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Indymedia Roma , 15.02.2009 11:31
80 anni fa il concordato tra Vaticano e governo di Mussolini Nella vicenda di Eluana Englaro dei giorni scorsi si è visto il tentativo accanito, da parte del Vaticano e dei partiti politici più conniventi con esso, di imporre a tutto il paese la propria rigida visione della vita come un qualcosa da difendere ad ogni costo, anche quando si tratta di una condizione artificiale, passando sopra la volontà dei singoli individui. Atteggiamento assai ipocrita dal momento che il Vaticano e soprattutto i cattolicissimi politicanti del centro destra partecipano attivamente alla distruzione della vita (vite vere) di uomini donne e bambini ad esempio appoggiando la politica di guerra dell'Italia in Afganistan e altrove. L'ennesima ingerenza della Chiesa nelle vita pubblica avviene mentre ricorre l'ottantesimo anniversario dei Patti Lateranensi, l'accordo dell'11 febbraio 1929 tra Pio XI e Mussolini con cui venne sancita l'alleanza tra stato italiano e Chiesa cattolica. Fu quell'accordo a sancire una serie di privilegi anche economici che perdurano tuttora. In sintesi il Vaticano otteneva il riconoscimento di stato sovrano, l'esenzione dalle tasse sia per i cittadini che per le proprietà; l'esenzione dai dazi sulle merci d'importazione; l'immunità e altri vantaggi per i diplomatici; l'instaurazione dell'insegnamento religioso in tutte le scuole medie superiori statali e soprattutto il pagamento degli stipendi ai preti, la cosiddetta “congrua”, rivalutata annualmente. Dal 1935 in poi e per tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale le finanze vaticane erano così ricche che lo stesso Mussolini ricorse a un prestito per sostenere la guerra in Etiopia. Inoltre il Vaticano deteneva pacchetti azionari nelle principali industrie italiane, fra le quali le Officine Reggiane, la Breda, il comparto aeronautico e altre fabbriche di armi. Il governo "socialista" di Bettino Craxi con la legge 222 del 1985 istituì l'8 per mille. Secondo i dati del 2007 la Chiesa cattolica (o meglio la CEI) con il solo 8 per mille incassa UN MILIARDO DI EURO all'anno, di cui il 20% va in opere di carità e il restante 80 per cento rimane nelle sue casse, e vengono ovviamente investite, ma le aziende in cui ci sono le partecipazioni azionarie sono tenute molto segrete. Inoltre lo Stato paga 950 milioni di euro per 22.000 insegnanti di religione nominati dalla Curia e 700 milioni per convenzioni con scuola e sanità. Nella dichiarazione dei redditi meno del 41% delle persone fa la scelta di devolvere l'8 per mille dell’IRPEF a una chiesa o allo Stato (precisamente il 36,7% sceglie la Chiesa cattolica, il 3,16 lo Stato, quote inferiori le altre chiese); ma i soldi di chi non ha fatto la scelta (perchè non d'accordo a finanziare nessuno di questi soggetti), vengono egualmente devoluti nella stessa proporzione, per cui la Chiesa Cattolica riceve il 90% del totale stanziato. Libertà di pensiero per tutti, ma CHI VUOLE UN DIO SE LO PREGHI E SOPRATTUTTO SE LO PAGHI! Circolo Internazionalista – via Baveno 23 (zona Parella) – Torino riunioni tutti i lunedi alle 18 volantino_no_vat_per_14_febbr_09.doc
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