Indymedia Italia
Cerca:




Pubblica >>
G8 2009 - L'Aquila
Archivio Articoli » 
Archivio Speciali » 
Archivio Internazionali » 
Archivio Italia » 
Archivio nodi aggregati » 
Archivio news » 
Archivio vecchio sito » 

IMC Aggregati
IMC Abruzzo
IMC Calabria
IMC Emilia-Romagna
IMC Liguria
IMC Lombardia
IMC Napoli
IMC Piemonte
IMC Roma
IMC Svizzera
IMC Toscana
 
 
Il Network Globale Indymedia

www.indymedia.org

Progetti
Print
Radio
Satellite Tv
Video

Africa
Ambazonia
Canarias
Estrecho / Madiaq
Kenya
Nigeria
South Africa

Canada
Hamilton
London, Ontario
Maritimes
Montreal
Ontario
Ottawa
Quebec
Thunder Bay
Vancouver
Victoria
Windsor
Winnipeg

Asia Orientale
Burma
Jakarta
Japan
Korea
Manila
Qc

Europa
Abruzzo
Alacant
Andorra
Antwerp
Armenia
Athens
Austria
Barcelona
Belarus
Belgium
Belgrade
Bristol
Bulgaria
Calabria
Indymedia Croazia
Cyprus
Emilia-Romagna
Estrecho / Madiaq
Euskal Herria
Galiza
Germania
Grenoble
Hungary
Londra
Ireland
Istanbul
Italy
La Plana
Liege
Liguria
Lille
Linksunten
Lombardia
Madrid
Malta
Marseille
Nantes
Napoli
Netherlands
Nizza
Norway
Oost-vlaanderen
C.m.i. Indymedia Paris/île-de-france
Patras
Piemonte
Poland
Portugal
Roma
Romania
Russia
Saint-petersburg
Scotland
Sverige
Switzerland
Thessaloniki
Torun
Toscana
Toulouse
Ukraine
Uk-gb
Valencia

America Latina
Argentina
Bolivia
Chiapas
Chile
Chile Sur
Brasile
Colombia
Ecuador
Mexico
Peru
Puerto Rico
Qollasuyu
Rosario
Santiago
Tijuana
Uruguay
Valparaiso
Venezuela
Venezuela

Oceania
Adelaide
Aotearoa
Brisbane
Burma
Darwin
Jakarta
Manila
Melbourne
Oceania
Perth
Qc
Sydney

Asia Meridionale
India
Mumbai

Stati Uniti
Arizona
Arkansas
Asheville
Atlanta
Austin
Baltimore
Big Muddy
Binghamton
Boston
Buffalo
Charlottesville
Chicago
Cleveland
Colorado
Columbus
Dc
Hawaii
Houston
Hudson Mohawk
Kansas City
La
Madison
Maine
Miami
Michigan
Milwaukee
Minneapolis/st. Paul
New Hampshire
New Jersey
New Mexico
New Orleans
North Carolina
North Texas
Nyc
Oklahoma
Philadelphia
Pittsburgh
Portland
Richmond
Rochester
Rogue Valley
Saint Louis
San Diego
San Francisco
San Francisco Bay Area
Santa Barbara
Santa Cruz, Ca
Sarasota
Seattle
Tampa Bay
Tennessee
Stati Uniti
Urbana-champaign
Vermont
Western Mass
Worcester

Medio Oriente
Armenia
Beirut
Israel
Palestine

Temi
Biotech

Process
Fbi/legal Updates
Liste di discussione
Process & Imc Docs
Tech
Volunteer


    

Archivio Analisi

    
    

G8: STRATEGIE DI COLPO DI STATO PER LA SICUREZZA EUROPEA
Indymedia Lombardia , 16-07-2011 - 20:09

autore

Rsp

image

image1

image2

image3

image4

image5

image6

image7


Leggi >> >>


Berlino – Attaccata stazione di polizia in ricordo di Carlo Giuliani
Indymedia Piemonte , 16-07-2011 - 00:08

Post e foto dell'azione al link:

Leggi >> >>


Tutto a Post
Indymedia Abruzzo , 15-07-2011 - 17:08

Voglio restituire i soldi alla collettività

<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

In seguito alla pubblicazione dell'articolo sulla società Abruzzo Engineering, nel quale viene riprodotta fedelmente una lettera aperta, indirizzata al Signor Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sono apparsi alcuni post...




<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } --> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Abruzzo-Engineering-dipendente-Voglio-restituire-i-soldi-alla-collettivita-57594

In seguito alla pubblicazione dell'articolo sulla società Abruzzo Engineering, nel quale viene riprodotta fedelmente una lettera aperta, indirizzata al Signor Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sono apparsi alcuni post su Sulmonaonline.blogspot.com

http://sulmonaonline.blogspot.com/2011/07/ae-venerdi-riunione-ditta-sindacati_14.html#comments

(…) Anonimo ha detto...

ma perchè le colpe sono solo della vecchia gestione? quelle ci sono e sono gravissime. ma attualmente è cambiato qualcosa? a me non sembra proprio

infatti! scrivere nome e cognome ora che la vecchia gestione è out e troppo facile!!!!Quando c'era la vecchia gestione tutti zitti e quieti, nessuno osava lamentarsi e chi lo faceva veniva immediatamente punito con trasferimenti ed altro, tutti eravamo al corrente di certe situazioni, ma tutti zitti e muti!!!e ora? con la nuova gestione , i liquidatori, tutti zitti o addirittura dire che non hanno colpe!! ma fatemi il piacere!!!!!!!!!

venerdì 15 luglio 2011 12:50:00 GMT+02:00

Anonimo ha detto...

Anzi diro' di piu': alcuni di coloro che si lamentano della vecchia gestione erano i primi a leccare per avere certi privilegi ed ora sono i primi a fare casini. Capisco che la situazione è disperata, soprattutto per chi ha oneri famigliari pesanti. Non mi riferisco a nessuno in particolare, ma se le cose le dovete dire , ditele, ma fatevi un esame di coscienza prima!!

venerdì 15 luglio 2011 13:03:00 GMT+02:00 (...)

Se mi trovassi al posto di chi gestisce oggi la società, Abruzzo Engineering, eviterei categoricamente di circondarmi di tutti gli “stretti” collaboratori dell'assetto dirigenziale che, nel tempo, ha condotto inesorabilmente l'azienda in liquidazione volontaria. Non per mancanza di fiducia. Non mi permetterei mai affermare ciò, ma più semplicemente, per non rischiare di ripercorrere solchi già tracciati e che sappiamo bene dove conducano.
Ribadisco, ma poi sarò più franco, che comunque di “firme”, anche dopo la “vecchia gestione in out”, ne ho viste pochissime, a parte la mia. Caro “Anonimo”, stare “zitti” spesso è un'occasione utile per non dire sciocchezze. L'irrequietezza è una mia forte caratteristica e anche chi mi conosce appena, lo sa. “Lamentarsi” è uno sfogo, utile, ma io preferisco agire. E agire, nell'accezione che tu hai mutuato, non vuole dire sbandierare ai quattro venti le proprie intenzioni. Sono abituato a non anticipare mai le mie mosse. Ma, come dice sempre il Tenente Colombo, una volta agito, gli interessati saranno i primi a essere informati. Per le “certe situazioni”, che tutti conoscevano, ho da obiettare una quisquilia, una bazzecola: “le prove”. Personalmente ho avuto modo di intercettare e di essere intercettato, in varie vicissitudini aziendali, come quella di un tizio che mi chiese se ero disposto a fare “lo spione”; non l'ho fatto. L'unica prova oggettiva, e non stupide convinzioni soggettive, era ed è quella di avere fatto una miriadi di “corsi di aggiornamenti”, sino al “Sistri” (che solo pochi eletti hanno avuto modo di sperimentare, sbattuti fuori regione, come il sottoscritto), e quella di avere percepito uno stipendio per lavori che conosci benissimo, di cui offro a te, “Anonimo coraggioso”, di svelarne la strategia, la continuità negli anni, la competenza dei responsabili di progetto, l'importanza e l'utilità per i contribuenti abruzzesi. Un ricordo, sbiadito, di un “progetto”, di cui non rammento il “nome”; mi pare, adoperando un suono onomatopeico, il “cip&ciop”. Un progetto al quale partecipai, ricevendo l'incarico di reperire dati e informazioni nella rete. Così feci, scovando che una simile progettualità era stata in parte realizzata da una camera di commercio. Finì tutto lì, per le mie ricerche. Speriamo anche che sia stato evitato un aggravio ulteriore ai contribuenti. Aggiungo che non ho mai portato una sedia all'uomo rimasto senza Maserati, quando questi è venuto a farci visita a Teramo. Piuttosto, era lui a rimanere in piedi e io seduto.... ma ci restava poco “impalato”, la sedia arrivava in un battibaleno.
In passato, mi è stata data per certa una promozione al II livello. Poi, non se n'è fatto più nulla. Non finirò mai di ringraziare chi mi ha strappato all'ultimo momento quella che oggi sarebbe stata per me una “medaglia sporca”, una “vergogna” che mi avrebbe fatto tacere.

Non sono un sostenitore del Signor Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Non condivido la Sua appartenenza politica, né tanto meno approvo l'operato del Governo del Signor Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel nostro Paese, però, e capisco pure che dia fastidio a qualcuno, c'è “democrazia”. Forse con un bisogno di restyling, ma sempre democrazia. Quindi, il Signor Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, eletto democraticamente dal popolo, è il mio Presidente. Il mio rappresentante. Colui il quale è stato chiamato a gestire le sorti politiche ed economiche della comunità, alla quale appartengo. Egli si è espresso sulla vicenda Abruzzo Engineering e io sono pienamente d'accordo sulle Sue dichiarazioni rese alla stampa e annunciate nell'Emiciclo. Quando e se cambierà la Sua posizione, resterò senza autorevoli riferimenti riguardo ai miei giudizi personali nei confronti di Abruzzo Engineering.

Teramo, 15 luglio 2011
Domenico Attanasii





Leggi >> >>


Chomsky sul Venezuela
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 14:09

http://znetitaly.org/

Noam Chomsky parla del Venezuela

4 luglio 2011

Di: Noam Chomsky

e Rory Carroll

Fonte: Guardian

Il Guardian pubblica la trascrizione della sua intervista a Noam Chomsky sul Venezuela, Hugo Chávez e l’affare Afiuni.

Domenica abbiamo riferito che Noam Chomsky aveva accusato Hugo Chávez di accumulare troppo potere e di portare un “assalto” alla democrazia del Venezuela.

L’articolo era basato su un’intervista telefonica con lo studioso alla vigilia della pubblicazione di una lettera aperta di Chomsky che criticava la detenzione di una giudice venezuelana, Maria Lourdes Afiuni, per aver emanato un’ordinanza che aveva irritato Chávez.

Successivamente Chomsky ha detto a un blogger che l’articolo era “disonesto” e “ingannevole”, un’accusa che era stata riportata altrove.

Qui sotto segue una trascrizione dell’intervista originale tra l’inviato, Rory Carroll e Comsky.

Rory Carroll: qualche domanda sul caso (Afiuni). Lei crede che la giudice Afiuni potrebbe avere un processo giusto in Venezuela?

Noam Chomsky: per quanto ne so non è affatto sotto processo. E sarei scettico riguardo al fatto che possa avere un processo equo. Voglio dire che è abbastanza sorprendente, per quanto io possa capire (lei forse lo sa meglio),che altri giudici non si siano presentati per sostenerla. Se lo fa Amnesty International, non vedo perché non dovrebbero farlo i giudici venezuelani. Questo fa pensare a una situazione o di intimidazione o di riluttanza a considerare seriamente il caso. Non lo so. Il mio sospetto è che non avrebbe un processo equo.

Rory Carroll: questo caso, quindi servirebbe a dirci qualche cosa sull’indipendenza della magistratura in Venezuela? Esiste un’indipendenza della magistratura in quel paese o il potere esecutivo la controlla?

NC: Dovrebbe saperlo meglio lei di me. Io posso soltanto avere dei sospetti. Non ho esaminato il fatto molto da vicino. Il mio sospetto è che la magistratura non sia indipendente come dovrebbe essere. Potremmo paragonarla alla Colombia che è lì vicina. La storia dei diritti umani in Colombia è incomparabilmente peggiore. I giudici della corte costituzionale hanno fatto indagini su casi di corruzione, reati ad alto livello ed hanno ricevuto intimidazioni, minacce di morte e hanno dovuto chiedere la scorta e così via. E sembra che questa situazione continui con il Presidente José Manuel Santos.

RC: Ma nel caso della Giudice Afiuni che cosa ricava dall’intervento del presidente che chiedeva che fosse condannata a 30 anni di carcere, che cosa si dovrebbe concludere in base a questa notizia?

NC: Ovviamente non tocca all’esecutivo intervenire e imporre una sentenza senza un processo. E dovrei dire che gli Stati Uniti non sono in una posizione tale da lamentarsi di questo. Bradley Manning è stato messo in prigione senza un’accusa, e subisce la tortura, perché così si chiama la detenzione in isolamento. Il presidente è intervenuto. Hanno chiesto a Obama delle condizioni di Manning e ha risposto che il Pentagono gli ha assicurato che erano buone. Questo è un intervento dell’esecutivo in un caso di seria violazione delle libertà civili e non è certo l’unico. Ciò non cambia il giudizio sul Venezuela, ci fa capire soltanto che ciò che si sente dire negli Stati Uniti si può mettere da parte.

RC: alcuni direbbero che nel caso del Venezuela gli ideologi di sinistra sono stati riluttanti a criticare cose che sono state criticate da Amnesty International e da altri perché il governo è considerato un campione dei valori della sinistra e fondamentalmente ha avutoun “biglietto gratuito” in termini di critiche della sinistra. Che cosa ne pensa?

NC: non penso che ci sia una sinistra organizzata per la quale si possa parlare a favore. La mia impressione, invece, è che questa riluttanza c’è perché il Venezuela ha ricevuto un attacco violento e continuo da parte degli Stati Uniti e in generale dall’Occidente, sui mezzi di informazione e perfino in politica. Dopo tutto gli Stati Uniti hanno appoggiato un colpo di stato militare che è fallito e da allora si sono impegnati in una sovversione di vaste proporzioni. L’attacco contro il Nicaragua – contro il Venezuela – è grottesco secondo quanto si legge nelle cronache. Penso quindi che sia naturale che gli opinionisti della sinistra non vogliano entrare in questa faccenda. E’ un classico. Prendete, per esempio, i dissidenti sovietici: i più onesti non hanno voluto aderire alle denunce della Pravda e dell’Isvestia riguardo ai presunti reati commessi dagli Stati Uniti.

RC: questa lettera è la prima critica pubblica che lei ha fatto riguardo al problema dei diritti umani in Venezuela?

NC: non mi ricordo, probabilmente non è la prima. Sono sempre impegnato in queste proteste che riguardano paesi di tutto il mondo e che vanno dalla Siria a Cuba e all’Iraq. Ce ne sono forse state quindi altre in Venezuela di cui non mi ricordo.

RC: c’è stata qualche reazione alla sua lettera originaria? Mi par di capire che in dicembre lei ha inviato una lettera privata alle autorità venezuelane sul caso Afiuni. C’è stata qualche tipo di risposta?

NC: L’iniziativa è stata presa insieme con il Carr Centre per i Diritti Umani di Harvard che di fatto la ha avviata. Quindi dovrebbero sapere se c’è stata qualche risposta, forse una risposta indiretta. Non sono in grado di dire altro. Comunque dopo quella lettera e altre discussioni interne è successo che alla giudice Afiuni hanno concesso gli arresti domiciliari con migliori condizioni e assistenza medica. Se ci sia stata una connessione tra i due fatti, non lo so.

RC: lei è stato descritto come un anarchico libertario. In base a questo punto di vista, quale è la sua opinione sulle leggi che conferiscono i poteri e sull’evoluzione del potere esecutivo in Venezuela?

NC: sono contro l’accumulo di potere esecutivo dovunque. Ci si dovrebbe chiedere se esiste una giustificazione a questo per quanto riguarda la situazione della sicurezza e gli attacchi contro il Venezuela. Personalmente penso di no, ma quella sarebbe l’unica considerazione alla quale potrei pensare e che potrebbe migliorarla.

RC: questo quindi significa che lei pensa che le leggi che conferiscono i poteri siano immotivate?

NC: Secondo il mio punto di vista non sono giustificate. C’è spazio per un dibattito ma il mio giudizio nel dibattito è che gli argomenti a favore non sono persuasivi.

RC: durante la sua visita qui nel 2009 lei ha detto che si stava creando un mondo migliore. E’ ancora così?

In realtà avevo detto che in Venezuela si fanno passi avanti verso un mondo migliore e per quanto ne so, è vero. Ci sono stati passi importanti: la brusca riduzione della povertà, probabilmente la maggiore nelle Americhe, le missioni di programmi sociali, e le comunità che si autogovernato sembrano iniziative promettenti. E’ difficile giudicare quanto siano riuscite ma se avranno esito positivo, saranno semi per un mondo migliore.

Penso che anche le iniziative internazionali siano molto importanti. Il Venezuela ha giocato un ruolo significativo nei notevolissimi sviluppi avvenuti in Sud America e in America Latina. In particolare i passi fatti verso l’unificazione e l’integrazione che sono un presupposto per l’indipendenza. Il Venezuela ha avuto un ruolo dominante nel dare inizio all’Unasur (Unione delle Nazioni Sud Americane) e la Banca del Sud, e nella più recente formazione del Celac (Comunità degli Stati Latino-Americani e Caraibici) che si riunirà per la prima volta in luglio. Il Celac, se andrà bene, sarà la prima organizzazione funzionante nell’emisfero occidentale che include tutte le nazioni di quell’emisfero, tranne gli Stati Uniti e il Canada e che costituirebbe un passo molto importante verso l’integrazione e l’indipendenza. Posso quindi dire che penso che queste sono iniziative positive la cui utilità va valutata in confronto ad altre cose.

RC: dato che Hugo Chávez è stato a Cuba nelle scorse settimane, tanta gente dice che questa visita dimostra che c’è ci si affida troppo a un solo uomo perché sembra che tutto si sia quasi fermato durante la sua assenza, almeno nella sfera politica. Quale è la sua opinione? Ci si affida troppo ad un solo uomo e al suo carisma?

NC: in qualsiasi posto dell’America Latina c’è la minaccia potenziale della patologia del caudillismo * da cui bisogna guardarsi. Non sono sicuro che sia troppo avanzata in Venezuela, ma penso che sia probabile.

RC: che cosa glielo fa dire? E’ un fatto recente o una tendenza di pochi anni fa?

NC: è una tendenza che si è sviluppata verso la centralizzazione del potere nell‘esecutivo e non penso sia uno sviluppo sano.

RC: pensa in particolare alla magistratura o ad altri fattori?

NC: i poteri decisionali in generale sembrano… .insomma, vincoli imposti dalla legislatura ci sono, ma sembrano limitati.

RC: se lei dovesse tornare in Venezuela, quale sarebbe il suo consiglio o le sue riflessioni per il presidente?

NC: non gli ho dato alcun consiglio [nella visita precedente]. Sono stato in Venezuela soltanto poche ore e ho soprattutto ascoltato il suo resoconto di come si era sviluppato il suo ruolo nella politica venezuelana. Non penso che verrebbe a chiedermi consigli.

RC: parlando più in generale dell’America Latina, considerando tutta quella area, viste le elezioni che ci sono state di governi recenti, lei è ottimista? Le cose vanno verso una direzione positiva?

NC: penso che quanto è accaduto negli ultimi 10 anni in America Latina, è probabilmente lo sviluppo più eccitante e positivo che è avvenuto nel mondo. Per 500 anni, fin dall’arrivo degli esploratori europei, le nazioni Latino-Americane, erano separate l’una dall’altra. Avevano rapporti molto limitati. L’integrazione è un presupposto per l’indipendenza. Inoltre, internamente, c’era un modello che veniva seguito abbastanza da vicino da ognuno dei paesi: un piccolo gruppo selezionato ed europeizzato, spesso formato da bianchi che concentrava un’enorme ricchezza nelle sue mani in mezzo a una povertà incredibile. E questa è un’area, soprattutto il Sud America, con paesi che sono molto ricchi di risorse che ci si aspetterebbe che potrebbero svilupparsi, in condizioni adatte, molto meglio che i paesi dell’Asia orientale, per esempio, cosa che invece non è successa. E negli scorsi 10 anni per la prima volta ci sono stati dei passi importanti verso il superamento di questi problemi, prima di tutto verso l’integrazione. E in alcune nazioni si sono fatti anche dei passi per affrontare questi devastanti problemi sociali interni.

Quando dico che in precedenza non ci sono mai stati dei tentativi, non è del tutto vero. Prendiamo, per esempio, il Brasile di Lula, il paese più importante di quella area geografica.

Ora gli Stati Uniti scelgono il Brasile di Lula come il loro bambino biondo (il bambino più bravo, più dotato, n.d.t.), ma le sue politiche non sono poi tanto diverse da quelle del governo di Goulart [del presidente Joao] che era al potere agli inizi degli anni ’60. A quella epoca l’amministrazione Kennedy era così sconvolta da quelle politiche che organizzò un colpo di stato militare che avvenne appena dopo l’uccisione di Kennedy e che installò il primo degli stati crudeli di scurezza nazionale in America Latina che si sono poi sparsi come la peste in tutto l’emisfero. Adesso hanno ottenuto un certo grado di indipendenza e di libertà che li mette in grado di progredire, e questo è molto importante. Di fatto c’è una certa somiglianza con la primavera araba degli scorsi mesi. Forse si stanno facendo dei passi nell’area Medio-Orientale per separarsi dal controllo delle potenze imperiali tradizionali e per arrivare ad avere un certo grado di indipendenza e a dedicarsi ai loro problemi interni. Hanno davanti una lunga strada ma questi sono sviluppi molto importanti nel mondo e penso che quelli che avvengono in Sud America siano i più notevoli.

RC: infine, professore, a proposito delle preoccupazioni sulla concentrazione di potere esecutivo in Venezuela, le chiedo: in che misura questo fatto potrebbe indebolire la democrazia in Venezuela?

NC: la concentrazione di potere esecutivo, a meno che non sia molto provvisoria e che si verifichi per circostanze specifiche, per esempio, combattere nella seconda guerra mondiale, è un assalto alla democrazia.

RC: e nel caso del Venezuela, quindi, sta avvenendo questo o c’è rischio che avvenga?

NC: come ho detto, si può discutere se le circostanze lo richiedono – parlo sia di circostanze interne che delle minacce esterne di attacco ecc. e quindi è un dibattito legittimo – ma il mio personale giudizio in quel dibattito è che non lo richiedono.

*caudillismo: http://it.wikipedia.org/wiki/Caudillo

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza vive

Traduzione di Maria Chiara Starace


Leggi >> >>


Aggiornamenti Znetitaly 15/07/2011 (internazionale)
Indymedia Lombardia , 15-07-2011 - 14:09

Alcuni tra gli ultimi articoli inseriti:

Palestina e territori occupati
Il conflitto Israelo-Palestinese – Intervista con Richard Falk

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/falk-harpreet-israele.html
Nell’affrontare la flottiglia Israele è tutt’altro che intelligente
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/hass-israeleflot.html

Libia
Il movimento per la pace e la giustizia e I bombardamenti della NATO in Libia

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/campbell-libia1.html

Siria
Le uccisioni di civili siriani che portano alla “guerra civile”

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/fisk-uccisionesiriani.html

Londra
La rivoluzione comincerà a Londra? 30 giugno, sciopero generale!

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/penny-sciopero.html

Grecia
Grecia: Piazza Syntagma. E dopo?

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/raptis-doposyntagma.html

Varie
I super-ricchi sabotano le rivoluzioni arabe

http://znetitaly.altervista.org/traduz3/Cooke-rivoluzionearabericchi.htm...
Dominio di classe: la profondità e le radici della crisi attuale
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/street-classe.html

Parecon economia partecipativa
Risposte alle critiche degli anarchici: Parte 1 2 3
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/albert-answer.html
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/albert-answer2.html
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/albert-answer3.html

Wikileaks
Italia e corruzione

http://znetitaly.altervista.org/wk/wk-italia030.html

Venezuela:
Noam Chomsky parla del Venezuela

http://znetitaly.altervista.org/Chomsky/chomsky-venezuela.html
Alcuni fatti sulle recenti leggi venezuelane e sul caso della giudice Afiuni
http://znetitaly.altervista.org/traduz3/torrealba-venezuelaalfun.html

Grazie
Collettivo Znetitaly


Leggi >> >>


aggiornamenti 3-9 luglio
Indymedia Piemonte , 14-07-2011 - 20:08

raccolta post

Leggi >> >>


Aggiornamenti 10-14 luglio
Indymedia Piemonte , 14-07-2011 - 20:08

raccolta post

Leggi >> >>


La guerra e il CAPITALISMO
Indymedia Piemonte , 14-07-2011 - 18:09

Articolo tratto da "Il Partito Comunista" N.ro 346 organo del Partito Comunista Internazionale

Leggi >> >>


VAL DI SUSISTAN
Indymedia Piemonte , 14-07-2011 - 18:09

Dopo le missioni di guerra al soldo degli americani, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Libano, Libia, inizia la stagione delle missioni militari al servizio della mafia del tondino e del cemento, e quale teatro potrebbe essere più consono ad inaugurarle, della Valsusa ribelle, dove i "talebani" NO TAV rifiutano il treno veloce , le gallerie scavate a dinamite e la didascalia del progresso?

Leggi >> >>


Sanità, altri sacrifici nel Programma operativo 2011-2012 della Regione Abruzzo
Indymedia Abruzzo , 14-07-2011 - 17:10

IL DOCUMENTO.  ABRUZZO. C’è di tutto e di più nel Programma operativo 2011-2012, il documento che spiega come sarà la sanità abruzzese dei prossimi due anni.


Ticket nuovi, oltre quelli già in arrivo da parte del Governo, tagli al personale, che sarà smistato a caso come è successo ai malati degli ospedali chiusi o delle riabilitazioni psichiatriche, una stretta ulteriore alla spesa farmaceutica, l’accentramento della casistica, cioè dovranno funzionare solo i reparti che hanno più ricoveri, perché solo così ci «si cura meglio e si spende meno».

 In verità siamo di fronte al solito libro dei sogni, alla sanità come dovrebbe essere secondo la teoria, ma senza nessun aggancio alla realtà “effettuale” dell’Abruzzo. A una lettura superficiale, questo documento non sembra partire dalla conoscenza dei flussi effettivi dei malati verso gli ospedali del territorio,  dell’assistenza dei Medici di medicina generale e del ruolo degli operatori sanitari privati. Pare invece un’applicazione scolastica delle proposte dell’Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale. Insomma la solita camicia di forza della teoria, calata su un Abruzzo di cui non si conoscono le dinamiche sociali e culturali, come se la regione fosse ancora ferma ai tempi dei pastori. Dopo le polemiche sul P.O. del 2010 e le sue ripetute sconfitte davanti ai Tribunali amministrativi, si sperava in un cambiamento di rotta, in una maggiore apertura alle richieste del territorio ed alla concertazione. E invece no: sull’onda della protezione governativa che ha reso per il momento inattaccabili le decisioni del Commissario alla sanità, il P.O. ha lo stesso stile e la stessa autoreferenzialità del precedente documento. Perché basterebbe leggere la premessa delle 26 pagine del documento per avere la netta sensazione che chi ha scritto il P.O. si sente depositario della verità al punto da non rendersi conto di alcune contraddizioni evidenti.

Se poi si legge il resto, la sensazione è ancora più sgradevole: tra sigle per addetti ai lavori, formule matematiche astruse, sfoggio di parole inglesi usate come il “latinorum” di manzoniana memoria utilizzato per confondere le idee delle persone semplici, il quadro che ne viene fuori è desolante per il linguaggio iniziatico che spesso è sintomo di fuga dalla realtà.

«IN QUESTI DUE ANNI MIGLIORANO I CONTI E LA QUALITÀ DELL’ASSISTENZA»

Intanto la presa in giro inizia dalla premessa: si tenta di far passare l’immagine di un Abruzzo che non è quella vera e di una sanità che non è quella reale. «L’Abruzzo nei prossimi due anni intende rientrare tra le regioni che meritano di essere definite virtuose grazie al percorso intrapreso per il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario e per il miglioramento della qualità delle cure», si legge nelle righe iniziali. Ma non è proprio così: il Piano di rientro dai debiti è del 2007, cioè ha quattro anni e porta la firma dell’assessore Bernardo Mazzocca, ed il Programma operativo 2010 e seguenti – dicono le sentenze Tar – non sono che la prosecuzione degli interventi di risanamento programmati in quel Piano.

Quanto alla qualità delle cure, che si vuole far credere migliorata, è una favola che non regge: se i dati sulla mobilità passiva parlano di aumento esponenziale dei viaggi della speranza e del turismo sanitario, ciò significa che si va a cercare altrove la «qualità delle cure». Inoltre non può esserci miglioramento dell’assistenza, se si considera anche il disagio sociale ed economico creato dalla chiusura dei piccoli ospedali. Continua la premessa: «Abbiamo fatto un cammino severo che ci ha permesso un elevato livello di servizio attraverso la riduzione di sprechi ed eccessi». Tutto vero, ma in un altro senso: dalla severità del cammino proprio impervio per chi deve aspettare anni per una visita o un esame, alla riduzione di sprechi ed eccessi in Abruzzo, come il taglio sulla carta dei primari “doppioni”, che però continuano a prendere lo stesso stipendio.

«Siamo convinti che la concentrazione della casistica sia la carta vincente per il futuro», continua il Piano. Tradotto significa non solo che i piccoli ospedali chiusi restano chiusi, ma che anche altri li seguiranno e forse ci sarà speranza di sopravvivenza solo per i più grandi. Ma anche qui c’è la solita contraddizione: se la concentrazione fosse vera, non si capirebbe perché invece di potenziare la Cardiochirurgia di Chieti si è fatto di tutto per deprimerla. E poi l’autogol che non ti aspetti, ma che spiega il taglio da marketing con cui il Piano è stato elaborato: «comunicare ai cittadini l’esito delle cure genera una migliore qualità percepita dei professionisti sanitari da cui deriva un aumento dei volumi». Cioè non ci sono guarigioni, ma aumento dei volumi, tipo supermarket.

I CONTENUTI DEL PROGRAMMA OPERATIVO, LE SPESE, LE CRITICITÀ

E vai con lo specchietto dei sogni a pagina 3. Cominciano poi le tabelle dei conti economici consuntivi dal 2008 al 2010, poi ripresi e riproposti successivamente: si va da un deficit di 125 milioni ad uno di 32. Ma il costo del personale è troppo elevato in assoluto ed i rapporto ai pazienti curati, come si spiga con abbondanza di grafici e schemi. Infine si scopre che la mobilità passiva è aumentata, ma la colpa è ancora del terremoto 2009 (fino a quando ci sarà questa spiegazione buona per tutto?). Poi la colpa della spesa che aumenta e non diminuisce è data alla componente dei farmaci, il che non sembra molto convincente e su cui torneremo. Per la tendenza economica per il 2011 ed il 2012 svela che ci sarà un meno 62 milioni per l’anno in corso ed un meno 68 per il 2012. Ciò nonostante la politica della concentrazione del personale e dell’aumento localizzato dei volumi delle prestazioni per patologia, il che favorirà solo i grandi ospedali. Tra i programmi da realizzare c’è anche il ripetuto accordo (mai sottoscritto, così come gli accordi di confine con le altre regioni per limitare la mobilità passiva) per «allineare la spesa dei farmaci per l’appropriatezza prescrittiva» e per favorire le medicine generiche, cioè quelle non brevettate e meno costose. In realtà non è così, perché la Regione non ha fatto nulla per favorire l’uso dei farmaci equivalenti, anzi li ha resi meno appetibili, facendo pagare il ticket anche su quelli. Infine i tetti alle cliniche ed alle prestazioni territoriali, con la «compartecipazione» alle tariffe. Si perde il pelo, ma non il vizio: la chiusura dei piccoli ospedali è «riconversione», il ticket aggiuntivo chiesto per le Rsa o per i pazienti psichiatrici è «compartecipazione». Nulla di nuovo. E forse è giusto così. Ed anche poco. Nel P.O. si poteva decidere di chiudere anche tutta la sanità abruzzese, tanto bastava un decreto legge per dire che così andava bene.

Sebastiano Calella  14/07/2011 10.54

 

SANITA'. PIANO OPERATIVO Abruzzo 11-12_Luglio 2011_V1.0



Leggi >> >>


NOTAV - Razzo finto, Controinsurrezione vera
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 15:11

E VAAAI!!!

http://www.leggo.it/articolo.php?id=131752

http://www.abruzzo.tv/news/razzo-terra-aria-sulla-linea-ferroviaria-supe...

Riprende (mai veramente cessata) "La strategia della tensione"!! Un altro film coprodotto dall'AISI, dalla Federazione della Stampa e dalla DIGOS italiani! A cura dell'ANICAGIS!

http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione

Che, a legger bene, le notizie vere intorno alla Battaglia della Maddalena del 3 luglio 2011, non ci sono mai state; quelle frammentarie, rivelatrici del bel fallimebnto dei mercenari di stato nei boschi di Ramats, sono state presto tolte di mezzo. La gente non deve sapere quanto grosso è il movimento radicale, non solo valligiano, di opposizione alla mafia (nella declinazione TAV).

http://it.wikipedia.org/wiki/Controinformazione

Però la Figos scopre cose! E che cose! RAZZI, come neppure i carabinieri nel casertano a Capodanno! E che RAZZI! TERRA-ARIA! Che sagacia il questore Giuseppe De Matteis! Roba da Mossad, KGB e CIA messi insieme, vecchio stile! Scoperte degne degli anni settanta, come neppure per le migliori stragi italiane i cui aspetti oscuri, ma chiari alle coscienze politiche più incazzate ed informate (nonchè ai vari servizi segreti, al morto Kossiga, allo zombie Andreotti e a chissà quale massone) non saranno mai rivelate da documenti (non)desecretati, che tanto piacciono a Gotor!!

http://miguelgotor.italianieuropei.it/2011/06/moro-le-carte-segrete-dei-...

E quanti "IGNOTI", all'opera, dalle QUESTURE di tutta Italia!
Come se un movimento a favore della gente e dell'ambiente si mettesse a tirare siluri sulle persone....
Che figuraccia da copione sgualcito, ridateci indietro la guerra fredda.....

Per favore qualcuno invii il link del Jolly Roger alla polizia così che almeno fanno imitazioni decenti. E anche del MAALOX all'uomo forte del PD Stefano Esposito, un bavoso fascista che frastaglia da facebook il proprio complesso di inferiorità, originato dal ficus presente della sede torinese del partito di Ber(lusconi)(sani).

Quanta nostalgia...
http://it.wikipedia.org/wiki/Wargames_-_Giochi_di_guerra


Leggi >> >>


IMPORTANTE : RACCOLTA TESTIMONIANZE!
Indymedia Piemonte , 14-07-2011 - 13:09

-

Leggi >> >>


AGCOM: quale garanzia?
Indymedia Lombardia , 14-07-2011 - 10:09

Di Daniele Gambetta
L’ importanza che sta acquistando oggigiorno la rete nei processi sociali e politici degli ultimi anni è indiscutibile.

Già durante le rivolte d’autunno, per il referendum e infine in occasione della protesta no-tav

ci siamo potuti accorgere di quanto internet sia diventato l’unico mezzo di informazione libero e non controllato da organi con biechi interessi politici.
In una tale situazione è inevitabile che questo mezzo venga preso di mira da tentativi di oscuramento e piani per acquisire maggior controllo da parte delle istituzioni; come tra l’ altro espresso dal Presidente Sarkozy al G8 di Internet.
In questo contesto a suscitare innumerevoli polemiche è la nuova delibera dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), discussa il 6 Luglio, che stabilisce le nuove norme in materia di “copyright”.
Secondo questa, il Garante per le Comunicazioni sarebbe autorizzato a segnalare una presunta violazione del diritto di autore su una qualunque pagina web, dopodichè il gestore della pagina è tenuto a rimuoverne il contenuto entro 48 ore. Inoltre, in caso di contraddittorio questo non può durare più di 5 giorni, dopo i quali Agcom è autorizzata a eliminare definitivamente la pagina in questione.
Oltre alla discutibilità del diritto di copyright e di ciò che ne consegue, una forte accusa mossa contro questo provvedimento è alla possibilità che avrebbe Agcom di agire senza il coinvolgimento della magistratura, il che potrebbe portare a processi sommari e all’oscuramento di siti di dubbia colpevolezza.
In altre parole questo provvedimento potrebbe tradursi in una vera e propria censura perpetrata da un organo che si arroga un diritto che non gli compete, dove l’accusato non avrebbe alcuna garanzia e nessuna possibiltà di difesa.
Di certo non sono mancate le risposte da parte di tutti: attivisti, organizzazioni e mondo del web hanno dovunque proposto iniziative per riscattare la libertà di parola; a partire dalla campagna “sitononraggiungibile”, sul cui sito è possibile firmare la petizione antidelibera appoggiata anche da associazioni quali Agorà Digitale, Altroconsumo e Confcommercio. Queste hanno anche partecipato alla “Notte della Rete”, la diretta no-stop trasmessa in streaming su vari siti e blog, nella quale ad esprimere la loro posizione contro Agcom sono stati Margherita Hack e Dario Fo.
Il 28 Giugno inoltre, il sito di Agcom è stato colpito da un attacco informatico, successivamente rivendicato dal gruppo di Anonymous, comunità online di attivisti su cui recentemente tanti media nazionali hanno posto l’ attenzione, denigrandone e denunciandone le azioni dimenticando il ruolo fondamentale assunto durante gli attacchi ai Paesi che avevano oscurato le notizie di Wikileaks, quali Tunisia, Egitto e Zimbabwe.
Se uno qualunque oscura un sito è un reato da punire, se lo fa il garante per le comunicazioni è tutto nella norma.
Questi provvedimenti inoltre fanno comprendere appieno quanto la libertà di espressione permessa dalla rete possa fare tanto per tutti, e di questo ne sia un esempio la vittoria dell’ ultimo referendum, quando contro alla campagna oscurantista dei telegiornali e della televisione tutta, il mondo cittadino è davvero riuscito a creare un alternativa forte e brillante permettendo la divulgazione necessaria al buon esito.
Questa è la prova che la strada è quella giusta, quella da continuare a percorrere tutti insieme nonostante le difficoltà, le incertezze di ogni giorno e le insidie poste dinnanzi da chi ha davvero paura della voce del popolo.
Da Liberarchia

http://informazioneconsapevole.blogspot.com/2011/07/agcom-quale-garanzia...


Leggi >> >>


Lavoro e trasparenza
indymedia Napoli , 14-07-2011 - 10:09

Spero che il nuovo sindaco non si faccia intimorire da nessuno. Urlare più forte degli altri e occupare il consiglio comunale non aumenta i sacrosanti diritti dei lavoratori. Non si può pretendere di favorire un gruppo piuttosto che di un altro. Anzi, così si da più forza alla reazione… Continua a leggere...


Leggi >> >>


PALESTINA- cavecanem
Indymedia Emilia Romagna , 13-07-2011 - 15:09

Autore: cavecanem

segnalo l’uscita del video PALESTINA dei CAVECANEM band bolognese nata nel 2009. traccia del disco “L’AMORE SOLAMENTE PER LA MUSICA…”

http://www.youtube.com/watch?v=SxEot1L4r_k&feature=related


Leggi >> >>


Se la Val Susa chiama ...
Indymedia Abruzzo , 13-07-2011 - 15:08

fonte: http://www.finimondo.org/node/334


Se la Val Susa chiama...

 

... bisogna rispondere, non c’è dubbio. Perché da tempo non si sviluppava uno scontro così generalizzato fra un’intera popolazione e lo Stato. Uno scontro che dura da anni e che nessuno è finora riuscito a dirimere, data l’impossibilità di trovare una soluzione condivisa. Non che siano mancati aspiranti mediatori e conciliatori, brava gente interessata a imbastire un accordo fra istituzioni nazionali e abitanti locali. Solo che, in un certo senso, tutti sono andati a cozzare contro l’incredibile arroganza di questo governo che ha pensato di poter pacificare quella vallata prima coi manganelli e poi con i gas lacrimogeni. Anziché rivedere parzialmente i propri progetti, giocare sulla partecipazione ed offrire carote a tutti — cosa che per un breve periodo di tempo è stato possibile — i governanti hanno preferito brandire il bastone per imporre il proprio arbitrio a quegli zotici montanari. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: lo scorso 3 luglio decine di migliaia di persone hanno dato e sostenuto la battaglia contro le forze dell’ordine.

Ma, se la Val Susa chiama, non è detto che l’unica risposta da dare sia quella di prendere un treno per Chiomonte dopo essersi dotati di scarponi e zainetto. Con buona pace di piccoli e grandi leader di movimento che amano contare chi reputano presente ai loro appelli, non tutti hanno la possibilità, o anche solo la voglia, di unirsi al variegato popolo NoTav in lotta per il Bene Comune (come ossessivamente ripetuto da una vulgata cittadinista tanto più dilagante quanto incontrastata). 

Per tutti coloro che sono troppo impossibilitati o troppo disgustati per saltare sopra un treno — e che sono assai più di quel che si potrebbe supporre —, come anche per tutti quelli che pensano che quella lotta debba uscire dai ristretti confini geografici di una vallata piemontese, se vuole davvero deflagrare in tutto il paese, esistono altre possibilità. E non ci riferiamo ovviamente a quella data per scontata di presidiare a destra e a sinistra i luoghi istituzionali, bensì alla possibilità di alimentare l’incendio principale accendendo altrove nuovi focolai. Battere le pur solitarie periferie, non puntare sull’affollato centro. Si tratta di una possibilità indecifrabile, marginale, priva del «calore della comunanza», eppure decisiva. Quella lotta, per trovare ossigeno, deve uscire dal bucolico contesto a cui in troppi vorrebbero inchiodarla. 

Se un’amnesia interessata non giocasse ormai brutti scherzi si sarebbe gridato da un pezzo che il Tav è dappertutto, e che non occorre né attendere scadenze istituzionali né raggiungere territori delimitati per poter prendere parte a questa lotta.

Lo hanno dimostrato sia i fuochi divampati nel modenese e a Firenze nei cantieri Tav, sia i blocchi ferroviari effettuati a Napoli, sia le vetrate del PD infrante nel teramano, sia le contestazioni a Bersani avvenute a L’Aquila. Esempi la cui diversità è indice di una ricchezza che andrebbe perduta qualora ci si ostinasse a pretendere di accentrare tutto in un sol luogo.

 

«Ma chi l’ha detto che ai disoccupati non si può parlare – praticandoli – di sabotaggio, di abolizione del diritto, o del rifiuto di pagare l’affitto? Chi l’ha detto che, durante uno sciopero di piazza, l’economia non può essere criticata altrove? Dire ciò che il nemico non si aspetta ed essere dove non ci attende. Questa è la nuova poesia».



Leggi >> >>


ecco chi ci governa
indymedia Napoli , 13-07-2011 - 12:09

NAPOLI – Il dettaglio è contenuto in un verbale d’interrogatorio, in una ventina delle oltre trecento pagine nelle quali Michele Santonastaso – penalista accusato di associazione camorristica e detenuto da dieci mesi – difende se stesso e rilancia. Parla della sua carriera di avvocato borderline, di colleghi già indagati… Continua a leggere...


Leggi >> >>


“La speculazione ….” – Ma siamo poi così sicuri ?
indymedia Napoli , 13-07-2011 - 10:09

Ma siamo poi così sicuri che tra venerdì e martedì ci sia stato veramente questo attacco della “speculazione” ?

E perchè poi questa “speculazione” a metà mattinata di martedì s’è improvvisamente e miracolosamente fermata ?

Innazitutto potrebbe anche trattarsi di un fenomeno, come dire, “naturale” …. un governo all’interno… Continua a leggere...


Leggi >> >>


"La speculazione" - Ma siamo poi così sicuri ?
Indymedia Lombardia , 13-07-2011 - 09:09

"La speculazione" - Ma siamo poi così sicuri ?

--------------------------------------------------------------------------------

Ma siamo poi così sicuri che tra venerdì e martedì ci sia stato veramente questo attacco della "speculazione" ?

E perchè poi questa "speculazione" a metà mattinata di martedì s’è improvvisamente e miracolosamente fermata ?

Innazitutto potrebbe anche trattarsi di un fenomeno, come dire, "naturale" .... un governo all’interno del quale i ministri si danno tra loro pubblicamente del cretino .... un governo dove il ministro dell’ economia viene continuamente attaccato dal giornale di famiglia del premier .... un governo che, all’interno di una manovra "lacrime e sangue", tenta di buttarci una leggina in favore dell’azienda dello stesso premier .... può oggettivamente creare sfiducia nei cosiddetti "investitori" e portare al casino che c’è stato ....

Ma io credo francamente, pur oggettivamente avvalendosi anche di quanto predetto, che si sia trattato di altro ... di una specie di "stress test" preordinato per convincere tutti, opposizione compresa ( del resto non era nè difficile nè complicato ), a fare passare e di corsa la suddetta manovra "lacrime e sangue" ....

E pure le nuove privatizzazioni di cui già si parla ... come quelle delle municipalizzate ....

Che tra l’altro si occupano in genere di servizi primari .... energia, trasporti, rifiuti e pure dell’acqua .... alla faccia del recentissimo referendum ... e della battaglia sui "beni comuni" ....

Radisol


Leggi >> >>


    

     Pagina 442 >>     



Tutti i contenuti della pagine di Indymedia Italia possono essere riutilizzati liberamente su Internet, su carta stampata o altrove, per scopi non commerciali. Per maggiori informazioni, fare riferimento alla licenza di utilizzo del nodo Indymedia che ha pubblicato il contenuto di interesse. I contenuti pubblicati esprimono il punto di vista di chi liberamente contribuisce a questo progetto di open-publishing e non sono necessariamente condivisi da Indymedia Italia. Il sito di Indymedia Italia utilizza MIR 1.1.