete ucciso la speranza, nessuna latitanza, il grido d’amore per la vita, l’urlo di gioia per la libertà da conquistare, è vivo, e lo sarà, oggi, domani, lo sarà fino a quando la terra di Palestina non avrà la sua amata nostra tutta libertà… dedicato a Vik ed alla terra di Palestina Marco Barone Per scaricare l’e-book gratuitamente questo è il link: Sognando la libertà con Mr.Flower di Marco Barone (1) image: immag0219.jpg
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Genova 2011 -Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa
Indymedia Liguria , 14-07-2011 - 20:04
14 / 7 / 2011 Dal 21 al 23 luglio a Genova, dieci anni dopo. Venerdì 22 Luglio ore 17.00 assemblea generale leggi tutto
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DOVE LORO DISTRUGGONO, NOI RICOSTRUIAMO
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 15:06
DOVE LORO DISTRUGGONO, NOI RICOSTRUIAMO http://boccaccio.noblogs.org/post/2011/07/14/serata-dove-loro-distruggon... Con questo slogan, oltre che a riassumere quanto fatto nei primi giorni di occupazione di via Boccaccio 6, intendiamo lanciare una campagna di ampio respiro sulla città che inchiodi le Istituzioni alle responsabilità dirette e indirette che esse hanno sui continui sgomberi avvenuti in città, simboli di una politica basata sull’uso di manganelli, celerini, ruspe e porte murate. Una politica distruttiva e repressiva, a cui non ci stancheremo mai di opporre la nostra forza creativa, in grado di produrre dal basso e in modo autogestito progetti, idee, riempire e colorare spazi, tessendo relazioni tra i soggetti, creando ambiti di confronto. In questi giorni successivi allo sgombero di via Durini 19 e all’immediata occupazione di via Boccaccio 6 ne abbiamo sentite un po’ di tutti i colori. Sapevamo che tornare nella nostra vecchia sede avrebbe sollevato un vespaio mediatico e ci siamo inizialmente posti in ascolto. Ora è giunto il momento di prendere parola e porre all’attenzione della cittadinanza alcune considerazioni. 1) Nonostante lo sgombero dello stabile di via Durini, su cui vigileremo in attesa che comincino i fantomatici lavoro di riqualificazione, i progetti sociali attivati dalla F.O.A. Boccaccio in quartiere proseguono. La scuola di italiano per migranti prosegue negli stessi giorni e negli stessi orari presso la CUB di via Piave 9. Il laboratorio creativo per bambini prosegue il mercoledì pomeriggio presso i giardinetti di via Azzone Visconti. Il cineforum che solitamente era ospitato all’interno del cortile lo abbiamo spostato nel piazzale antistante lo stabile, tutti i giovedì sera (http://boccaccio.noblogs.org/post/2011/07/11/cineforum-in-quartiere-di-n...). Insomma lo sgombero non depotenzia in alcun modo l’attività sociale e culturale del nostro collettivo, che anzi, si diffonde in città e si appropria di nuovi spazi di socialità e di confronto con la cittadinanza. Questo è il nostro modo di “fare politica” in maniera autonoma, sviluppando progetti sul territorio e dando loro continuità. 2) Il ritorno in via Boccaccio pone all’attenzione di tutti un dato di fatto ineludibile: la presunta riqualificazione dell’area, motivazione che tre anni fa la proprietà (Immobiliare San Gerardo) portò a supporto dello sgombero, non è mai avvenuta. Gli unici interventi effettuati sono stati di natura distruttiva, al fine di rendere inagibile lo stabile (distruzione dei tetti e rimozione di ogni infisso) e vanificare i quattro anni di recupero che il collettivo a proprie spese aveva portato avanti tra il 2004 e il 2008. Abbiamo realizzato un video che denuncia questa scandalosa situazione (http://vimeo.com/26381057), riaffermando la natura politica di quello sgombero, come di tutti quelli successivamente messi in atto nei nostri confronti (nessuno degli stabili che nel tempo abbiamo occupato ha subito alcun piano di riqualificazione). Ora stiamo a vedere cosa faranno dello stabile di via Durini… 3) Sulla stampa abbiamo letto alcune affermazioni dei “nostri” amministratori, gli stessi su cui ricade la responsabilità politica degli sgomberi degli ultimi anni: hanno parlato Simone Villa (ass. Sicurezza), Marina Sassoli (ass. Politiche Giovanili), Max Romeo (ex ass. Sicurezza), mentre il Sindaco non si è espresso, intento a gonfiare la pagliacciata dei fantomatici ministeri al Nord. Questi personaggi sono espressione di quella classe politica che ha portato Monza nell’attuale stato di caos (il Consiglio Comunale bloccato da mesi a totale discapito della cittadinanza), una classe politica che ha preso il potere attraverso una propaganda populista e leghista di cui la popolazione non ne può più e a cui nel tempo abbiamo ripetutamente risposto nei fatti. Le loro critiche al nostro operato, generalmente basate sulla falsità, sono del tutto impossibilitate a superare il superficiale obiettivo inerente alla forma e alle pratiche, non scalfiscono in nessun modo i contenuti (antifascismo, antirazzismo, accessibilità dei saperi, lotta alla precarietà,…) che proponiamo nelle nostre attività. Su questi ultimi riscontriamo invece un positivo confronto diretto con la cittadinanza e con il quartiere, che in via Durini abbiamo sentito molto vicino anche nel momento dello sgombero. Ora non resta che proseguire sulla nostra strada, con al fianco le tante persone che in questi mesi hanno alimentato i percorsi che sono partiti o hanno attraversato i nostri spazi. Settembre è vicino e porterà con sé rinnovati stimoli, rinnovate forze per dare ancor più corpo alle nostre rivendicazioni e a quelle di chi, come noi, si immagina una Monza completamente diversa da quella che stiamo vivendo. Ma l’estate è ancora lunga e la mobilitazione cominciata il 9 aprile non intende andare in vacanza. Tante sono le iniziative in cantiere: seguiteci sul nostro blog boccaccio.noblogs.org FOA BOCCACCIO 003 Via Boccaccio 6
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10 anni e un processo: solidarietà Billy, Costa, Silvia
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 12:05
Feature indymedia svizzera: http://switzerland.indymedia.org/it/2011/07/82415.shtml Programma iniziative di solidarietà con i tre: http://switzerland.indymedia.org/it/2011/07/82416.shtml Volantone A3: http://ch.indymedia.org/media/2011/07/82468.pdf Dieci anni e un processo. Dalle strade ai tribunali, i movimenti di lotta non si arrestano! Quello che possiamo contare oggi sulle dita delle nostre mani vuote e calpestate è il tempo che ci separa da Genova. Un tempo lungo e veloce, dilatato dallo smembramento di interi movimenti di lotta, dai tentativi di fuga dal reale, dall’isolamento e dalla repressione. Dieci anni di macerie e un anno di isolamento. A partire da quel tragico G8 del 2001, seguito dall’11 settembre, il ricorso alla guerra come strumento di repressione e di controllo, sul quale accumulare notevoli profitti, è stato sistematicamente accresciuto e perfezionato. Non solo abbiamo assistito all’escalation dei conflitti su scala globale, ma la guerra è entrata sempre più nelle nostre vite attraverso mutamenti di senso, nuovi capri espiatori e il divenire sociale di quella che un tempo era chiamata alienazione. Sono stati dieci anni di guerre giuste e umanitarie, dieci anni di guerre al terrore, attraverso una governance della paura dove il termine e il concetto di “terrorista” è stato ridotto a strumento poliziesco valido per ogni occasione: dalla repressione dei fenomeni migratori, alle forme di esclusione nelle nostre città, all’occupazione militare e unilaterale di interi paesi, alla segregazione forzata dei popoli, fino agli arresti preventivi e ai processi verso chi esprime ogni forma di dissenso. Una guerra globale che fa le sue vittime anche in Ticino, dove i premi delle casse malati salgono, i lavori precari aumentano, la qualità della scuola cala. La guerra è divenuta così via via sempre più un processo di interiorizzazione, una guerra di conquista e di riproduzione delle forme di vita. Non soltanto espropriazione di territori, distruzione di beni e persone, ma conquista di aspirazioni, distruzione di sogni, costruzione di aspettative e bisogni, mercificazione di affetti, virtualizzazione delle relazioni umane. Guerra per produrre una nuova mistificante idea di libertà misurata dal consumo e governata dal mercato. Va in questo senso la brutale repressione dei movimenti sociali, sempre più raffinata e sistematica, volta a isolare in prigioni di "massima sicurezza" chi ancora coltiva terre e sogni collettivi, spargendo semi di ribellione. Il particolare accanimento contro Costa, Silvia e Billy, prigionieri politici etichettati come “ecoterroristi”, rinchiusi nelle carceri della pace sociale svizzera da più di un anno, è una chiara strategia di controllo globale. Dopo 16 mesi di attesa in stretto regime di isolamento, ci si avvia al processo di Bellinzona, le cui date (dal 18 al 22 luglio) cadranno proprio nell’anniversario delle giornate di Genova. La nostra solidarietà permane assoluta e incondizionata rispetto a tutti quelli che avvertono in modo viscerale la necessità, primaria e vitale, di agire contro questa mostruosa macchina liberticida di ingiustizia e di morte, che ogni giorno subiamo e di cui troppo spesso ci rendiamo accomodanti complici. E` proprio l'amore per ciò che é davvero giusto, mai spinto da un egoista vantaggio personale, la consapevolezza che le cose possano e debbano andare in maniera diversa e una critica radicale a questo sistema di sfruttamento e opressione, che spinge sempre più individui a reagire. Anche per questo ci stringiamo idealmente a quest* compagn*, in particolare a Billy, che è stato anche un attivista del Molino, impegnato su vari fronti, intriso da quell'ironica simpatia che lo ha reso anche un amico per molti di noi. Il CS()A Il Molino lo ribadisce nel cammino che in 15 anni di r-esistenza ha sempre ritenuto essere la propria forza e peculiarità: un’(id)-entità meticcia e molteplice, orizzontale, in grado di far emergere differenti percorsi di lotta, fondamentalmente uniti dalla critica al sistema capitalista. Una realtà in lotta che estende il proprio sostegno a tutt* coloro che si battono per la propria autodeterminazione, dal basso e a sinistra, poco importa in quale parte del mondo. Pensiamo che l'indignazione non basti a creare un cambiamento, se non é seguita da una ribellione, che per sua natura é conflittuale. Ribellarsi per noi è continuare a germinare resistenza, costruzione dell'alternativa, conquistando libertà senza più chiederle e scegliendo giorno per giorno di rimanere umani. E non è certo la rappresentazione mediatica che impone l'immagine del perfetto terrorista a impedire di riconoscere i veri artefici di distruzione e miseria. Ci sembra evidente che coloro che seminano terrore non sono quelli che popolano le carceri, ma quelli che siedono sulle poltrone del potere politico-economico, speculando senza vergogna sul futuro dell'umanità. L'esproprio planetario è condotto da coloro che si arricchiscono utilizzando la tecnologia per devastare e controllare, consapevoli di quanto la scienza non sia neutrale ma espressione antropologica, storico-culturale della società in cui si vive, nella quale la divisione tra sfruttati e sfruttatori rimane funzionale al sistema. Nell'attuale società dei consumi la scienza non può che essere legittimata dal paradigma della crescita infinita. La sequela di catastrofi che tutti i giorni vediamo comparire e scomparire a ritmo incalzante è nientemeno che il costituirsi di una nuova forma di rapporto sociale basato sull’alienazione e sulla irresponsabilità disumanizzata. Fukushima è la fase culminante di un destino che ci condanna ad essere irresponsabili. Per noi combattere questa deriva, difendere vite e territori come avviene in questi giorni in Val di Susa, sono esempi da diffondere e riprodurre. Da parte nostra saremo presenti al processo di Bellinzona al fine di continuare a creare cammini, percorrere strade, attraversare spazi dove poter essere sabbia negli ingranaggi del capitale e ribadire con forza da che parte stare: da quella di chi è costretto all’interno di mura e sbarre, siano esse di un centro di detenzione per migranti, di un carcere o di un lager a cielo aperto protetto dal filo spinato! Trasformiamo i processi alle lotte in un nuovo processo di lotta! Fuori i/le compagn* dalle galere! Silvia, Costa, Billy e Marco liberi subito! CS()A IL MOLINO Luglio 2011
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Alessandria: solidali con la resistenza no tav
Indymedia Piemonte , 13-07-2011 - 18:05
no tav
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Solidarietà agli arrestati e ai resistenti della Val di Susa
Indymedia Lombardia , 13-07-2011 - 17:04
Solidarietà agli/alle arrestatI/e e a tutti i resistenti della Val di Susa. Continuiamo la lotta, mettiamo sempre più sabbia negli ingranaggi del potere, facciamo sentire la voce di chi non si vuole far calpestare da capitalisti, politici e mafiosi. Contro tutte le nocività ed il dominio che ce le vorrebbe imporre, per la comunità umana ed il rispetto della terra. Circolo dei Malfattori - Milano Per mandare telegrammi, lettere e cartoline: Marta Bifani Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” via Pianezza 300 10151 Torino Roberto Nadalin Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” via Pianezza 300 10151 Torino Salvatore Soru Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” via Pianezza 300 10151 Torino Gianluca Ferrari Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” via Pianezza 300 10151 Torino E' attivo un conto corrente per sostenere i prigionieri NOTAV attualmente detenuti al carcere di Torino. POSTEPAY N 4023600576464517 CHIARA SCHIEPPATI
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LA COSENZA "PEGGIORE"... E SE ASSUMESSE COSCIENZA DI SE' E DELLA PROPRIA FORZA?
Indymedia Calabria , 13-07-2011 - 12:04
LA COSENZA “PEGGIORE”…E SE ASSUMESSE COSCIENZA DI SE’ E DELLA PROPRIA FORZA?
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(dis)informazione
Indymedia Liguria , 13-07-2011 - 09:04
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I nodi vengono al pettine
Indymedia Lombardia , 13-07-2011 - 08:04
I nodi vengono al pettine Gli avvenimenti degli ultimi giorni sono illuminanti per capire cosa ci aspetta. Ripercorriamoli. Il governo Berlusconi, con il sostegno di Confindustria e di Napolitano, presenta l’ennesima manovra economica, imposta dall’UE. Un massacro sociale metodico, da 47 miliardi in quattro anni. A cosa serve? A corrispondere gli interessi alle istituzioni finanziarie che detengono circa il 90% dei Titoli di stato italiani (banche, assicurazioni, fondi pensioni, hedge funds, in maggioranza stranieri), a favorire i padroni, a salvaguardare patrimoni e privilegi delle classi possidenti. Vengono di nuovo colpiti i salari, gli stipendi, le pensioni, i servizi sociali. La manovra – che ipoteca la politica dei prossimi governi borghesi - causerà diminuzione della capacità di consumo delle masse lavoratrici, prolungamento della recessione e licenziamenti. Getterà ancor più nella miseria e nell’incertezza vasti strati della popolazione per favorire la i profitti, la rendita parassitaria, l’evasione fiscale. Alcuni giorni dopo la presentazione della stangata l’agenzia di valutazione statunitense Moody’s (come mai sono le agenzie del paese più indebitato del mondo a giudicare il debito altrui?) declassa i Titoli di stato portoghesi a livello di spazzatura. Parte il gioco speculativo al ribasso - gli attori sono le istituzioni finanziarie di cui sopra e i vandali dell’alta finanza come Soros - che fa precipitare le Borse e mette sotto pressione anche i Titoli di stato italiani, a causa dell’instabilità economica e politica. Dietro l’attacco c’è lo scontro interimperialista dollaro-euro. La differenza fra i tassi di interesse del debito pubblico italiano e quello tedesco sale a 285 punti. Ogni punto in più dei tassi di interesse significa maggiori interessi da pagare agli investitori finanziari e comporta ulteriori tagli ai salari, alle spese sociali, alle pensioni, sacrifici enormi per i lavoratori. Tutti i partiti borghesi corrono al capezzale del governo Berlusconi e danno la loro disponibilità all’approvazione parlamentare della manovra, anche anticipandone i tempi, in nome della “responsabilità e della coesione nazionale”. Fanno blocco attorno agli interessi strategici della borghesia. Ma ciò non basta, perché in pochi giorni di speculazione la “manovra correttiva” è in buona parte vanificata. Occorreranno altre misure di austerità, più pesanti, più rapide, gestite da “mani forti”. Occorrerà spremere più plusvalore dalla classe operaia, sfruttarla di più e più a lungo. Una regressione sociale ed una reazione politica micidiali, per servire gli interessi dell’oligarchia finanziaria. Comincia però ad emergere un dato obiettivo: con un debito pubblico al 120% del PIL (è l’overdose di un capitalismo debole e declinante), con i tassi di interesse in salita e gli scarsi livelli di crescita dovuti alla crisi economica, il risanamento del bilancio è impossibile entro la data fissata del 2014, e non si vede come le forze borghesi dominanti possano realizzarlo anche in anni futuri. Come uscire da questa situazione? Solo in due modi. Il primo lo sta sperimentando il popolo greco: l’occupazione del paese da parte degli organismi dell’alta finanza (FMI, Commissione Europea, BCE), con l’abolizione violenta di ogni conquista dei lavoratori. Il secondo è il non riconoscimento del debito e la sospensione unilaterale del suo pagamento, uscendo dall’UE imperialista e dall’euro, espropriando gli espropriatori, rompendo cioè il meccanismo perverso che succhia ricchezza ai lavoratori per ingrassare l’oligarchia. Nessun governo borghese, sia esso di centrodestra o di centrosinistra, può seguire il secondo modo, essendo al servizio dell’imperialismo. Solo un governo che sorga sulla base della lotta generale ed unitaria delle masse che si rifiutano di pagare la crisi e il debito, solo un governo che spezzi il potere economico e politico dei monopoli finanziari ed esprima il potere della classe operaia potrà seguire questa strada. Se non vogliamo finire in rovina è dunque necessaria una rottura politica radicale e profonda. La classe operaia, i lavoratori della città e della campagna, i giovani e alle donne degli strati popolari, devono intensificare la lotta per difendere i propri diritti e le proprie conquiste, per far cadere il governo Berlusconi, impedire l’avvento di qualsiasi altro governo borghese ed aprire la strada ad un Governo operaio e degli altri lavoratori sfruttati. E’ necessaria un’ampia coalizione di tutti i settori delle masse lavoratrici, sulla base dell’unità della classe operaia come forza decisiva, per porre fine al dominio arbitrario dei ricchi e dei parassiti. Ci rivolgiamo agli operai avanzati, ai sinceri comunisti, affinchè rompano nettamente e definitivamente con il riformismo, la socialdemocrazia e il revisionismo, e costruiscano cellule (di fabbrica, di posto di lavoro, negli organismi di massa) e comitati comunisti nelle città e provincie. Nella situazione attuale è inispensabile rafforzare l’organizzazione rivoluzionaria del proletariato, per avvicinare la ricostruzione del partito comunista, sulla base dei principi marxisti-leninisti e dell’internazionalismo proletario. 11 luglio 2011 Piattaforma Comunista www.piattaformacomunista.com teoriaeprassi@yahoo.it
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I nodi vengono al pettine [1]
Indymedia Abruzzo , 13-07-2011 - 07:04
I nodi vengono al pettine
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I nodi vengono al pettine
Indymedia Calabria , 13-07-2011 - 07:04
I nodi vengono al pettine
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I nodi vengono al pettine [2]
Indymedia Abruzzo , 13-07-2011 - 07:04
I nodi vengono al pettine
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nuova produzione z.i.c
Indymedia Piemonte , 12-07-2011 - 18:06
zero in condotta edizioni è uscito da qualche giorno
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Marino(RM): denunce per antifascisti/e
Indymedia Abruzzo , 12-07-2011 - 18:05
polizia, istituzioni e camerati all together
Per la manifestazione di contestazione al presidio fascista
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Firenze - "Era in Valsusa" Compagno sottoposto a obbligo di firma quotidian
Indymedia Lombardia , 12-07-2011 - 15:05
riceviamo e diffondiamo: Ancora repressione nell'estate fiorentina. Già sottoposto a obbligo di firma quattro volte a settimana in seguito alla retata del 13 giugno, che ha colpito chi manifestato solidarietà agli arrestati dei 400 colpi, il nostro compagno Carlo si è visto notificare in questi giorni l'obbligo di andare tutti i giorni a firmare in Questura. Il provvedimento è stato deciso dal solito GIP Giacomo Rocchi, su richiesta del pm Tommaso Coletta e della DIGOS. Gli uomini giusti al posto giusto. Non è un caso, in un' operazione che, com'è noto, è stata orchestrata dai servizi segreti. Al compagno non viene contestato di aver preso parte agli scontri, ma semplicemente di essere stato presente in Valsusa nella giornata di assedio del 3 luglio. Mentre le borse vanno in crack e da sud a nord della penisola monta la tensione sociale, le maglie della democrazia totalitaria si stringono sempre di più. Ce ne accorgiamo bene in questa torrida estate fiorentina, tra attacchi repressivi, pedinamenti, fermi e provocazioni della polizia politica. Agli sbirri l'effimero piacere di restituirci un po' dei grattacapi che gli abbiamo inflitto in questi anni. A noi la consapevolezza che l'estate passa alla svelta e che da un capo all'altro della penisola monta la rabbia contro questa disgustosa classe dirigente e i suoi sgherri. Gli scontri in Valsusa, i CIE che esplodono, il comune assediato a Parma, i disordini degli operai Fincantieri... Il poco che fanno trapelare i servi dei giornali lascia capire quanto si sta agitando tra le pieghe della società. Siamo impazienti, sappiamo aspettare. Anarchici a Firenze
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proletari comunisti: inserto speciale fabbriche
Indymedia Emilia Romagna , 12-07-2011 - 13:06
Autore: proletari comunistie-mail: ro.red@libero.itproletari comunisti inserto speciale fabbriche - Contrattazione nazionale e rappresentanza - Fiat - Fincantieri - Teleperformance - Rete nazionale per la sicurezza sui posti lavoro - la lotta degli operai immigrati - cooperativa bergamo Presidi e mobilitazione in fabbriche e posti di lavoro: Ilva, appalto Ilva, Teleperformance, Marcegaglia, Enichem, Fiat Termini Imerese, Fincantieri, Dalmine, fabbriche Bergamoì, fabbriche Torino e tanti altri ancora. per riceverne copie anche anche via mail: ro.red@libero.it
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