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italy imc , 25.01.2010 01:13
**Aggiornamento 23gennaio** [ Comunicato dei Centri sociali Napoletani ] Rassegna stampa: [ Condannati per sequestro di persona nella caserma Raniero ] [ Napoli, abusi sui no-global ]
Noi resistiamo ancora, noi manifestiamo ancora, nonostante il tempo che passa, ricordiamo ancora e continueremo a mantenere intatta la nostra memoria! Passano gli anni, si susseguono le manifestazioni, e con loro gli arresti, le perquisizioni e tutti gli atti del copione "Repressione" che oramai abbiamo imparato a conoscere bene. Dopo arrivano i processi, dove la storia, quello che davvero è successo in piazza, quello che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, viene messo alla sbarra, e così, dopo 8 anni, si aggiungono ancora capitoli alla lunga storia iniziata il 17 Marzo 2001 a Piazza Municipio, con la manifestazione contro il Global Forum.
Continuare a ricordare è un dovere per chi in piazza c'era e per chi, col passare degli anni, ne ha raccolto l'eredità. Il corteo che arriva di fronte la Zona Rossa, i primi scontri e poi le forze dell'ordine che chiudono la piazza caricando quelli che in piazza erano riusciti ad arrivare e inseguendo, in una lunga caccia all'uomo, quelli che nella piazza non erano neanche riusciti ad entrare. La giornata si concluse con 85 manifestanti portati nella caserma Raniero e sottoposti a trattamenti che abbiamo visto ripetersi anche a Genova pochi mesi dopo. Quattro anni dopo 31 poliziotti furono rimandati a giudizio e oggi, dopo otto anni, si e' conclusa la prima fase del dibattimento che li vede accusati, tra l'altro, di sequestro di persona. Molti dei reati per i quali questi 31 rappresentati delle forze dell'ordine sono accusati, cadranno in prescrizione, ma non e' questo quello che ci interessa, non e' con gli anni di galera che misuriamo quanto la giustizia sia "giusta", non e' nei tribunali che noi giudichiamo le nostre azioni, le nostre idee, la nostra storia. Questo lo lasciamo fare ai PM, agli avvocati, ai giudici. Quello che dobbiamo fare e' ricordare, tenere vivo il ricordo, tenere in movimento quell'ingranaggio collettivo che e' la nostra memoria. Il nostro compito, il nostro dovere, e' ricordare cosa accadde in Piazza Municipio e nella Raniero il 17 marzo 2001, cosa accadde a Genova in piazza, nella Diaz e a Bolzaneto, il 20 e il 21 luglio dello stesso anno. Per le forze dell'ordine il tempo e' un alleato: le gente dimentica, la forza delle prime manifestazioni va svanendo. Tutta la solidarietà raccolta diventa sempre minore col passare degli anni, ed e' li' che loro colpiscono.
In questi giorni si sono conclusi anche altri due processi. Il 7 Ottobre Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola sono stati assolti dall'accusa di "aver indotto alla falsa testimonianza" l'ex questore di Genova, Colucci, per i fatti relativi al massacro della scuola Diaz. A soli due giorni di distanza, il 9 Ottobre, davanti ai giudici stavolta ci sono i manifestanti (25) che sono stati accusati degli scontri di piazza del 20 luglio del 2001 e qui, ancora una volta, la storia e' stata ridisegnata. Dei 25 manifestanti 14 sono stati prosciolti per prescrizioni o assoluzioni, mentre per 11 manifestanti il conto presentato e' di quasi 100 anni di carcere. I 15 manifestanti prosciolti erano accusati dei fatti commessi relativamente alla manifestazione che nel primo pomeriggio del 20 Luglio muove dallo stadio Carlini e punta verso la zona rossa, mentre gli 11 giudicati colpevoli appartengono, secondo il teorema accusatorio, ai Black Bloc. La divisione creata dai giudici e' chiara. La conclusione di questo processo ha sancito due verità: quella della piazza e quella dell'ordine costituito. I manifestanti che erano nel "corteo del Carlini" sono stati giudicati innocenti non perche' lo stato gli ha riconosciuto il naturale e innegabile diritto di manifestare, ma perche' quel corteo (che portò tra l'altro alla morte di Carlo Giuliani) fu attaccato indiscriminatamente dalla forze dell'ordine e perche' anche i giudici si sono visti costretti a definire la carica di via Tolemaide "illegittima". Di fronte a questo, continuare nel processo di queste persone avrebbe portato inevitabilmente a nuove e pesantissime accuse contro le forze dell'ordine. Per gli 11 "Black Block" invece e' tutta un'altra storia, i giudici li hanno piazzati in un luogo fuori dal tempo e non in quella Genova dove per 3 giorni i piu' elementari diritti umani sono stati ignorati, e per questo le pene a loro inflitte sono state addirittura aumentate rispetto alla prima sentenza del giudice. Insomma, sono loro che dovranno pagare sullaloro pelle quello che e' stato "Genova2001". Ma noi ricordiamo che non eravamo solo in 11 quei giorni a Genova! Noi ricordiamo che eravamo molti di più! Ricordiamo che anche se le manifestazioni erano molte, lo spirito che le muoveva era, ed è ancora, solo uno! Noi ricordiamo cosa abbiamo vissuto a Napoli e Genova, nelle strade,nelle piazze, nelle caserme e finanche nelle camere degli ospedali. Non saranno certo i processi a stabilire cosa, della nostra memoria, sia vero oppure no!
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