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Indymedia Lombardia , 13.10.2008 16:02
Sabato una donna di 24 anni proveniente dalla Nigeria è morta a Bari travolta da un’auto mentre fuggiva da una retata «anti-prostituzione». Occorre un’indagine sulle responsabilità delle forze dell’ordine. Noi lavoratrici e lavoratori del sesso, chiediamo che si apra un’indagine sull’operato di quelle Forze dell’Ordine che durante una retata si sono resi “complici” della morte di una giovane donna di 24 anni sulla tangenziale di Bari. James Loveth, una delle tante giovani che dalla Nigeria approdano nel nostro Paese in cerca di una vita migliore, è stata stroncata da un incidente stradale. Vogliamo sottolineare che non è la prima volta che succede un simile fatto a Bari.Come si colpiscono i pirati della strada si deve anche colpire chi provoca questi incidenti, infatti vi è un concorso di colpa nel mettere in pericolo la vita di una persona fra chi la insegue e chi la investe. Forse Loveth non era una prostituta per libera scelta, forse era una vittima del traffico di esseri umani, o forse era semplicemente una perseguitata in fuga dalla miseria e dalla schiavitù. Chiunque fosse è stata trattata come un animale da braccare e cacciare, solo così si spiega la sua reazione imprudente e fatale dettata dalla paura. Noi dubitiamo che a questo incidente abbiano contribuito i metodi ormai al limite di una vera “caccia alla prostituta” che sono in uso alle varie forze di polizia da quando il Governo ha deciso di fare pulizia delle strade. Denunciamo che il decreto sicurezza di Maroni e la propaganda fatta per promuovere il ddl di Carfagna / Alfano hanno creato un clima di “caccia alla prostituta” con la caccia alle trans e alle lucciole sia da parte delle polizie che da parte di gente comune che compiono atti di violenza gratuita. Donne trascinate in cella (nella civile Parma!) , trans picchiate nei CPT (Milano), trans inseguite e consegnate alla volante (Roma), lucciole inseguite dalle auto della polizia come in un rodeo un po’ ovunque, arresti e detenzioni nei CPT o espulsioni e rimpatrio con i trafficanti.Una lista che si allunga ogni giorno di violenze che neanche sempre vengono denunciate.La tanto declamata lotta allo sfruttamento e l’aiuto alle vittime della Ministra si traduce così in pratica, nell’uccisione, o con un po’ di fortuna nella riconsegna nelle mani dei trafficanti delle vittime. BASTA queste sono politiche criminali, sono violazioni dei diritti umani. Faremo un libro bianco di quanto sta avvenendo e lo invieremo alle Organizzazioni Umanitarie e alle sedi internazionali per denunciare gli abusi e le violazioni che vengono commessi e promossi dallo Stato Italiano contro le vittime della tratta e contro le persone prostitute. Pia Covre Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
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