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Ribellarci è giusto!
Indymedia Liguria , 08-02-2010 - 23:32
Una sera dei primi d’agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di Identificazione ed Esplusione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all’aiuto di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi. Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell’occasione Joy, Hellen e altre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente. In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre. Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell’ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro. In seguito al processo, alcuni/e migranti, tra cui Joy ed Hellen, vengono condannati a 6 mesi di carcere; altri a 9 mesi. La data della scarcerazione per Joy e le altre si avvicina – il 12 febbraio prossimo – ma nel frattempo un evento tragico rende evidente il rischio che le ragazze corrono: venire di nuovo rinchiuse in un Cie. A portare alla luce questo rischio è il suicidio di uno dei migranti condannati in quel processo, Mohammed El Abouby, nel carcere di San Vittore. leggi tutto
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TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA
Indymedia Lombardia , 08-02-2010 - 09:32

In piazza il 20 febbraio a Milano - a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con Euskal Herria - ci saranno, riunite in un unico corteo, le bandiere dei popoli del mondo in lotta per la propria libertà e indipendenza: le bandiere del popolo basco, che da anni subisce, come in un laboratorio di sperimentazione, la “guerra sporca” con la sparizione e l'omicidio di numerosi militanti, oltre ad arresti preventivi, violenti attacchi ai cortei, deportazione in carceri a migliaia di km da casa, messa fuorilegge di partiti della sinistra, organizzazioni sociali, giovanili, /a> e chiusura di organi di informazione. le bandiere del popolo kurdo al quale viene tolta, con l'illegalizzazione di ogni struttura politica, la possibilità di una presenza politica organizzata sul territorio. Il popolo kurdo rivendicherà, inoltre, con forza, la libertà per il proprio leader storico Ocalan, da più di 10 anni detenuto dell'isola-prigione di İmralı. le bandiere dei diversi popoli del Sudamerica che hanno aperto una strada di rilevanza epocale con la rivendicazione di un nuovo cammino bolivariano che imponga indipendenza e libertà all'ingombrante e oppressiva presenza del gigante imperialista statunitense e dei suoi governi fantoccio le bandiere del popolo palestinese che, ad un anno dal genocidio sionista di Gaza, saranno il segno di chi non si piega all'oppressione sionista e che resisterà e resiste, pagando prezzi altissimi in sangue e vite umane. - L'appello del corteo con le ultime adesioni Il programma dele iniziative - lombarde - nazionali Appuntamento per il corteo MILANO - Sabato 20 febbraio 2010 ore 15.00 - Piazza Cordusio
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A Napoli qualcuno non dimentica. Assemblea della Rete Antifascista Nazionale
Indymedia Napoli , 04-02-2010 - 19:31
La storia di questa città da qualcuno è stata dimenticata in fretta. Strano che Napoli, che s'è distinta per spirito di libertà e di accoglienza nel corso della sua storia, sia oggi teatro di rappresaglie da parte di gruppi dichiaratamente (neo)fascisti. Il 3 febbraio l'ultima aggressione a due ragazzi a Materdei, quartiere che ha vissuto gli anni della resistenza in prima linea e che oggi si ritrova a dover respingere, ancora una volta, l'incursione fascista giunta finanche ad occupare l'ex convento di salita San Raffaele, a cui è seguita la risposta immediata della città. La mobilitazione della Rete antifascista napoletana ha portato poi all' occupazione dell'ex scuola Schipa, non molto distante dal convento. Sono seguite, quindi, una serie di manifestazioni pubbliche per sensibilizzare la cittadinanza tutta sul tema, che ha partecipato in massa alle varie iniziative messe in campo dalla Rete, che hanno portato così allo sgombero dell'ex-convento. La violenza dell'HMO s'è manifestata quindi attraverso una serie di atti intimidatori e aggressioni nei confronti di chi s'è schierato contro questo "fascismo del terzo millennio" e nei confronti del movimento Lgbt. Il tutto sentendosi forti dell'appoggio di esponenti delle istituzioni ( di destra ) e di alcuni organi di (dis)informazione. In seguito a questi eventi ancora più amara ci sembra la scomparsa di Vincenzo Leone, uno dei testimoni più lucidi dell'antifascismo napoletano. L'anniversario dei 40 anni dalla strage di Piazza Fontana, unito a un clima in Italia che si fa sempre più pesante, ha portato alla costruzione di una Rete Antifascista Nazionale che si riunirà, non a caso, a Napoli il 6 e 7 Febbraio. Al centro del dibattito: - Come rispondere alla campagna revisionista da anni in corso nel nostro paese - Costruzione di una rete nazionale di coordinamento e solidarietà militante - Costruzione di un dibattito nazionale che sia in grado di inquadrare in termini più ampi il fenomeno razzista e xenofobo Napoli: sabato 6 febbraio ore 15.00 - domenica 7 febbraio ore 10.30 Presso il centro culturale "la città del sole", vico S.Giuseppe Maffei a S. Gregorio Armeno n. 18
Vedi anche: http://www.12dicembre.net/ Le ftr: - Verso le Quattro giornate di Napoli - Piazza Fontana, la verità sotto il tappeto... Da quarant'anni leggi tutto
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L'antirazzismo papale
Indymedia Roma , 15-01-2010 - 19:33
Nonostante gli accorati appelli all'antirazzismo e alla non-violenza che il papa ha fatto nei giorni scorsi sui fatti di Rosarno, nei fatti non sembra essere particolarmente vicino a chi ha bisogno. Infatti la tendopoli che da quasi un mese presidia l’assessorato alla casa del comune di Roma in attesa delle risposte necessarie per risolvere l’emergenza degli sfratti e delle persone in attesa di casa popolare rischia di essere rimossa dalle forze dell’ordine con il pretesto della visita del Papa alla Sinagoga che avverrà domenica 17 gennaio. Contro questa eventualità i movimenti di lotta per il diritto all’abitare, dopo aver scritto al Vaticano per invitarlo a prendere le distanze da questa strumentalizzazione della visita del Pontefice hanno indetto una CONFERENZA STAMPA e ad un PRESIDIO AD OLTRANZA per SABATO 16 GENNAIO DALLE ORE 14,30 ancora sotto l’ASSESSORATO ALLA CASA DEL COMUNE DI ROMA in lungotevere De' Cenci.
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Fuga da 'Ndranghetown
Indymedia Roma , 11-01-2010 - 14:34
Governo e 'ndrangheta trovano "la quadra". Si inizia spremendo per anni decine di migliaia di schiavi negri nella piana di Gioia, lasciandoli sgobbare per pochi euro. Così facendo si mantengono costi bassi, competitività sui mercati e lauti profitti. Poi, quando non c'è più nulla da spremere, si alza il livello di tensione, provocando gli schiavi con un'ulteriore impennata di sfruttamento e violenza. Alla prima umana reazione si possono finalmente sciogliere i cani, soffiando sull'intolleranza favorita dalla crisi e da politiche razziste, puntellate ad arte da media compiacenti. Qualche schioppettata e una generosa dose di bastonate a condire il tutto ed ecco che miracolosamente gli schiavi si offrono al boia, prendendo per vere le sue promesse di protezione e rispetto dei diritti umani. Soddisfatto del risultato ottenuto, il boia si rimangia la parola e i clandestini possono tranquillamente essere deportati, applicando alla lettera le ultime pelose direttive in tema di immigrazione. Mentre le varie istituzioni si rimpallano le responsabilità davanti all'opinione pubblica, la 'ndrangheta si lecca i baffi e prende due piccioni con una fava. Ci guadagna subito, evitando di esborsare le misere paghe degli schiavi fuggitivi e si appresta a gestire la prossima ondata di disperati con un maggiore potere contrattuale, amaro frutto della paura. Il pranzo è servito!
E come se non bastasse la rivolta dei migranti di Rosarno arrivano le cariche al presidio di solidarietà di sabato 10. Cosa vorrà riferire martedì 12 gennaio, alle 17, il Ministro dell'Interno Roberto Maroni sui fatti di Rosarno nell'Aula del Senato? E soprattutto come coniugherà l'antirazzismo espresso in merito alle questioni calcistiche e le politiche razziste che sta invece mettendo in atto? Intanto le proteste delle migranti e dei migranti non si fermano, dallo sciopero dei consumi alla moltiplicazione di appuntamenti e presidi in tutta Italia. Appuntamenti: - Martedì 19 sotto la Prefettura in p.zza Santi Apostoli, con i migranti di Rosarno, contro la Bossi-Fini e contro Maroni, il razzismo e lo sfruttamento (ore 16) - Domenica 24 gennaio al de Lollis occupato alle 11, assemblea nazionale per costruire lo sciopero dei migranti e delle migranti del primo marzo. Aggiornamenti: - 11/01/2010
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Il giorno del giudizio. Tutti assolti per l'autoriduzione all'Ipercoop
Indymedia Napoli , 09-01-2010 - 23:33
**Ftr aggiornata il 14 gennaio** Tutti assolti gli imputati per la riduzione all'Ipercoop Il 12 gennaio c'è stata la sentenza di appello per i nove attivisti che parteciparono nel 2005 all’iniziativa di autoriduzione dei prezzi dei generi di prima necessità all’Ipercoop di Afragola in provincia di Napoli. In primo grado la sentenza fu di 3 anni e 4 mesi più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Alle nove sotto il Tribunale di Napoli si è svolto un presidio organizzato dai movimenti sociali napoletani e nel pomeriggio una carovana di solidarietà si dirigerà ad Afragola partendo da piazza Carlo III. La sentenza per tutti gli imputati è stata l'assoluzione perchè "il fatto non sussiste". A Torino lo stesso giorno comincia invece il processo contro gli studenti dell’Onda arrestati nella scorsa estate in seguito alle mobilitazioni contro il G8 dell’Università tenutosi nel capoluogo piemontese nel maggio 2009, tra di loro c'è anche Egidio, un compagno napoletano. Gli studenti hanno lanciato una giornata di mobilitazione in occasione dell’avvio del processo. Come se non bastasse il 12 gennaio è prevista l’udienza preliminare per Luca T. attivista italiano arrestato a Copenhagen ed in carcere dal 14 dicembre scorso insieme a diversi esponenti della rete CJA climate justice action che erano in Danimarca per protestare contro il Cop 15. leggi tutto
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Contro gli sgomberi e la repressione
Indymedia Napoli , 18-12-2009 - 14:33
In risposta agli attacchi delle istituzioni e dei media contro tutte le realtà occupate ed autogestite, sabato 19 a Torino si terrà un corteo per dire basta a chi confonde la "sicurezza" con la "militarizzazione del territorio", democrazia e libertà con i Centri di Identificazione ed Espulsione; per ribadire alla giunta comunale che Torino non diventerà un luogo in cui sperimentare metodi repressivi e per difendere la libertà di esprimere dissenso. Negli ultimi giorni si sono susseguite "prove di forza" da parte delle forze dell'ordine. Un passo avanti in vista della soluzione finale tanto desiderata dall’asse Chiamparino-Lega-Pdl. "Dobbiamo tornare in possesso degli spazi occupati, ma in modo graduale e progressivo, per non creare tensioni", dicono. C'è chi non è d'accordo. E si da appuntamento alle 14:00 a Porta Susa, respingendo al mittente la singolare procedura della questura che "prescrive" ai manifestanti un percorso diverso da quello comunicato, deviando il passaggio del corteo su un itinerario che si limita solo alla periferia di Torino e che non appartiene a nessuno dei ben 3 percorsi alternativi che gli organizzatori avevano proposto. leggi tutto
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Piazza Fontana, 40 anni dopo questo ricordo è una bomba
Indymedia Lombardia , 14-12-2009 - 23:33
Dalla strategia della tensione alla strategia della paura. Quarant'anni dopo il dolore per la strage di piazza Fontana è inquinato anche dalla decisione "incomprensibile" di blindare lo spiazzo di fronte alla Banca milanese in cui esplose la madre di tutte le bombe. Qualcuno voleva evitare che si contaminasse la commemorazione ufficiale con il corteo di diecimila milanesi che aveva girato attorno al luogo simbolo della strategia del terrore che vide apparati dello Stato e neofascisti uniti contro l'insorgenza sociale più significativa della storia repubblicana, l'Autunno Caldo. Il mancato riconoscimento di quel nesso e l'esclusione del ricordo di Pinelli dalla cerimonia ha fatto scaturire un appello ampio per una manifestazione alternativa promossa da Rifondazione e Pdci con centri sociali, associazioni e comitati di memoria, Sinistra Critica, Cantiere ecc. Il percorso del corteo da Piazza Missori ha fatto tappa davanti alla lapide di Saverio Saltarelli, ucciso da un candelotto lacrimogeno nel corso di violente cariche della polizia solo un anno dopo la strage, e i monumenti di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, in Piazza Santo Stefano, militanti antifascisti caduti a Milano nell'Aprile 1975. Tutti figli di quelle bombe. Quanto poco senso avessero le transenne difese da decine di uomini in assetto di guerra era evidente dai fischi che hanno coperto i rappresentanti istituzionali - Moratti, Potestà, Formigoni - da dentro e da fuori la piazza. I tafferugli su cui titolano frenetiche le agenzie si riducono a una manganellata stampata col tonfa da un maresciallo dell'Arma sulla schiena di un manifestante ignaro e pacifico. Il corteo ha gridato «Vergogna!», «Libertà!», reclamava con forza che sparissero dalla vista «gli assassini di Carlo Giuliani e di Stefano Cucchi». Questo gridava il corteo mentre i militari esagitati soffiavano nelle radio e roteavano i tonfa. Quando le autorità alzano i tacchi i blindati si trovano incastrati per un istante tra i manifestanti di dentro e quelli di fuori. E' un attimo, la ritirata si compie senza spargimento di ulteriore vergogna. Si canta "Bella ciao", sembra una festa. Sembra. «Se le transenne servivano davvero a impedire una manifestazione, ebbene sono contrario. Il dissenso nasce da quarant'anni di mancata verità», dice a Liberazione Fortunato Zinni, uno dei bancari di allora scampato per caso al tritolo di Ordine Nuovo. Oggi è sindaco a Bresso. Il corteo è riuscito, chi se l'aspettava tutta questa gente, tre generazioni. Ma a nessuno sfugge che siano tre generazione sconfitte, almeno in apparenza o stando alle evidenze processuali. Quarant'anni dopo mancano i nomi dei killer e dei mandanti. «Non sono riusciti a fare quello che volevano (la torsione autoritaria o proprio un golpe) - dice Roberto Giudici della Fiom - ma hanno condizionato il Pci e spinto settori di estrema sinistra alla lotta armata». Giudici, al tempo, era tra i compagni di Varalli e Zibecchi nel Movimento Studentesco. In testa al corteo Paolo Ferrero ricorda che «ha vinto chi deviava: il premier è uno della P2 che adopera come manuale il piano Gelli. La memoria è terreno di battaglia politica». E Milano «è ormai una città simbolo per il revisionismo, sia per quanto riguarda il 25 aprile che per le stragi e gli anni ‘70», aggiunge Saverio Ferrari, uno dei promotori del corteo e del lavoro di inchiesta sullo squadrismo. Tra le parole d'ordine del corteo quella della riapertura delle indagini sulla strage: «Le nuove testimonianze, scaturite dal processo in corso per la strage di Brescia, forniscono elementi decisivi per una nuova inchiesta - continua Ferrari - manca solo la volontà della Procura». Il riferimento è alle ammissioni di un ordinovista, Casalini, intimo di Freda, e all'annuncio del generale dei servizi, Maletti, di voler fare i nomi di chi è stato e di chi sa quando, entro un paio di mesi sarà sentito a sua volta per la strage di Piazza della Loggia. «E c'è una terza persona di cui non si può ancora fare il nome», continua Ferrari mentre il corteo incrocia il presidio degli anarchici e del Vittoria occupato. Il titolo di questo pezzo lo fornisce la Compagnia degli Stracci, teatranti di Cinisello che da 15 anni mettono in scena testimonianze su Piazza Fontana. C'è tanta Rifondazione, con molti dirigenti (da Rinaldi a Rocchi, da Patta a Nicotra e Boghetta) e parecchia base. Abbassano l'età media i giovani comunisti, i ragazzi del Cantiere, gli studenti "antifa" e le compagne femministe. Loro l'unico viola che si vede nel corteo, lo adoperano per colorarsi il viso. Haidi e Giuliano Giuliani, la sorella di Iaio, la mamma di Dax sfilano con i genitori di Roberto Garro, uno dei tanti soldati caduti in tempo di pace, «una strage ignorata». «Oltre alla richiesta di una giustizia che ancora non c'è, questo corteo parla all'oggi - dice Piero Maestri di Sinistra critica - perché è contro l'omofobia, il razzismo e la ripresa dell'iniziativa neofascista sui territori». Lo striscione di testa è quello di sempre: "La strage è di Stato" e segna, dice Vittorio Agnoletto, «la capacità dei movimenti, oggi come allora, di smascherare le verità ufficiali». Ci sono gli anarchici del Ponte della Ghisolfa e lo striscione "Adesso basta", retto da Franco Calamida e altri ex di Avanguardia Operaia e Movimento Studentesco che non hanno mai smesso di fare politica. Si sono rimessi insieme per una battaglia culturale in difesa della Costituzione, per le dimissioni di Berlusconi, il sostegno ai metalmeccanici e il contrasto alla Lega. A fianco alle lapidi che ricordano la morte di Giuseppe Pinelli ne spunta una nuova per ricordare i morti in carcere. La strategia della tensione s'è fatta "liquida" come la società. Sugli striscioni richiami alle lotte contro il pacchetto sicurezza, come a Napoli dove hanno sfilato in 700 da Piazza del Gesù sotto i palazzi istituzionali denunciando abusi e violenze contro le immigrate in attesa di espulsione nel Cie di via Corelli. In via Medina, sotto la sede dell'ex-commissariato ai rifiuti, un gruppo di attivisti ha attaccato uno striscione accendendo fumogeni verdi, per denunciare la politica degli inceneritori e solidarizzare con le manifestazioni di Copenaghen cui partecipano circa 50 attivisti napoletani e nelle quali già ieri si registravano cariche e centinaia di fermi. Grottesche le polemiche bipartisan sui fischi. Ancor più la "bomba" di La Russa: «L'unica certezza su quegli anni è l'estraneità del Msi». Ne è sicuro ministro?
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Piazza Fontana:a quarant'anni dalla strage di stato
Indymedia Lombardia , 09-12-2009 - 23:32
E' il 12 dicembre 1969 quando una bomba per mano fascista esplode nella banca nazionale dell'agricoltura in Piazza Fontana a Milano causando 17 morti. Una strage impunita, una strategia della tensione messa in atto dall'estrema destra con l'aiuto dei servizi segreti che causò l'arresto di 84 persone innocenti solo a Milano e della morte di Giuseppe Pinelli, ucciso defenestrato dalla questura di Milano il 16 dicembre. Ii colpevoli verranno prosciolti dalle accuse di omicidio volontario e colposo nel 1975. Una strage di Stato in cui a distanza di anni ancora si cerca di calare il silenzio sui veri mandanti. Nel 2004 i tre nazifascisti condannati all'ergastolo per la strage sono stati assolti. Ma questo non basta evidentemente perché nel 2006 il comune di Milano decide di assolvere unilateralmente la questura di Milano,sostituendo nottetempo la targa in memoria di Pinelli, l'anarchico non sarebbe più stato "Ucciso" ma sarebbe "morto innocente", una disgrazia e non più una responsabilità precisa di chi lo aveva in custodia. Riaprire le indagini su Piazza Fontana è un dovere per le vittime ancora senza giustizia, per quanti ancora dopo 40 anni chiedono ancora un'unica cosa. Verità su Piazza Fontana. Aggiornamentii: [1] [2] [3] [4] [4] [5] [6] [7] [8] Appuntamenti: - 10-12 h 21.30 @ arci anomaliae Piazza Fontana Do You Remember? - 11-12 h 9.30 @ pza Cairoli corteo studenti e lavoratori - 12-12 h 15.00 @ pza. Missori corteo [1] - 11-12 h 22.00 @ cs Cantiere Hc night aspettando il 12 - 12-12 h 15.00 @ via Larga Piazza anticapitalista - 12-12 h 19.00 @ Telos iniziativa di memoria - 13-12 h 20.30 @ teatro della cooperativa Yu Kung in concerto - 14-12 h 21.00 @ Micene serata per ricordare pinelli - 15-12 h 20.45 @ teatro della cooperativa spettacolo per Pinelli Appelli/comunicati: Oss. Antifascista - corsari - retescuole - Alla Milano che ama la libertà - partigiani in ogni quartiere - CSA Vittoria - Rete napoletana contro il fascismo - varie realtà - FAI - proletari comunisti milano
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Rabbia Antifascista
Indymedia Abruzzo , 27-11-2009 - 21:31
antifascismo militante Nicola Tommasoli 29 anni morto il 5 maggio dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio. A scatenare tutto è la richiesta di una sigaretta alla quale Nicola risponde negativamente, i tre amici proseguono andando via, ma alle loro spalle, parte l'aggressione. Tutto ciò sembrerebbe abbastanza assurdo e surreale se non fosse per il fatto che è accaduto a Verona, italica città perbene, tristemente nota per l'acceso spirito nazifascista che anima innumerevoli aggressioni ai diversi e che convive tollerante con i bonehead nazisti del Veneto Fronte Skinhead. E se non fosse che il ragazzo fermato era già noto alle forze dell’ordine come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio. Nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone, in prevalenza bonehead, per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona. I componenti della gang erano apparentemente degli insospettabili: figli di professionisti e operai. Molti erano ultrà dell’Hellas Verona.
Sarà questo felice contesto a portare ad argute dichiarazioni sia il questore di Verona, Vincenzo Stingone, che dichiara: “Il pestaggio non e' avvenuto per motivi politici ma per motivi futili” che il P.M. il quale ha confermato che il pestaggio e' scattato per colpa di quella sigaretta chiesta e negata. Oppure sarà la volontà di sminuire quei noti metodi squadristi, connaturati ai fascisti, quella che porta gli odierni neofascisti in doppio petto e dall'alto delle poltrone, a far fare penose figure al Sindaco Tosi che si è da sempre distinto per le sue posizioni a dir poco al limite dell'anticostituzionale e che partecipa alle mobilitazione dei suoi amici bonehead che viene condannato in 2° grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 € nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso «un’innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio», come da motivazione del tribunale, che in un primo momento ha richiesto “pene esemplari”, per poi invece minimizzare quando e’ risultata inconfutabile l’apparteneza politica degli aggressori. Il giovane picchiatore infatti risulta essere legato agli ambienti di Forza Nuova la quale credendo che per salvarsi la faccia bastasse nascondersi dietro alla condanna di “un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova” si scoprono il didietro. Infatti il legale dell'aggressore è Roberto Bussinello candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni nonchè rappresentante legale nazionale di FN. Ma non poteva mancare un'altra brillante autorevole analisi della situazione quella di Gianfranco Fini che sempre per depistare i fragili intelletti si pronuncia dicendo di non riuscire, sinceramente, a vedere motivi politici nell'accaduto. Assume invece posizioni dure mostrandosi indignato nei confronti dei folli terroristi anarchici che hanno bruciato la bandiera d'israele al salone del Libro di Torino, di cui lo stato sionista ne è l'ospite d'onore. comunicati: * raccolta di comunicati su ecn.org/antifa * al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi. * comunicato e audio sulla manifestazione di Verona * lettera aperta comitato madri per Roma Città Aperta * a proposito di Verona: comunicato anarchici veronesi * strappare le radici dell'odio: comunicato cdc-fai * il tempo delle parole è finito: antifascisti/e veronesi * comunicato Verona 17 maggio: gruppi anarchici e libertari di roma * sull'omicidio di Nicola. la storia di tutti noi: loa acrobax * assemblea aperta cittadina - Verona
approfondimenti: * chi fabbrica i fascisti? * responsabilità morali della sinistra * Roberto Bussinello: chi è il legale dei fascisti?
appuntamenti: * 9/5/2008 - Roma: antifà a piazza Trilussa * info per la partenza da Roma // verona17maggio.noblogs.org - info e aggiornamenti sulla manifestazione
Rassegna stampa: * raccolte di articoli: 1 - 2 - 3 - 4
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Ora indy è un'agenzia? Il Giornale, Indymedia e il sesso
Indymedia Emilia-Romagna , 27-11-2009 - 21:31
Notiamo che un post senza firma e senza fonte, pubblicato su indymedia, viene citato dal Giornale [ 1 | 2 ] (poi ripreso da Repubblica, Corriere, Unità) come possibile fonte della notizia su un presunto video di sesso tra la Mussolini e Fiore. Vi chiederete: il Giornale chi? L'autorevole quotidiano delle minacce targate BR autospedite? Quello diretto da Vittorio Feltri [ 1 | 2 ] ? Esatto. A questo giornale, e al suo simpatico direttore diciamo: Indymedia tutta, utenti e amministratori del sito, ha cose un pò più serie da seguire. E' molto facile sfruttare l'open pubblishing per pubblicare sciocchezze a cui dare parvenza di verità. Tanto più che per proteggere la privacy non conserviamo i log di chi accede al sito. Chi vive questo media sa bene come funziona e non si lascia ingannare da un post senza firma, senza fonte e senza alcun riscontro, che chiunque può avere pubblicato con i più disparati intenti: satira, disinformazione, ecc. leggi tutto
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Independent Media Fest - Tre Giorni di Media Indipendenti
Indymedia Napoli , 24-11-2009 - 15:57
A Napoli, dal 2 al 4 Dicembre, al Terzo Piano Autogestito della facoltà di Architettura, si terrà una tre giorni di confronto e formazione organizzata da diversi progetti che si occupano di comunicazione "dal basso". Lo scopo dell'incontro è di valorizzare le energie di tutt* quelli che negli ultimi anni hanno partecipato a progetti di informazione indipendente e che spesso si sono incrociati, camminando su strade vicine e parallele. Nel corso degli ultimi anni, e ancora di più negli ultimi tempi, risulta sempre più chiaro quale possa essere il ruolo dei media indipendenti: quello di fornire una lettura diversa dei fatti, liberi da influenze istituzionali, ricatti editoriali e quanto inquina i media mainstream. Nella consapevolezza dell'importanza del ruolo dell'informazione indipendente, la tre giorni è un momento per mettere insieme energie e conoscenze, per superare la frammentazione dei diversi progetti e dei movimenti ad essi sottesi. Un momento per ritrovare nuovi entusiasmi a fronte delle ondate repressive, dei problemi tecnici, delle divisioni interne e della mancanza cronica di fondi che talvolta investono queste esperienze. Tre giorni di informazione e confronto tra radio, telestreet, carta stampata e diverse individualità per rilanciare l'informazione indipendente nei nostri territori leggi tutto
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Uomini che odiano le donne
Indymedia Liguria , 24-11-2009 - 10:12
***** Aggiornamento: Il presidio del 25 novembre per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne convocato fuori dalla stazione di Cadorna a Milano è stato caricato. Il presidio era una delle iniziative lanciate dalle compagne all'interno dell'appello Noi non siamo complici! per sensibilizzare rispetto a quello che succede alle donne immigrate dentro e fuori i CIE. Il presidio aveva riunito varie realtà femministe e antirazziste. Alcune donne hanno aperto uno striscione con scritto "Nei centri di detenzione per gli immigrati la polizia stupra". Immediata la reazione della polizia che al rifiuto delle compagne di ritirare lo striscione carica violentemente il presidio. Varie contuse/i. Solidarietà alle compagne e ai compagni milanesi More info: [1] [2] [3] Video della carica ***** 25 NOVEMBRE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE La violenza sulle donne ne è, secondo i dati ONU, la prima causa di morte. La violenza sulle donne è agita per lo più da amici, conoscenti, parenti, fidanzati, mariti, ex. La percentuale di violenze sessuali subite da sconosciuti e in strada è molto bassa. leggi tutto
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Uccidere impunemente
Indymedia Liguria , 20-11-2009 - 10:46
Il 6 novembre dell’anno scorso moriva Farid Aoufi, precipitato dal terzo piano della caserma dei carabinieri di piazza Fossatello, nel pieno centro di Genova. Algerino, sposato con un’italiana, era accusato di furto di una valigia da dentro una macchina. Secondo le testimonianze dei Carabinieri, avrebbe approfittato di un momento di distrazione dei presenti nella stanza dove aveva firmato il verbale per alzarsi, aprire la finestra, salire sul davanzale e, sempre con le manette ai polsi, lanciarsi in un tentativo di fuga. Un tentativo di fuga da una finestra posta a dieci metri d'altezza dalla strada! Una via di fuga alquanto improbabile soprattutto per chi come lui era già stato in quei locali e li conosceva bene. Farid era stato arrestato già altre volte e non era il tipo che si fa prendere dal panico e che tenta il suicidio. Per noi Farid quella sera è stato ammazzato. Il 26 luglio 2008 moriva nel carcere di Marassi Manuel Eliantonio: un altro suicidio, ovviamente. leggi tutto
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Specialmente sorvegliati
Indymedia Liguria , 17-11-2009 - 16:26
*** Assemblea pubblica venerdì 27 novembre alle ore 17 a Balbi4, aula M. Clicca qui per il volantino. *** "...Quello che noi tutti possiamo essere, quello che possiamo fare e quello che potremmo cambiare, la nostra capacità di resistenza e di offensiva, insomma la nostra forza sociale, ecco, questo dipende da noi tutti, dalla nostra determinazione e dal nostro coraggio, dalla nostra rabbia e dal nostro amore..." Da una lettera aperta di un avvisato "insuscettibile di ravvedimento". Sorveglianza speciale sembrerebbe, probabilmente è già, il titolo di uno dei film che l'industria dei sogni americana sforna serialmente. Quel che è certo è che si tratta anche di un vecchio strumento della democrazia italiana, in uso dai tempi della “guerra fredda” e rispolverato recentemente dagli apparati dell'attuale regime porno-mediatico berlusconiano. leggi tutto
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Comportamenti corretti
Indymedia Lombardia , 01-11-2009 - 09:36
"Non ho strumenti per dire come sono andate le cose, ma sono certo del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione". Questa semplice frase accompagna l' ennesimo morto di carcere (146 solo quest' anno) e nella sue ingenua brutalità è il miglior rivelatore di quanto succede nelle patrie galere. Uccidere un ragazzo spezzandogli il coccige e rompendogli la testa non rappresenta una indicibile bestialità ma ordinaria amministrazione “comportamento corretto” appunto. D' altronde di esempi simili è lastricata la storia recente: Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi, Riccardo Rasman, Stefano Frapporti, Manuel Eliantonio, non anomalie ma il modo usuale di gestire le cose quando l' impunità è garantita, certamente alcuni protesteranno, altri forse scenderanno in piazza ma, alla fine, nella migliore delle ipotesi la teoria delle “mele marce” salverà la faccia sia alle istituzioni che agli indignati. Di ordinaria amministrazione poi si può parlare anche per tutte quelle sentenze burla che travestono omicidi da incidenti ed assicurano la permanenza in servizio degli assassini, certamente ai problemi della galera non si risponde con anni di galera ma se la gravità delle sentenze definisce la gravità del fatto ne dobbiamo dedurre che un omicidio in divisa è poco più grave di una scritta su un muro Aggiornamenti un altro morto in cella a Parma:Giuseppe Saladino Links - Rassegna stampa [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] video: [1] - Le foto dell'autopsia - Dossier Uccisi di carcere 2008 -Documentazione sanitaria completa - Lettera di un ex detenuto
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Di carcere si muore
Indymedia Roma , 30-10-2009 - 20:31
 A Roma un'altra persona è morta di carcere. Stefano Cucchi, arrestato per un modesto quantitativo d’erba la notte tra il 16 e il 17 ottobre, è morto dopo una settimana in un carcere in cui non si sarebbe nemmeno dovuto trovare. Già alla prima udienza del processo per direttissima i genitori avevano notato segni sul suo volto e dopo il ricovero al Pertini per un presunto mal di schiena, Stefano è stato trovato morto. Non è la prima volta che le cosiddette forze dell’ordine hanno ucciso. Sono tristemente note le storie di Sorin, Niki, Aldo e delle numerose altre persone morte di carcere o durante un fermo violento. E per chi vive, la situazione non è rosea, se persino Alfano è riuscito a dichiarare che la situazione è fuori dalla costituzione. Ma forse il problema è che è proprio il carcere a non funzionare.
Ascolta le corrispondenze di Radio Onda Rossa [1 - 2] Altre informazioni: Rassegna stampa 01.11.09 - Pestaggi quotidiani in carcere - 8 morti solo in ottobre *Appuntamenti* - giovedi 5/11 ore 12 volantinaggio al Pertini. - giovedi 5/11 ore 18 assemblea cittadina al forte prenestino. - sabato 7/11 ore 15 corteo parco acquedotto alessandrino altezza via torpignattara. Morti in carcere: 1200 persone morte in 7 anni, a cura dell’associazione Papillon; Sul dossier "Morire di Carcere" dall'associazione Ristretti orizzonti.
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Global Forum, 17 marzo 2001. Noi ricordiamo ancora...
Indymedia Napoli , 29-10-2009 - 16:09
**Aggiornamento 23gennaio** [ Comunicato dei Centri sociali Napoletani ] Rassegna stampa: [ Condannati per sequestro di persona nella caserma Raniero ] [ Napoli, abusi sui no-global ] Noi resistiamo ancora, noi manifestiamo ancora, nonostante il tempo che passa, ricordiamo ancora e continueremo a mantenere intatta la nostra memoria! Passano gli anni, si susseguono le manifestazioni, e con loro gli arresti, le perquisizioni e tutti gli atti del copione "Repressione" che oramai abbiamo imparato a conoscere bene. Dopo arrivano i processi, dove la storia, quello che davvero è successo in piazza, quello che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, viene messo alla sbarra, e così, dopo 8 anni, si aggiungono ancora capitoli alla lunga storia iniziata il 17 Marzo 2001 a Piazza Municipio, con la manifestazione contro il Global Forum. Continuare a ricordare è un dovere per chi in piazza c'era e per chi, col passare degli anni, ne ha raccolto l'eredità. Il corteo che arriva di fronte la Zona Rossa, i primi scontri e poi le forze dell'ordine che chiudono la piazza caricando quelli che in piazza erano riusciti ad arrivare e inseguendo, in una lunga caccia all'uomo, quelli che nella piazza non erano neanche riusciti ad entrare. La giornata si concluse con 85 manifestanti portati nella caserma Raniero e sottoposti a trattamenti che abbiamo visto ripetersi anche a Genova pochi mesi dopo. Quattro anni dopo 31 poliziotti furono rimandati a giudizio e oggi, dopo otto anni, si e' conclusa la prima fase del dibattimento che li vede accusati, tra l'altro, di sequestro di persona. Molti dei reati per i quali questi 31 rappresentati delle forze dell'ordine sono accusati, cadranno in prescrizione, ma non e' questo quello che ci interessa, non e' con gli anni di galera che misuriamo quanto la giustizia sia "giusta", non e' nei tribunali che noi giudichiamo le nostre azioni, le nostre idee, la nostra storia. Questo lo lasciamo fare ai PM, agli avvocati, ai giudici. Quello che dobbiamo fare e' ricordare, tenere vivo il ricordo, tenere in movimento quell'ingranaggio collettivo che e' la nostra memoria. Il nostro compito, il nostro dovere, e' ricordare cosa accadde in Piazza Municipio e nella Raniero il 17 marzo 2001, cosa accadde a Genova in piazza, nella Diaz e a Bolzaneto, il 20 e il 21 luglio dello stesso anno. Per le forze dell'ordine il tempo e' un alleato: le gente dimentica, la forza delle prime manifestazioni va svanendo. Tutta la solidarietà raccolta diventa sempre minore col passare degli anni, ed e' li' che loro colpiscono. In questi giorni si sono conclusi anche altri due processi. Il 7 Ottobre Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola sono stati assolti dall'accusa di "aver indotto alla falsa testimonianza" l'ex questore di Genova, Colucci, per i fatti relativi al massacro della scuola Diaz. A soli due giorni di distanza, il 9 Ottobre, davanti ai giudici stavolta ci sono i manifestanti (25) che sono stati accusati degli scontri di piazza del 20 luglio del 2001 e qui, ancora una volta, la storia e' stata ridisegnata. Dei 25 manifestanti 14 sono stati prosciolti per prescrizioni o assoluzioni, mentre per 11 manifestanti il conto presentato e' di quasi 100 anni di carcere. I 15 manifestanti prosciolti erano accusati dei fatti commessi relativamente alla manifestazione che nel primo pomeriggio del 20 Luglio muove dallo stadio Carlini e punta verso la zona rossa, mentre gli 11 giudicati colpevoli appartengono, secondo il teorema accusatorio, ai Black Block. La divisione creata dai giudici e' chiara. La conclusione di questo processo ha sancito due verità: quella della piazza e quella dell'ordine costituito. I manifestanti che erano nel "corteo del Carlini" sono stati giudicati innocenti non perche' lo stato gli ha riconosciuto il naturale e innegabile diritto di manifestare, ma perche' quel corteo (che portò tra l'altro alla morte di Carlo Giuliani) fu attaccato indiscriminatamente dalla forze dell'ordine e perche' anche i giudici si sono visti costretti a definire la carica di via Tolemaide "illegittima". Di fronte a questo, continuare nel processo di queste persone avrebbe portato inevitabilmente a nuove e pesantissime accuse contro le forze dell'ordine. Per gli 11 "Black Block" invece e' tutta un'altra storia, i giudici li hanno piazzati in un luogo fuori dal tempo e non in quella Genova dove per 3 giorni i piu' elementari diritti umani sono stati ignorati, e per questo le pene a loro inflitte sono state addirittura aumentate rispetto alla prima sentenza del giudice. Insomma, sono loro che dovranno pagare sulla loro pelle quello che e' stato "Genova2001". Ma noi ricordiamo che non eravamo solo in 11 quei giorni a Genova! Noi ricordiamo che eravamo molti di più! Ricordiamo che anche se le manifestazioni erano molte, lo spirito che le muoveva era, ed è ancora, solo uno! Noi ricordiamo cosa abbiamo vissuto a Napoli e Genova, nelle strade,nelle piazze, nelle caserme e finanche nelle camere degli ospedali. Non saranno certo i processi a stabilire cosa, della nostra memoria, sia vero oppure no! leggi tutto
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Sciopero Generale.
Indymedia Lombardia , 21-10-2009 - 08:32
Se volessimo una conferma del totale fallimento delle politiche di "gestione della crisi" non avremmo che da guardare ai dati: il tasso di disccupazione europea è al 9,6% 7,4 in Italia, l' Inps afferma di aver liquidato circa un milione di domande di disoccupazione nel periodo agosto 2008 e luglio 2009, il che implicherebbe un aumento del 52,% rispetto all'anno precedente, a questo sarebbe da affiancare un aumento del 222% della cassa integrazione. Appuntamenti: - Milano 23 ottobre h9.00 @ pza Cairoli | spezzone autorganizzato contro la speculazione edilizia - Roma 23 ottobre h 14.30 @ pza Repubblica leggi tutto
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Manifestazione nazionale antirazzista: Roma - 17 Ottobre 2009
Indymedia Emilia-Romagna , 14-10-2009 - 08:35
 Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.
Appello per una manifestazione antirazzista il 17 ottobre
+ Guarda il [VIDEO] schiaccia il razzismo. leggi tutto
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Indifesi, Poveri; Piccoli Coniglietti Fascisti!
Indymedia Emilia-Romagna , 04-10-2009 - 18:35

Incredibile come negli ultimi tempi i fascisti a braccetto con gli alleati in doppio petto, riescano mezzo stampa, a ribaltare qualsiasi evento ponendo l'accento su quanto cattivi siano gli "estremisti di sinistra" e quanto invece democratici siano loro, piu' comunemente chiamati carogne. Si perche' i piccoli poveri indifesi, coniglietti fascisti (PICF) hanno un arma potentissima, piu' potente dei banali manganelli: LA FACCIA DA CULO. Alcune volte questa tremenda arma la sfoggiano in modo subdolo e invisibile sfruttando l'oliata macchina parastatale nazionale e quasi non ce se ne accorge. In altri casi tutto e' cosi' palese che nemmeno l'organo chiamato "ministero della verita'"(cit.) riesce a cancellare/modificare ed insabbiare gli eventi. Ad esempio partiamo da Roma luogo dove, Casa "fascista" Pound il cui leader violento condannato 4 anni per aggressione, e' coccolata dall'alleato Alemanno, che ricordiamo porta una croce celtica come collanina; sindaco di Roma e unico capo supremo dei suoi elettori che dopo aver saputo della vittoria ben schierati sugli scalini del campidoglio si esibivano con degli infami saluti romani (FOTO). leggi tutto
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L'accoglienza
Indymedia Lombardia , 16-08-2009 - 14:34
Oggi in via Corelli si festeggia con uno sciopero della fame, portato avanti da diverse settimane a staffetta in tutta Italia dai reclusi dei vari centri di “accoglienza”, si tratta di uno sciopero resosi necessario come ultima disperata protesta contro il prolungamento dei termini di custodia fino a 180 giorni. 180 giorni chiusi in strutture che, diversamente da quanto racconta la propaganda xenofoba rinchiudono persone innocenti; uomini e donne colpevoli di non avere i documenti in regola, spesso malati o bisognosi di cure che vengono spesso negate con esiti anche drammatici. Le istituzioni che governano questi lager (polizia, amministrazioni locali, croce rossa, cooperative più o meno rosse, e ovviamente preti) essendo notoriamente di buon cuore hanno risposto alla protesta nell'unico modo che conoscono, col manganello. Risultato di tutta questa accoglienza meneghina sono decine di ospedalizzati (senza particolari distinzioni di sesso) e 14 arrestati per la solita buffonesca trafila di reati quali resistenza lesioni etc etc: in pratica arrestati perché rompevano i coglioni. Da segnalare inoltre la presenza dei militari a questo allegro carosello, cosi giusto per chiarire cosa implichi il concetto di “sicurezza”, non scenette idilliache di quartieri riconquistati dai “nostri ragazzi”, ma teste rotte, idranti contro persone, tortura, deportazioni. Tutto questo in una zona esentata da qualsiasi controllo o vigilanza democratica, peggio di una galera, solo i conniventi vengono ammessi perché nessuno rovini l'accoglienza. La cosa tragica è che stiamo parlando ancora del meno peggio, non è nei cpt/cie che l'accoglienza tricolore rivela il suo volto migliore, ma è nel centro del mare che, già gonfio dei corpi di oltre ottantamila migranti viene ora solcato da motovedette intente a respingere i barconi dei migranti, verso le coste dell'”amico” gheddafi che, dietro lauto compenso, si impegna a sfoltirne le fila con metodi che di democratico non hanno nemmeno l'apparenza visto che contemplano le deportazioni nel deserto. Ovviamente tutto questo nel più assoluto silenzio dei mezzi di informazione. Aggiornamenti: - Cronaca di una settimana - 9 novembre: aggiornamenti sui processi in corso [1] [2] - 6 settembre: sangue a Milano Appuntamenti: 17 novembre: dalle ore 9 aula I direttissime, ingr. via S.Barnaba per il processo 14 novembre: ore 14.00 presidio sotto San Vittore Continua Approfondimenti/Comunicati: - Post dal newswire: Da Corelli [1] [2] [3] Da Torino [1] [2] [3] [3] Da Bari Palese [1] - Testimonianze da Roma Ponte Galeria [1] [2] [3] [4] - in fuga dal Cie di Brindisi - Soprusi a Gradisca [1] [2] video - Comunicato detenuti Corelli - Comunicato Antirazzista Milano - Ascolta gli aggiornamenti audio su Macerie
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Vacanze all'italiana
Indymedia Roma , 06-08-2009 - 09:08
 Come ogni anno l'estate e il caldo rendono i politici insofferenti e annoiati e si cercano parole d'ordine per superare la calura estiva, prima di fare un salto al prossimo party a Villa Certosa. Quest'anno vince l'originalità, col tema della "sicurezza". I pericolosi obiettivi sensibili che il migliaio di militari incaricati di pattugliare le nostre città saranno tenuti a colpire sono: lavavetri, venditori e venditrici ambulanti, prostitute. Si conferma ovviamente per questo la presenza di militari nelle città, nonostante nel giugno 2008 il ministro della Difesa la Russa avesse spergiurato che l'esperimento sarebbe andato avanti al massimo per un anno. Forse ciò accade perchè per rimpinguare le casse statali e comunali, qualche multa è necessario farla (solo a Roma sono state multate mille prostitute, a fronte di soli 53 clienti), o perchè in nome della sicurezza si punta sulla detenzione, delle immigrate e degli immigrati, che spesso vedono esasperarsi situazioni come quelle del ricatto psicologico della tratta in maniera esponenziale, così come di cittadine e cittadini italiani, promuovendo la costruzione di carceri nuove, ma non basterebbe ascoltare le richieste delle detenute e dei detenuti? menomale che ogni tanto qualcuno viene scarcerato! Ma gli obiettivi sensibili non finiscono qua, se, sempre per ovviare ai problemi dovuti alla calura, si passa il tempo improvvisando blitz militari in centri sociali, alla ricerca di clandestin*, o se per contrastare la noia pomeridiana si caricano presidi per il diritto all'abitare pieni di famiglie...ma poi loro non erano quelli che la difendevano, la famiglia?
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rioccupazione e risgombero boccaccio 27/06/09
Indymedia Lombardia , 22-07-2009 - 03:31
Il 27/06/09 rinasce FOA Boccaccio, a riprova del fatto che lo sgombero di sei mesi fa non è riuscito a creare quel deserto sociale auspicato da governanti e speculatori. La nuova sede è in via lecco 92 a Monza presso l' ex cinema Apollo. Questa scelta non è stata casuale e rispecchia fedelmente l’intento di colmare un profondo vuoto culturale cittadino nell’offerta di spazi e contesti aperti ai giovani (e non solo) La prima serata di inaugurazione ha accolto centinaia di ragazzi e ragazze di Monza e Brianza a festeggiare la riapertura del Boccaccio, di cui in tanti sentivano la mancanza. Uno spazio autogestito aperto con l’obiettivo di lavorare con continuità sul territorio costituisce di fatto una grande opportunità per chi sta soffocando in questa Brianza in cui si cerca di sedare ogni voce “fuori dal coro” Promuovere cultura, socialità libera, antifascismo e antirazzismo, autogestione costituisce certamente a Monza una voce di dissenso nel panorama politico locale, sempre più connotato da chiusura mentale e da spinte repressive. Aggiornamenti: Sgomberato il Boccaccio Presidio permanente antisgombero dall 01/07 Comunicati:[1] Appuntamenti: - Sabato 11 luglio: Corteo a Monza Concentramento ore 15 piazza castello (Monza) - concerto hc spostato al telos Link: http://boccaccio.noblogs.org - http://www.inventati.org/boccaccio/
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La risacca
Indymedia Napoli , 15-07-2009 - 03:33
Egidio e gli altri arrestati son stati scarcerati! Che l’Onda non si sarebbe arrestata lo sapevamo un po’ tutt* e pure che i tentativi di arrestarla sarebbero stati molti. Il passaggio dall’ipotesi ai fatti arriva però con straordinario tempismo. All’indomani del G8 dell’Aquila, dopo ben due mesi dagli scontri di Torino per il "G8 University Summit", scatta l’emissione di 21 ordinanze di custodia cautelare per l'inchiesta "Rewind" del giudice Caselli, eseguite con 12 arresti in tutta Italia. Nel clima di repressione che ha accompagnato i giorni del G8, e che ha visto anche Roma teatro di molte intimidazioni e fermi, questi fatti assumono una duplice gravità: materiale e simbolica. leggi tutto
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L'onda non si arresta
Indymedia Piemonte , 07-07-2009 - 03:30
Lunedì 6 luglio la Procura di Torino ha emesso 21 ordinanze di custodia cautelare che sono state eseguite con 12 arresti a Torino, 2 a Padova, 4 a Bologna, e uno a l'Aquila. La motivazione di questo atto repressivo alla vigilia del vertice del G8 a l'Aquila viene ricondotto dalla Procura, agli scontri che accaddero alla fine del corteo contro il G8 University Summit, il 19 maggio scorso a Torino. L'operazione, denominata "Rewind", giunge in seguito agli arresti di Ale e Domenico avvenuti durante il vertice e ha portato a trentacinque perquisizioni in case private e centri sociali, fra cui l'Askatasuna. L'ipotesi di reato riguarda violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata, lesioni personali aggravate e violenza privata.
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Aldro, 4 anni dopo
Indymedia Roma , 19-06-2009 - 14:25
Dopo quasi 4 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il 30 giugno arriverà la sentenza per i 4 agenti PS imputati per omicidio colposo. Sono serviti 2 anni di processo, 26 udienze, le dimissioni di un pm ed il trasferimento del questore di Ferrara, Elio Graziani, che aveva compromesso l'immagine della polizia a Ferrara con una condotta tesa ad insabbiare la morte di Aldro, un'altra indagine parallela nei confronti della questura ferrarese per depistaggio, per formulare l'accusa di "omicidio colposo". Per l'accusa Federico è morto a causa delle percosse subite (tra cui diversi traumi gravi e probabilmente mortali a livello cardiaco) e della posizione, ammanettato con la faccia a terra, fattagli assumere dai poliziotti, che ignorarono le sue richieste di aiuto continuando a colpirlo mentre era già inerme. Queste circostanze sono confermate, oltre che dalle diverse perizie autoptiche, che escludono per l'altro la droga come causa del decesso, sopratutto nelle perizie fatte dopo gli esami tossicologici, [foto], da diversi testimoni, in particolare da una donna, che dal suo balcone ha visto gli agenti accanirsi contro Federico e dalle registrazioni delle conversazioni radio tra autopattuglie e questura, rimaste a lungo chiuse in una cassaforte al pari di diversi tamponi del sangue di Federico, rimasti per oltre due anni chiusi dentro un frigo della scientifica. La linea difensiva dei quattro imputati, tutti attualmente in servizio, sia con incarichi amministrativi che di pattuglia, invece continua a puntare sulla vecchia, e oramai falsificata, versione: Federico, in preda a raptus violenti dovuti alle droghe, avrebbe dato in escandescenze in strada, cagionando, così, l'intervento della PS che, una volta giunta con due pattuglie, sarebbe stata aggredita dallo stesso Aldro, il quale poi sarebbe collassato senza più riprendersi durante la collutazione. Ma oramai l'evidenza è venuta a galla: Aldro è stato ucciso per strada da quattro poliziotti intervenuti in base a non si quali fatti e che si sono sentiti legittimati ad aggredire e a pestare a morte un diciottenne.
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Hackit 0x0C
Indymedia Lombardia , 17-06-2009 - 14:58
Smanettoni, nerd, tecnofili, cyber activist, inventori, geek, creatori, manipolatori e soprattutto hacker! Tenetevi pronti! Quest'anno Hackmeeting, l'incontro annuale degli hacker italiani si tiene a Milano. E per l'occasione, si apre, si allarga, cambia dimensione, si spinge, come ci si aspetta dai pirati, ad estendere i propri territori oltre agli orizzonti concessi Giunto alla dodicesima edizione, nel suo percorso ha coinvolto tutte le realtà della penisola (ogni anno si è tenuto in una città diversa, da Palermo a Torino), con l'obiettivo di affascinare quanti vedono la tecnologia con occhio curioso e giocoso. Ma non solo. Hackmeeting infatti si inoltra anche in campi che vanno oltre l'informatica, per arrivare alla sociologia, psicologia, arte, ecologia,antisessismo, cucina.... Durante il Warm up (9-18 giugno) Hackmeeting entra nelle università per far innamorare ricercatori, filosofi e poeti, perché la cultura hacker non ha saputo limitarsi alla scheda, al chip, al cavo coassiale, ma si è spinta a pretendere di superare i limiti, quelli imposti dal mercato, dal controllo, dalla sicurezza, dal tentativo di rendere tutto uniforme, dalle costrizioni che uccidono l'evoluzione del pensiero,senza barriere determinate dalla mentalita' del profitto Hackmeeting vuol dire seminari gratuiti sulle piu svariate tecnologie e su molti altri argomenti, in cui tutti sono liberi di parlare e scambiare sapere; presentando qualcosa che sanno fare in uno spirito di libero scambio e con la consapevolezza che la condivisione e la libera circolazione delle informazioni sia la sola ricetta per sconfiggere paura e ingiustizia. Torna poi nel meeting vero e proprio (19-21 giugno) alla Fornace occupata di Rho, per coltivare le proprie radici, le uniche che possano generare nuovi tentacoli e abbracciare il futuro. Non a caso Hackmeeting torna a Milano; una citta che sembra perseguire il cosciente soffocamento di ogni spazio di relazione orizzontale, e che rappresenta la punta di diamante della disinformazione mediatica, hackmeeting torna a milano perché ora come mai e in questa citta più che in altre ce bisogno non di semplici smanettoni ma di hackers e pirati, persone non disposte a rinunciare al piacere della creatività ed alla gioia della condivisione della conoscenza, qualunque conoscenza. Appuntamenti: -17 giugno ecohacking @ torchiera -18 giugno p2p economies @ scienze politiche -19 20 21 giugno hackmeeting @ sos fornace - Come arrivare Rassegna stampa: [1] [2]
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Ale e Domenico liberi subito
Indymedia Lombardia , 21-05-2009 - 08:31
Alla fine la riunione dei baroni ha preteso il suo tributo, affinché i padri padroni delle università di mezzo mondo potessero spartirsi la torta c'era la necessita di arrestare due studenti, arresti che chiudono la giornata del 19 maggio come un monumento all'arroganza di un potere che necessita di militarizzare una città per fare bella mostra di se stesso. Cosa si siano detti nel loro meraviglioso castello lo ignoriamo, sappiamo pero che la loro chiacchierata è costata la libertà di due ragazzi che non erano disposti a lasciare che altri decidessero del loro futuro. Domattina (21) Alessandro e Domenico compariranno di fronte al giudice per la convalida dell'arresto quelle che seguono sono le testimonianze di solidarietà e le iniziative a sostegno da parte di amici, compagni, complici e solidali. leggi tutto
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