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Indymedia Italia , 09.02.2009 18:41
In Italia una ventata di razzismo e xenofobia soffia violentemente. Il freddo della ragione che lo accompagna si sente forte e chiaro. Basta mettere insieme i fatti. Le proteste di Lampedusa; immigrati quotidianamente aggrediti con futili motivi, fino ad essere incendiati per provare un’emozione forte; il clamore di alcune violenze sessuali che – sebbene in generale siano fatti di cronaca ordinaria nel nostro belpaese e molto spesso opera dei nostri bei compaesani - saltano alla ribalta solo se opera di cittadini non italiani. I governanti italici – ricalcando toni fascisti con un lessico neanche troppo rinnovato - invocano la sicurezza, chiedono piu' CPT, piu' carceri e piu' repressione. Si succedono dichiarazioni al limite dell'assurdo, prontamente assimilate da quella stessa cultura razzista, xenofoba ed estremamente violenta che contribuiscono ad alimentare. Ma anche il passaggio dalle parole ai fatti non si fa arrendere ed è così rapido da permettere di avallare anche i provvedimenti che ledono quelli che in uno stato civile dovrebbero essere diritti minimi per tutt*, come quello alla salute, per cominciare. Nel clima di paura che monta incalzante, le reazioni dei cittadini medi contro il nemico quotidiano di turno, offerto dai media mainstream come un perfetto “pane e circo” a distrarre (anche) dallo smantellamento di uno stato di diritto in corso, restano le più agghiaccianti, in ogni loro pratica: ronde di quartiere, difese a mano armataoltre ai consueti insulti razziali di cui quasi assuefatti non ci si indigna neanche più.
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