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Battaglia in Val di Susa
Indymedia Emilia-Romagna , 05-07-2011 - 18:34
A una settimana dallo sgombero del presidio NoTav per consentire l'apertura dei lavori preliminari del tunnel esplorativo, migliaia di persone assediano e riconquistano parzialmente gli stessi luoghi, dopo una battaglia durata ore di scontri. Sotto un lancio violento di granate lacrimogene, sparate ad alzo zero [testimonianza del corrispondente di AlJazeera], la gente ha resistito eroicamente ripetendo le cariche contro le recinzioni del cantiere, protetto da centinaia di agenti antisommossa. Se di tentato omicidio si può a ragione parlare van però invertiti i termini del discorso, come si evince dalle immagini qua a fianco di un video che sta mettendo in profondo imbarazzo il Coisp.
Non si contano le vergognose dichiarazioni della politica, intenta a incensare i propri sbirri, blaterando di fantomatici Black Block nel tentativo di dividere ancora una volta i manifestanti. La fantasia limitata di istituzioni e giornalisti a parlare di violenti provenienti dall'estero o da altre regioni, mancando il coraggio e l'onestà intellettuale di ammettere pubblicamente che quel rigurgito di rabbia è valsusino e nazionale allo stesso tempo e dimostri quanto sia profonda la violenza che vogliono imporre a quel territorio.
Sassi contro lacrimogeni e manganelli, per riprendersi un territorio inutilmente consegnato a una speculazione mortale per la Val di Susa e l'economia del paese. 230 feriti e intossicati tra i manifestanti a corpo nudo. Scomparsi dalle statistiche dei media per far posto a 200 feriti tra gli sbirri, protetti da bardature imbottite, scudi, caschi e maschere antigas. Guerra di cifre per distogliere l'attenzione? A dieci anni dal G8 di Genova, gli arrestati di questa giornata han subito lo stesso trattamento di Bolzaneto. Privazione delle cure, botte e tortura. Un reato che in Italia non è tale e consente ancora agli aguzzini in divisa di esternare su persone inermi il loro sadismo di bastardi. Di seguito la testimonianza di Fabiano, pestato a sangue dopo l'arresto e ricoverato in ospedale [conf. stampa]. A lui e agli altri resistenti feriti esprimiamo la nostra vicinanza.
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Giustizia per Michele, giustizia per tutti
Indymedia Lombardia , 05-07-2011 - 18:34
Nella notte di giovedì 30 giugno 2011 in via Varsavia, nei dintorni dell'Ortomercato di Milano, a pochi passi dalle case popolari del quartiere Ponti, Michele Ferrulli, è morto mentre era in stato di fermo a seguito di un intervento della Polizia. Michele era attivo nei comitati di occupanti per necessità del quartiere Niguarda. La sua morte rappresenta l'ennesima conseguenza di una politica, rigorosamente bipartisan, che prevede di affrontare ogni problema sociale come una questione di ordine pubblico, ossia con un dispiegamento di violenza arbitraria ricorrente ed, il più delle volte, impunito, quando non direttamente glorificato. Un filo rosso sangue lega le morti "in custodia" delle ffoo, l'utilizzo, a scopi di ordine pubblico, di armi chimiche, bandite nei contesti bellici o addirittura l'uso delle stesse per "passarsi una serata", gasando delle persone, perché critiche nei confronti dell' operato delle forze di polizia. Tutto questo è un sintomo della considerazione e della tutela di cui godono le istanze dei cittadini e delle classi sociali popolari in particolare, in una democrazia senza giustizia. Perche giustizia non significa idranti, giustizia non significa cinquanta morti in carcere solo nel 2010, non significa l'assurda criminalizzazione di una valle intera per portare a termine la madre di tutte le opere inutili e nemmeno significa la liberta di disporre della vita di chi ti sta di fronte per il semplice fatto che si indossa una divisa. Giustizia significa l'esatto contrario di tutto questo Appuntamenti: 8-7 h 21 fiaccolata per Michele Rassegna Stampa: [1] [2] [3] [4] Approfondimenti: Striscioni a Milano per Michele
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Il popolo Notav riceve le attenzioni militari dello stato italiano.
Indymedia Calabria , 28-06-2011 - 18:34
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[NOTAV] la resa dei conti
Indymedia Lombardia , 27-06-2011 - 13:34
E' cominciato l'assalto alla Val di Susa, come promesso dal governo (ma anche dalla sedicente opposizione ) tramite il ministro Maroni. Blitz delle forze dell'ordine è partito alle 6 questa mattina, schierati oltre 2000 uomini tra polizia, finanzieri e forestale. Le ruspe sfondano i presìdi e aprono varchi scortate dalla polizia. Fitto lancio di lacrimogeni, l'aria è irrespirabile. Chiusa l'autostrada, bloccato il transito verso la Francia Aggiornamenti: 03-07 Arresti val di susa-3 luglio [1] Comunicato 30-06 carabinieri investono una persona in valle | Punkreas: Cosa è successo questa notte Pullman per la Val di Susa corteo del 3 luglio da Milano: - Pullman 1 partenza domenica 03 h5.30 -Info e prenotazioni- Piazzale Cimitero Maggiore18 (Cascina Torchiera), ritorno previsto h20.00, costo 15 euro - Pullman 2 partenza domenica 03 h5.30 -Info e prenotazioni- Famagosta, ritorno previsto h20.00, costo 15 euro Appuntamenti - ore 15:30 presidio sotto la sede del PD a Torino, in via Via San Francesco d'Assisi, 35 - h 17.30 Presidio Saronno @ stazione ferrovie nord - h 18.00 presidio in solidarietà Milano pza San Babila comunicato noexpo - h 18.00 presidio Bergamo zona porta nuova - h 18.00 presidio a Brescia @ prefettura - Domenica 3 luglio corteo in valle I NoTav chiedono a chiunque possa di salire - Lanciato Punto di ritrovo a Bussoleno (SS 25 bloccata) (9.52) - La statale 24 è ancora aperta (9:05) - In treno non ci sono problemi (9:15) - Attenzione posto di blocco all'altezza di Avigliana (9:20) - Richiesta presenza anche a Bussoleno (9:45) Aggiornamenti in diretta - http://italy.indymedia.org/ - http://www.notav.eu/ - http://www.notav.info/ - Video: alcuni video | Video lancio sassi della polizia | VideoDenuncia | Lacrimogeni ad altezza uomo | Fiaccolata No tav a Torino | Parole e link | Gli eroi di Maroni - h 9:20 Continua incessante il lancio di lacrimogeni. Non si reisce a respirare Diversi gruppi di manifestanti si stanno radunando nei vari paesi della valle. Sembra che alcune tende e la barricata centrale abbiano preso fuoco a causa dei lacrimogeni. Si contano già alcuni feriti tra i manifestanti. Caccia all'uomo nei boschi. Streaming in diretta - Radio BlackOut [1] - [2] - Radio OndaRossa
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Genova 2011
Indymedia Lombardia , 25-06-2011 - 22:34
Genova 2001 - Genova 2011, per non dimenticare Carlo, perchè la determinazione di centinaia di migliaia di persone che ha messo la storia in cammino non sia cancellata, ma sia patrimonio delle lotte sociali di oggi. Perchè la storia di Genova non sia fatta dalle televisioni di Stato, ma dalla controinformazione, dal mediattivismo e soprattutto dalla memoria di chi è stato protagonista attivo non tanto e non solo di quella battaglia, ma di quel movimento che ha soffiato a lungo in Europa e nel mondo. Infine perchè questo anniversario ci sia di buon auspicio in un tempo in cui si sente ancora parlare di indignazione e persino di rivoluzione, mentre una crisi nera e durissima scarica come al solito i fallimenti dei signori della terra sul resto dell’umanità. Perchè tante e tanti ancora vogliano prendere le strade, le piazze e costruire là, nel coraggio di stare assieme, nuove collettività, nuovi mondi che contengano tanti mondi. Appuntamenti 23-07 @ genova corteo per i 10 anni programma completo delle iniziative @genova
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[Genova 2001-2011] Che il vento della libertà soffi ancora sulla città
Indymedia Liguria , 15-06-2011 - 13:35
Questa vuole essere una Ftr in continuo aggiornamento sul materiale contro-informativo in vista del decennale del g8 genovese. (((State agitati))) *****
[Aggiornamenti: 5/7/11 "G8, niente vendette nel corteo" Il Forum 2011 isola i violenti | 1/7/11 G8, Coisp: “Il 20 luglio saremo in piazza Alimonda” | 29/6/11 Allarme G8, dopo gli scontri per la Tav | 27/6/11 [Ge] Striscione in solidarietà ai valsusini in lotta | 25/6/11 [Ge] Un murale per Carlo Giuliani] ***** ☆ Venerdì 1 luglio 2011 dalle 17 a Balbi4, presentazione e proiezione di Detour [opuscolo | video], dibattito pubblico per una mobilitazione in vista del decennale del G8 genovese, cena vegan con buffet musicale, concerto di autofinanziamento ingresso 2 euro: REBELSOUNDARMY, PEGGIOKLASSE, SERPEINSENO, STONEDBASSCONSPIRACY. maggiori info. ***** [Contributi: Ripartire dalla politica dichiarazioni di Marina e Vincenzo | I morti siete voi | E' troppo tardi per restare calmi C.A.O.S antifa Genova | Verso una 3 giorni di lotta autorganizzata RedBlock Palermo | Lettera aperta ad Haidi Giuliani Morchia | Agli insofferenti | Manuale di autodifesa urbana] Tirar fuori gli scheletri dall’armadio, rimettersi in gioco, trovarsi nuovamente faccia a faccia con il fantasma di giorni sepolti nella memoria ma, più o meno consapevolmente, sempre presenti al nostro fianco: sembra sempre più una necessità ricordare, attualizzare, lasciare l’odio scorrere ancora nelle vene. Non abbiamo mai creduto alle commemorazioni, alle formali celebrazioni di un passato che non c’è più: se non si rigenera giorno dopo giorno come linfa vitale nei cuori, meglio che non si disturbi, che lo si lasci sottoterra nel sonno del suo limbo. Eppure l’alchimia è stata spezzata, le preghiere di qualche falso profeta hanno rievocato lo spettro sbagliato. E allora? Allora non ci si può più tirare indietro, non si può più far altro che scendere in campo e prendere una posizione, scegliere una volta per tutte da che parte della barricata stare. leggi tutto
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NoExpo Camp for climate action
Indymedia Lombardia , 12-06-2011 - 18:34
NoExpo Camp: un campeggio di azione climatica, per scuotere la metropoli delle nocività, della speculazione edilizia, della svendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni. Dal 17 al 19 giugno sarà allestito, alle pendici di Expo, uno spazio fisico (e politico) caratterizzato da uno sguardo globale sui grandi temi del cambiamento climatico, della questione energetica, della sovranità alimentare...e dall'azione pratica contro le nocività e le speculazioni che, in forme tentacolari, preparano il terreno alla famigerata esposizione. Da tre mesi a questa parte un’assemblea di collettivi, spazi sociali ed individualità sparse ha costruito incontri, workshop, azioni, giornate di lavoro per l’avvicinamento a questa densa tre giorni. Questo è il loro Expo, l’unico che piace, dal basso, dei saperi critici e delle r-esistenze, libero e libertario, pubblico, sostenibile, solidale, autogestito e auto costruito. Inoltre tutti i giorni: presentazione di libri, mercatino dei produttori biologici e delle autoproduzioni, spazi espositivi. Aggiornamenti - Inizia il climate camp, occupata area di cascina merlata - le prime foto [1] Assemblea cittadina - Martedì 14 giugno h21.00, presso la Cascina Autogestita Torchiera SenzAcqua si invitano tutte le realtà autorganizzate della metropoli milanese a partecipare ad un’assemblea aperta di condivisione ed apertura del percorso e delle sue proposte di vertenza e azione. - L'appello Appuntamenti - Segui il WarmUp Risorse - sito http://www.noexpocamp.org - Programma completo - Manifesto - Volantino
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NO ALL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DI MILANO
Indymedia Lombardia , 07-06-2011 - 22:35
Dal 12 al 23 giugno a Milano, in piazza Duomo, si terrà “Israele che non ti aspetti”, una kermesse sulla tecnologia israeliana promossa dalle stesse autorità di Tel Aviv in collaborazione con gli enti locali lombardi, per “promuovere scambi scientifici e culturali tra Tel Aviv e Milano” e raccontare “un Israele diverso da quello di Stato interessato da un conflitto”. Un'operazione da 2,5 milioni di euro che vorrebbe cancellare la memoria della pulizia etnica che ha dato origine alla nascita dello stato di Israele e che perdura tuttora: la violenta cacciata degli abitanti della Palestina nel 1948-49, l’espropriazione della loro terra, la soppressione dei loro diritti civili e dei più fondamentali diritti umani, la negazione del diritto dei profughi palestinesi al ritorno nella propria terra. Parte integrante di questa kermesse sarà il Summit Economico in piazza Affari, dove si terranno numerosi incontri bilaterali economici-politici con rappresentanti delle istituzioni italiane e 600 imprenditori. Non dimentichiamo che l'Italia è diventata in questi anni uno dei maggiori partner di Israele sottoscrivendo numerosi accordi commerciali e di cooperazione in campo scientifico e militare (ricordiamo l'addestramento dei Vigili urbani di De Corato presso i servizi di sicurezza israeliani...), proprio mentre nel mondo cresce la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro il regime di Apartheid israeliano. Per contrastare tutto questo sono statiindetti una serie di appuntamenti di informazione e di protesta Appuntamenti Sabato 11-06 h15.00 Presidio-performance in piazza Duomo Domenica 12-06 h 12-17 Letture e pranzo palestinese @ Qiqajon, via Farini, 17 Sabato 18-06 h 15.00 corteo nazionale, concentramento @Cairoli Sabato 18-06 h 22 Concerto DARG, hip hop di Gaza. @ csa Vittoria Firma la petizione | comitato contro l'occupazione israeliana di Milano sito:www.controkermessemilano.com| appello e firme
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REFERENDUM : l'oblio dell'impero della comunicazione.
Indymedia Calabria , 22-05-2011 - 13:34
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Un Passo Oltre
Indymedia Lombardia , 22-05-2011 - 08:34
"Un passo Oltre...": Questa pubblicazione si occupa del movimento contro la riforma Gelmini sviluppatosi in quest'ultimo anno (2010-11). Milano in movimento è il punto di partenza della nostra riflessione; le rivendicazioni esterne all'università, il contesto di crisi economica, guerra e rivolte che si dipanano sul contesto internazionale, sono il grandangolo attraverso cui leggiamo i cambiamenti che viviamo. Il libretto esamina in che modo le lotte contro l'università-azienda si siano intrecciate con le mobilitazioni sviluppatesi nell'ultimo anno: dalle lotte degli immigrati contro la sanatoria truffa all'approvazione del "Collegato Lavoro" fino ad arrivare al ricatto Mirafiori imposto dall'accordo Marchionne. Infine vi è una lettura nazionale e internazionale delle mobilitazioni sviluppatesi in altre città italiane e nel resto del mondo. Le testimonianze raccolte mostrano il filo che collega le rivendicazioni per un’università migliore alle lotte per una società migliore. Appuntamenti: Lunedì 23 Maggio_ore 21:00 @ CSOA COX18 - Assemblea di presentazione e discussione con altre realtà. Mercoledì 25 Maggio_ore 14:30 @ AULA 5 Facoltà di Scienze Politiche Via Conservatorio 7 - Assemblea di presentazione. Venerdì 27 Maggio_ore 22:00 REBEL VIBES da Scienze Politiche @ CSOA COX 18 - Serata di autofinanziamento.
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Indymedia non è morta
Indymedia Calabria , 19-05-2011 - 03:34
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Dani Luca Pietro Vik Massi Liberi
Indymedia Lombardia , 17-05-2011 - 22:34
da comunicato assemblea cittadina contro la repressione Il 4 maggio 2011, 22 studenti sono stati svegliati da uomini in divisa che, ordinanze alla mano, dopo aver perquisito le loro case, hanno provveduto a schedarli e ad imporre 5 arresti domiciliari e 17 obblighi di firma.[...] Questi studenti sono inquisiti perché lottano insieme, riuscendo a tessere legami ed essendo parte attiva nelle lotte politiche e sociali che attraversano questa città: da quelle sui posti di lavoro a quelle contro i Centri di Identificazione ed Espulsione, dalle lotte contro per la difesa della scuola e dell’università pubblica fino alle lotte per il diritto all’abitare. Appuntamenti 19-05h16.00 @spazio black aut valvassori peroni Assemblea per corteo firenze 21-05h10.00 partenza da milano infoline 347 9321786 21-05h15.00 corteo @piazza s.Marco Firenze Comunicati Milano | Roma
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No Expo Camp 4 Climate Action - Milano 17-19 giugno 2011
Indymedia Lombardia , 13-05-2011 - 13:39
Ogni mega-evento (un'esposizione universale come un'olimpiade) muove aspettative, interessi, capitali di portata globale; l'evento "expo" non precipiterà nella nostra città dal nulla e non passerà senza lasciare conseguenze sulle nostre vite e sul territorio che le ospita. Le fattezze di Expo2015 si espliciteranno ora dopo ora proprio nei giorni che ci separano dall'inaugurazione. Expo2015 non è solo un evento dalle proporzioni più o meno faraoniche, ma è un processo: Expo è l'acceleratore dei moti speculativi che attraversano in lungo e in largo la metropoli, un brand tanto vuoto quanto insidioso. E' con questo paio di occhiali che dobbiamo guardare agli sgomberi che colpiscono le famiglie rom in via Triboniano, all'abbandono di Cascina Merlata, così come alla recente diatriba sull'appeal dell'orto globale ipotizzato dal masterplan di due anni fa. Nelle settimane passate ci siamo interrogati in parecchi sulla possibile cassetta dei linguaggi e degli strumenti per contrastare questo scempio in termini nuovi, comunicativi e radicali. Abbiamo fatto appello alla pratica del climate camp, o “campeggio di azione climatica”. Dal 17 al 19 giugno allestiremo, alle pendici di Expo, uno spazio fisico (e politico) caratterizzato da uno sguardo globale sui grandi temi del cambiamento climatico, della questione energetica, della sovranità alimentare...e dall'azione pratica contro le nocività che, in forme tentacolari, preparano il terreno alla famigerata esposizione. Consumo di suolo e mobilità insostenibile, svendita del patrimonio pubblico e gestione dei rifiuti non sono che alcune tra le politiche perverse promosse trasversalmente dai governi centrali e locali che si avvicendano a nostro discapito. Abbiamo però imparato che dietro ciascuna bruttura si nasconde un elemento di resistenza irriducibile e positiva. A queste istanze di lotta si vuole dare spazio, voce, e confronto reciproco, alle analisi di ciascuno si vuole così dare seguito con un intervento comune capace di visione e proposta. Sarà questo lo spirito del ClimateCamp2011: dare vita, nella capitale della crisi, ad una tre giorni di azione e formazione; riappropriandoci per qualche densa giornata di uno spazio di contrapposizione all'ottica insostenibile e speculativa (quando non di pura repressione) che muove expo2015. Sul sito http://inventati.org/climatecamp potete leggere i report degli incontri e dei gruppi di lavoro, materiali scaricabili ed appuntamenti. E' un percorso aperto, pregno di rabbia verso il presente che ci circonda ma denso di entusiasmo per la nostra capacità collettiva di praticare un'alternativa alla Milano post-PGT che strumentalizza la vita per estrarre profitto. Questo è il nostro Expo, l’unico che ci piace, dal basso, dei saperi critici e delle r-esistenze, libero e libertario, pubblico, sostenibile, solidale, autogestito e auto costruito. Prossimi appuntamenti - martedì 31/5 h. 18 Spazio Tortuga-Via Erodoto - Milano - workshop sulla mappatura del territorio (www.lamappa.org) - mercoledì 1/6 h. 21 Torchiera - Milano - assemblea organizzativa del Camp - sabato 4/6 Cascina Antonietta-Gorgonzola -Presidio Permanente NoTem - iniziativa su grandi opere, consumo di suolo e presentazione del Camp - sabato 11/6 spazio Tortuga - apertura di una fontana di acqua pubblica - lunedì 6/6 h. 12 P.le Leonardo da Vinci -Facoltà Architettura- Milano - laboratorio autocostruzione e presentazione del Camp - giovedì 9/6 Politecnico Bovisa - Milano - presentazione del Camp - giovedì 9/6 h. 21 Milano - assemblea di quartiere con reti solidali - venerdì 10/6 h. 21 Milano - assemblea di quartiere con reti solidali - lun 13/6 h. 21 Cascina Torchiera - Milano - assemblea di movimento e presentazione del Camp www.inventati.org/climatecamp climatecamp-mi@inventati.org
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Mayday 2011, verso lo sciopero precario
Indymedia Lombardia , 29-04-2011 - 13:34
Per dieci anni la Mayday Parade è stata il primo maggio dei precari e delle precarie: l'espressione della creatività, dove i precari si sono riconosciuti e hanno coltivato relazioni e desideri... dove hanno reso visibili la loro gioia e la loro rabbia. Dopo undici anni si può affermare che la Mayday come spazio di espressione e visibilità, come momento di inclusione e ricomposizione della precarietà, ha vinto: oggi persino il papa e il sindacato confederale parlano di precarietà, mentre nelle piazze la generazione precaria esplode di rabbia.E' tempo di esigere che i desideri diventino realtà. La MayDay chiede a gran voce un reddito di base universale e incondizionato, sganciato dal contratto di lavoro; un nuovo welfare fatto di diritti per tutte/i, di accesso ai beni comuni costituiti da saperi, conoscenza, acqua, servizi sociali, casa, mobilità sostenibile; cittadinanza per i migranti slegata dal contratto dal lavoro e diritto alla libera circolazione; la riduzione del caos delle forme contrattuali, più soldi e un salario minimo orario; il ripristino dei diritti alla maternità, alla previdenza, alle ferie. E dice basta alla speculazione che aggredisce le città e i territori, con Milano e il suo Expo come banco di prova per le politiche di cementificazione più aggressive. In poche parole, questa Mayday rivuole il diritto alla scelta, contro il ricatto del bisogno e della paura. Pretende di essere ascoltata: i precari e le precarie chiedono l'opposto di quella politica di sacrifici che volete imporci. Precari e precarie, native e migranti, saranno in piazza il primo maggio per una Mayday di festa, di gioia e di rabbia. La MayDay si trasforma quindi in un momento di passaggio, di immaginazione, di relazione e di discussione verso il primo vero Sciopero Precario. Lo sciopero precario sarà lo sciopero dei precari e uno sciopero nato nella precarietà e rivolto contro chi ci precarizza. APPUNTAMENTI - Primo maggio 2011, Milano, piazza XXIV Maggio, alle 14 - ORE 10.00 manifestazione con concentramento in Piazzale Loreto - ore 10.30 @ zam appuntamento per preparare spezzone reddito/spazi LINK: - Appello mayday - Manifesto mayday2011 - wikistrike - Verso lo sciopero precario
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25-4-2011
Indymedia Lombardia , 21-04-2011 - 18:34
Mai come ora si sente la necessità di liberazione, liberazione di una generazione oppressa dalla crisi economica, dei migranti vittime del delirio scuritario, di tutte quelle sfaccettature della sessualità non riconducibili al machismo o alla mercificazione dei corpi. Ricordare la liberazione è continuare a ricordare non solo che è sempre possibile un capovolgimento, ma che quello stesso capovolgimento è possibile solo grazie alle forze di chi ogni giorno lotta per equità e giustizia sociale. Ora come allora non può esistere libertà senza liberazione: liberazione dal fascismo, dalle connivenze, dalle speculazioni e dalla pura e semplice stupidità. Per questo nel 2011 è ancora importante festeggiare una ricorrenza che non può e non deve diventare un anniversario mummificato, per questo è importante riempire di contenuti e di protagonismo dal basso; non solo per ricordarci quello che è stato tanto tempo fa ma per ricordarci come fare a farlo. Appuntamenti 23-04 h 17.00 @ cs cantiere militant hip-hop con El General 25-04 h 14.00 corteo @ palestro spezzone antagonista[foto] appello cacciare il rais 25-04 h 18.00 @ pza aquileia 25 aprile anticarcerario 25-04h 19.00 @ corvetto Partigiani in ogni Quartiere appuntamenti a Monza | Brescia Piacenza
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Nucleare? Una Merda radioattiva!
Indymedia Emilia-Romagna , 20-04-2011 - 18:34
Il governo Italiano ha per il momento rinunciato al piano nucleare fino a questo momento sventolato ma non è più possibile rimanere attendere e delegare a politici schizofrenici le sorti della propria vita e del proprio territorio. Il 23 aprile per le strade di Caorso scenderanno in strada collettivi, associazioni e individui per dire no una volta per tutte al nucleare.
La manifestazione organizzata dal Assemblea Permanente Anti-Nucleare incomincerà alle 15:00 da PIAZZA DELLA ROCCA – CAORSO (PC). Leggi il comunicato.
Info sui pulman in partenza da diverse città. Info sulle iniziative future e precedenti al corteo.
Di seguito alcune riflessioni:
Indipendenza Energetica(VIDEO1. e parte di [2])
Spesso si sente dire ai politici, ma anche alle persone comuni, che l'Italia deve ottenere l'indipendenza energetica e che per questo scopo è necessario costruire le centrali nucleari. Secondo questa teoria i reattori sono indispensabili per svincolare l'Italia dalla crisi petrolifera accentuata dalla guerra in Libia ed in generale dalle rivolte nord-africane e medio-orientali.
Dai dati relativi ai consumi energetici dei paesi europei con le centrali nucleari emerge che l'Italia in questo momento consuma meno petrolio di Germania e Francia. Questo dimostra che il meno consumo di petrolio non è condizionato dalla creazione di energia elettrica con il nucleare. L'elettricità infatti non si fa con il petrolio. e L'italia quindi rimarrebbe ancora legata a paesi esteri per l'ottenimento dell'oro nero. Ma non basta.
Per produrre energia con l'atomo sono necessarie una serie di attività ad ora mancanti nel bel paese: - Miniere d'estrazione, per ottenere la materia prima ci si dovrà rivolgere al mercato(ndr. non mi risultano giacimenti in Italia);
- Centri per l'arricchimento, anche questi non presenti. Probabilmente chiederemo alla Francia anche in relazione dell'accordo stipulato tra Sarkozy e Berlusconi;
- Fabbricazione del combustibile, operazione per la quale è necessario fare enormi investimenti ad ora non programmati. Anche in questo caso l'italia dovrebbe rivolgersi all'estero
In definitiva l'Italia rimarrebbe ancora una volta in balia del mercato speculativo e degli altri stati, ma in più avrebbe il problema dell'eliminazione di un gran quantitativo di scorie radioattive, ora prodotte solo in "piccole" quantità con ospedali, studi scientifici e vecchie centrali.[2].[3] "inattive dal referendum".
Sicurezza e controllo o oppressione mortale?
Il governi di tutto il mondo mentono spudoratamente attraverso dichiarazioni pubbliche, scienziati corrotti e la stampa, semplicemente dando interpretazioni ai dati o non cercando il problema dove è da cercare. Alcuni esempi: - Germania: A fine anni '60 si apre la discarica per materiale radiattivo ad Asse nella vecchia miniera di sale. Per il governo è chiaramente sicura: "è lì da 150 mila anni.." (come poteva non esserlo! ndr.). Dopo appena 10 anni entra l'acqua e all'improvviso il deposito non è + sicuro. Nessun paese al mondo è riuscito a trovare un posto dove stoccare il materiale radioattivo in modo efficace e sicuro. Gli stati uniti hanno lavorato su un progetto per decenni ed ora è stato interrotto da Obama.
- In Francia ogni tre giorni avvengono incidenti di basso impatto comunemente chiamati "di entità accettabbili o modeste" come quello successo a Tricastin(Video dal minuto 5). La popolazione lì è informata su tutto, gli abitanti sono sicuri, conoscono bene il protocollo e in caso di emergenza sanno esattamente cosa fare e che medicine assumere. In pratica sanno che devono chiudersi in casa e aspettare ordini. Però, quando il boro venne disperso nell'acqua in qantità superiori alla norma(il governo afferma il contrario ndr.) le persone furono avvertite 12 ore dopo, periodo nel quale normalmente le persone mangiano e bevono
- Quando si parla di catastrofi ambientali in Russia si menziona sempre Chernobyl. In quel caso lo stato evaquò le persone a rischio solo giorni dopo mentre ancora affermava che non stava succedendo niente. Un sacco di enti di ricerca e commissioni internazionali hanno lavorato su quanto successo al fine di ottenere dati e informazioni rilevanti su i problemi a breve e a lungo periodo. Secondo ex-lavoratori del OMS(organizzazione mondiale della sanità) esistono anche problemi riguardanti alla sovraesposizione alle radiazioni, come la modificazione del genoma umano, ma queste informazioni scomode sono state ovviamente tenute nascoste per mantenere alto l'appile delle centrali atomiche.
In Russia però ci sono altri posti ambientalmente distrutti per sempre. Come la città di Mayak e le zone limitrofi. In questa città c'è il + grande deposito di scorie ad'alta pericolosità, nelle quali potrebbero finire anche scorie europee. La città è inaccessibile per gli stranieri ed è completamente militarizzata, i fiumi irrimediabilmente inquinati(intorno al fiume i livelli superano 40 volte quelli normali) e circondati da filo spinato. Le le persone che ci abitano sono perfettamente consce delle loro condizioni di vita e sono completamente rassegnate ad una vita di miseria e lutti. - Non voglio poi fermarmi a parlare del Giappone e della sicurezza delle sue centrali nucleari nuove scintillanti e dell'ultimo modello. Un Isola in mezzo all'oceano sopra una faglia. A poche settimane dall'accaduto sarebbe sparare sui feriti. Le immagini, i video e le testimonianze parlano da sole.
Lo scenario è quindi quello di città e popolazioni oppresse, controllate, ingannate e uccise giorno per giorno in nome del progresso. Il punto sta nell'aggettivo accettabile e nella differenza di interpretazione che se ne può fare.
Per le persone comuni significa 0 morti mentre per i governi un numero di morti accettabili per numero di abitanti. Intorno le centrali nucleari francesi, ad esempio, l'incidenza di tumori è di 4 volte superiori alla norma non solo a causa degli incidenti, ma per le emissioni concordate con il governo per il mantenimento.
Il pianeta dimostra, da ormai diverso tempo, che questo modello economico basato sulla crescita costante ed infinita ma con risorse e spazio limitati non è più possibile. Il nucleare può anche riuscire a soddisfare la continua astinenza da energia elettrica ma non è compatibile con l'ambiente(flora e fauna) che ci ospita da milioni di anni nè è sostenibile per una pacifica convivenza fra tutte le persone presenti sulla terra.
Non c'è più tempo per aspettare!
23 Aprile: Tutti a Caorso contro il nucleare!
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Sul fronte interno: ancora "interventi umanitari"?
Indymedia Liguria , 08-04-2011 - 08:34
Giovedì 14 aprile: presidio itinerante a Genova, ore 17 Piazza Cavour. sabato 16 aprile: corteo a Bologna, ore 15 piazza XX settembre. *****
Le rivolte in nord-Africa - e la caduta temporanea di governi compiacenti con le politiche di contenimento dell'immigrazione - hanno prodotto, com'era prevedibile, l'aumento esponenziale dei flussi migratori. L'ammassamento a Lampedusa di folle di disperati, in assenza di burocrati e frontiere, poteva facilmente essere evitato, ma è tornato evidentemente utile a chi non aspettava altro per creare un ennesimo stato d'emergenza. Intanto il mediterraneo è diventato un cimitero a cielo aperto. Barconi straripanti di profughi continuano ad affondare, mentre le istituzioni minacciano di ricorrere ai respingimenti. Chi riesce ad attraversare il Mediterraneo, dopo una deriva fatta di stenti e sofferenze, si ritrova imprigionato in un limbo di fame e di controllo. Mentre le mura dei moderni lager (C.I.E.) - all'interno dei quali da tempo ormai scoppiano rivolte - non riescono più a contenere i deportati, nuovi centri di accoglienza nascono in tutto il territorio. Oggi sono tendopoli, domani chissà: veementi amministratori locali propongono forti ed ex caserme. A Manduria, nelle campagne pugliesi, ronde razziste pattugliano il territorio. Lì come a Lampedusa la propaganda istituzionale che alimenta l'atmosfera di intolleranza, l'odio xenofobo e la guerra fra poveri, per distogliere l'attenzione dai veri colpevoli del disagio, dal vero problema: lo Stato e l'idea di nazione. leggi tutto
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Senti che caldo che fa
Indymedia Liguria , 25-03-2011 - 19:35
[Aggiornamenti: 27/3/11 [Ge] Contro la vostra guerra, contro la vostra pace _ Solidali coi ribelli al di là del Mediterraneo! | 26/3/11 foto striscione "monumentale"] ***** Giovedì 7 aprile: aperitivo antirazzista, ore 18.30 in via delle Fontane! Domenica 27 marzo: manifestazione a Genova, ore 15 Piazza Caricamento! Martedì 29 marzo: manifestazione nazionale a Roma. ***** Molto è stato scritto sulla rivolta libica, e più in generale sui focolai insurrezionali lungo le sponde del mediterraneo e nel mondo arabo. Le fonti sono varie e rimangono zone d’ombra. Certo la situazione si è caratterizzata per una repressione cruenta di migliaia di ribelli, organizzati per resistere e annientare l’oppressione dei governi e il sistema dittatoriale del Raìs. Il caso libico ha rappresentato il pretesto per l’intervento diretto delle forze militari occidentali contro le truppe lealiste e, “en passant”, i bombardamenti sui civili. In Cirenaica soprattutto, anni di soprusi e giochi di potere non sono riusciti a disgregare il tessuto sociale tribale, dando la possibilità alle rivolte di sfociare in qualcosa di più grande e con prospettive maggiori. Eppure, la possibilità che la guerriglia abbia di fatto sbocchi rivoluzionari è remota, dal momento che l’appoggio internazionale fin da subito è stato offerto proprio da quei governi occidentali che per anni hanno sfruttato e devastato il paese per trarne petrolio, gas o accordi politico-economici. Le borghesie locali, fra cui ex ministri, stanno tentando di riciclarsi da oppositori dell’ultima ora, e i “capi degli insorti” hanno ben presto azzittito le voci contrarie all’ingerenza delle potenze straniere. Non possiamo però liquidare queste esperienze negandone l'importanza storica e l'esempio pratico. La capacità di reazione delle popolazioni sfruttate arabe ci sta dimostrando che sovvertire l'esistente è possibile e necessario. Nell’istanza di libertà di un partigiano non ci può essere l’aspettativa di un cambio di regime (all’occidentale?) bensì la necessità di una gestione diretta della propria vita, di giustizia sociale. Quello che ci testimoniano alcune fonti [1|2] dal marasma di blog e testate giornalistiche di dubbia attendibilità è che, soprattutto a Bengasi, le rappresentanze istituzionali sono state soppresse e la vita dei quartieri liberati è da settimane autogestita dalla popolazione: dalle caserme distrutte sono state distribuite armi agli insorti. Non c’è polizia, i beni di prima necessità vengono condivisi, il lavoro salariato non esiste più e tutti si adoperano per il bene comune e la rivoluzione.
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Revisionismo e fastidio
Indymedia Emilia-Romagna , 15-02-2011 - 14:34
Lo stato, che ogni giorno sdogana cultura fascista attraverso leggi repressive, disinformazione e razzismo, negli ultimi anni ha innescato un processo di revisione della storia mirato a svalutare la figura dell'antifascismo e dei partigiani.
Il "piano" e' quindi quello di estrapolare un evento dal suo contesto originario - 25 anni di atrocita' italiane e naziste e seconda guerra mondiale -e trovare tra le proprie fila teorici e storici simpatizzanti pronti ha dichiarare fatti e numeri ipotetici per poi mirare ad una comparazione tra le "non verificate" atrocita' dei partigiani slavi a quelle perpetuate scientemente e con continuita' da nazisti e fascisti. Nel contempo, attraverso i soliti noti teorici, parte della destra italiana cerca di sminuire il dramma della Shoah e ridimensionare il numero di vittime.
La classica mossa a tenaglia cosi' cara ai fascisti!
Come convincere un popolo smemorato? Diffondendo la storia riscritta attraverso i media e istituendo il 10 febbraio come "giorno del ricordo", al fine di "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe". Le vittime per la maggior parte della stampa nazionale, diventano pero' solo italiane. (VIDEO)
Non basta questo per poter modificare la storia ed ecco che allora la Rai produce una mini serie chiamata "Il cuore nel pozzo", fiction zeppa di errori storeografici (VIDEO) inseriti ad arte per commuovere il pubblico con il solo scopo addolcirlo e plagiarlo per raccontare la propria verita'. Ci sono anche altri errori banali: una donna di Pola canta 'oh sole mio' (nota canzone del nord, ndr.) e i partigiani guidano fuoristrada costruiti nel '51 (siamo tra il 43 e il 45) che fanno pensare che nessuno studio approfondito sia stato fatto, ma si tratti di un "copione" scritto a piu' mani nelle poltrone romane.
Il regista inoltre dichiara a Repubblica, come se possa bastare a giustificare il taglio: "non è un film storico, non nel senso tradizionale del termine come, invece, lo è stato Perlasca. Il cuore nel pozzo racconta una storia INVENTATA, che accade fra la fine della seconda guerra mondiale, con i tedeschi che lasciano la zona d'occupazione italiana che era stata annessa al Reich e l'arrivo dei titini che dilagano fino a Trieste".
Peccato che pero' questa dichiarazione con i suoi accenti non venga trasmessa all'inizio e alla fine di ogni proiezione di questa fiction!
E' in questo clima che FN, dalla cassazione considerabile come fascista e antisemita, e CP, (lo sappiamo che sono merde, ndr.), riescono con l'approvazione o collaborazione del PDL, ma spesso anche con il bene stare dei partiti di centro sinistra, a mettere in atto in Italia una vera propria campagna di revisione storica.
In Emilia Romagna sono stati almeno 3 gli eventi organizzati dai fascisti: uno a Bologna e due a Forli'. Gli antifascisti seppur dovendo affrontare anche la celere e la digos, sono riusciti a far sentire la loro voce fuori dal coro. (Leggi i report dell'iniziativa di Bologna [1] e Forli'). A Parma, da sempre baluardo antifascista, sono invece i collettivi antifa a portare al pubblico una serie di iniziative mirate a raccontare una corretta interpretazione degli avvenimenti. (REPORT).
Consapevoli che, parafrasando George Orwell, chi controlla il passato controlla il futuro e chi controlla il presente controlla il passato, continueremo ad urlare con forza quello che e' stato per far si che non riescano a controllare ne' il presente ne' il futuro.
Ora e sempre resistenza!
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Sciopero
Indymedia Lombardia , 23-01-2011 - 23:34
Quello che forse sfugge in questi giorni è il fatto che Mirafiori rappresenta l'apice di un processo ben più profondo. Non solo Mirafiori, non solo Pomigliano, non solo tutte le conseguenze di questa scellerata distruzione del diritto del lavoro ma anche e soprattutto tutto quello che distrugge senza essere nemmeno visto: il collegato lavoro oppure il prossimo venturo “statuto dei lavori”, ipotetico coronamento di un processo di distruzione di Lavoro e lavoratori ormai più che decennale. Bisogna saper seguire le briciole per capire che tutto questo non è figlio di grandi o piccole crisi, non esistono circostanze neutre che impongono sacrifici, esistono decisori pubblici ed imprenditori, con nome, cognome e terrificanti responsabilità personali che, scientemente, si sono adoperati per rendere l'Italia un paese a basso costo del lavoro. Per capire le origini della crisi sociale non basta considerare la scelleratezza degli industriali, poiché l'enigma non è perché queste persone abbiano scelto un determinato percorso, questa risposta è semplice, distruggere il diritto del lavoro costava meno che reinvestire per competere ad un livello superiore; la domanda reale da farsi è perché e come questo gli è stato reso possibile. La risposta a questa domanda affonda le sue radici in tutto quel variegato e servile mondo che attornia la tavola dei potenti, sindacalisti più o meno gialli, politici più o meno locali, giornalisti più interessati agli scandali sessuali che alla distruzione del concetto stesso di classe lavoratrice, ciascuna di queste persone porta una parte di colpa, perché non si tratta di qualcosa che “è successo” si tratta di qualcosa che è stato coscientemente cercato e di cui oggi si stanno mietendo i frutti. Elencare tutti gli indicatori della disfatta italiana è un esercizio dolorosamente necessario, pur nell impossibilità di rendere conto del tracollo assoluto può essere necessario ricapitolarne alcuni: il 50% delle donne non svolge alcun lavoro, il 25% dei giovani è da considerarsi inattivo, la CIG in deroga è in crescita costante ed inarrestabile, e come se non bastasse alle porte occhieggia la prossima crisi fomentata dagli attacchi speculativi sul debito sovrano europeo. Ora, per tutte queste ragioni, è più che mai importante ribadire la necessità di difendersi a vicenda, ora è importante sapere da che parte stare. Aggiornamenti: apre la casa dello sciopero 28 Gennaio: Blocco in zona Sarca | Corteo partito da Cairoli | Blocchi in viale Sarca e ai cancelli Marcegaglia Appuntamenti: 25-01 h 16.00 Ritrovo atrio aula magna 25-01 h 16.30 assemblea @ scipol aula 4 25-01 h 20.00 concerto @ cavalcavia bussa 27-01 h 18.00 serata in facolta @ scienze politiche 28-01 corteo h 9.00 @ porta venezia 28-01 corteo h 9.30 @ cairoli 28-01 h 9.00 @ pavia Agg.: Occupato un nuovo spazio [1]
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INDYMEDIA NAPOLI 3.0
Indymedia Napoli , 21-01-2011 - 04:35
 21/01/2011 - E' in corso l'aggiornamento del sito ad una nuova versione. La pubblicazione sarà disattivata e verrà riattivata prima possibile.
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