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    <title>the rebel</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45878</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://asperimenti.noblogs.org/post/2012/05/15/il-ribelle/&quot; title=&quot;http://asperimenti.noblogs.org/post/2012/05/15/il-ribelle/&quot;&gt;http://asperimenti.noblogs.org/post/2012/05/15/il-ribelle/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il documentario di Giancarlo Bocchi ricostruisce l’appassionante biografia di Guido Picelli la cui epopea non è ricostruita tramite la classica forma d’intervista, ma tramite l’assemblaggio di materiali di repertorio come fotografie, giornali, lettere e filmati d’epoca che opportunamente risonorizzati, vengono accompagnati dalla voce narrante di Valerio Mastrandrea e di Francesco Pannoffio, il quale interpreta la voce di Picelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro di documentazione, che come forma di rappresentazione predilige quella visuale a quella scritta, è frutto di intense ricerche d’archivio sia in Europa che negli Stati Uniti e ha reso possibile il ritrovamento di pellicole inedite e documenti segreti. Il linguaggio così ottenuto, pur risultando epico, mira a creare una biografia che tramite parole ed immagini rende giustizia ad un rivoluzionario poco conosciuto, estraneo alle strategie e alle tattiche di partito, espressione di un sentimento popolare di rivolta sia nei confronti del fascismo mussoliniano che nel comunismo stalinista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più uomo d’azione che teorico, praticò a Parma quello che era stato teorizzato come fronte unico popolare, fondendo negli Arditi del Popolo le forze proletarie che andavano dagli anarchici ai popolari e, senza aspettare le direttive dei partiti si opposero, vincendo, alla spedizione guidata prima da Farinacci e successivamente da Balbo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guido Picelli nasce nel 1889 nella Parma ...&lt;br /&gt;
Il documentario di Giancarlo Bocchi ricostruisce l’appassionante biografia di Guido Picelli la cui epopea non è ricostruita tramite la classica forma d’intervista, ma tramite l’assemblaggio di materiali di repertorio come fotografie, giornali, lettere e filmati d’epoca che opportunamente risonorizzati, vengono accompagnati dalla voce narrante di Valerio Mastrandrea e di Francesco Pannoffio, il quale interpreta la voce di Picelli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lavoro di documentazione, che come forma di rappresentazione predilige quella visuale a quella scritta, è frutto di intense ricerche d’archivio sia in Europa che negli Stati Uniti e ha reso possibile il ritrovamento di pellicole inedite e documenti segreti. Il linguaggio così ottenuto, pur risultando epico, mira a creare una biografia che tramite parole ed immagini rende giustizia ad un rivoluzionario poco conosciuto, estraneo alle strategie e alle tattiche di partito, espressione di un sentimento popolare di rivolta sia nei confronti del fascismo mussoliniano che nel comunismo stalinista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più uomo d’azione che teorico, praticò a Parma quello che era stato teorizzato come fronte unico popolare, fondendo negli Arditi del Popolo le forze proletarie che andavano dagli anarchici ai popolari e, senza aspettare le direttive dei partiti si opposero, vincendo, alla spedizione guidata prima da Farinacci e successivamente da Balbo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guido Picelli nasce nel 1889 nella Parma&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:58:40 +0000</pubDate>
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    <title>Sull&#039;attentato al dirigente Ansaldo</title>
    <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/9759</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#039;Times New Roman&#039;; font-size: 18pt; mso-fareast-font-family: &#039;Times New Roman&#039;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La classe del proletariato, oggi ancora incapace di porsi sul terreno della lotta di classe, mentre subisce direttamente le conseguenze del dispotismo economico e sociale esercitato dalla borghesia, dovr&amp;agrave; indirizzare la sua azione di lotta verso la comunanza di interessi di classe, coi metodi e i mezzi della lotta di classe e non con i metodi della violenza individuale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:35:30 +0000</pubDate>
 <dc:creator>PCint</dc:creator>
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    <title>Sull&#039;attentato al dirigente Ansaldo</title>
    <link>http://calabria.indymedia.org/article/6252</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &#039;Times New Roman&#039;; font-size: 18pt; mso-fareast-font-family: &#039;Times New Roman&#039;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La classe del proletariato, oggi ancora incapace di porsi sul terreno della lotta di classe, mentre subisce direttamente le conseguenze del dispotismo economico e sociale esercitato dalla borghesia, dovr&amp;agrave; indirizzare la sua azione di lotta verso la comunanza di interessi di classe, coi metodi e i mezzi della lotta di classe e non con i metodi della violenza individuale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:33:34 +0000</pubDate>
 <dc:creator>PCint</dc:creator>
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    <title>Sull&#039;attentato al dirigente Ansaldo</title>
    <link>http://piemonte.indymedia.org/article/14999</link>
    <description>La classe del proletariato, oggi ancora incapace di porsi sul terreno della lotta di classe, mentre subisce direttamente le conseguenze del dispotismo economico e sociale esercitato dalla borghesia, dovrÃ  indirizzare la sua azione di lotta verso la comunanza di interessi di classe, coi metodi e i mezzi della lotta di classe e non con i metodi della violenza individuale&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:24:43 +0000</pubDate>
 <dc:creator>PCint</dc:creator>
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    <title>Sull&#039;attentato al dirigente Ansaldo</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45877</link>
    <description>&lt;p&gt;La classe del proletariato, oggi ancora incapace di porsi sul terreno della lotta di classe, mentre subisce direttamente le conseguenze del dispotismo economico e sociale esercitato dalla borghesia, dovrà indirizzare la sua azione di lotta verso la comunanza di interessi di classe, coi metodi e i mezzi della lotta di classe e non con i metodi della violenza individuale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 7 maggio scorso l’amministratore delegato di Ansaldo nucleare, a Genova, è stato gambizzato da un “commando” che solo qualche giorno dopo si è saputo di quale organizzazione faceva parte e con quale motivazione aveva svolto la sua azione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All’inizio, le forze di sicurezza e di intelligence, e i media, hanno tenuto aperte diverse ipotesi: la pista terroristica legata in qualche modo alle vecchie BR, la pista degli anarchici insurrezionalisti già autori in tempi recenti di invii di “lettere esplosive” e di “pacchi bomba” (in verità incapaci di comportare danni alle persone) e la posta cosiddetta “commerciale”, ossia legata agli affari economici in cui l’Ansaldo nucleare è coinvolta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il documento di rivendicazione inviato lo stesso giorno dell’attentato e ricevuto dal Corriere della sera l’11 maggio, svela che gli autori fanno parte della “Federazione anarchica informale” e del “Fronte rivoluzionario internazionale”, che i media ci dicono essere formazioni anarchiche collegate agli anarchici greci della cosiddetta “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, 8 membri della quale sono in carcere dal marzo 2011 e stanno facendo lo sciopero della fame contro il regime carcerario. Da quel che si legge nei giornali, in questo documento, ritenuto attendibile dagli inquirenti, il nucleo anarchico che si è dato il nome di Olga Ikonomidou, anarchica greca del CCF, ha voluto sottolineare che l’attentato è stato portato contro un rappresentante della Finmeccanica “piovra assassina”, evidentemente scelto come simbolo di un potere che va attaccato cospirando e con azioni che possono andare “dal lancio di una molotov all’assassinio, senza alcuna gerarchia d’importanza, ogni gruppo o individuo deciderà come meglio vorrà” (Corriere della sera, 12 maggio 2012). A questa affermazione se ne aggiungono altre in cui questo gruppo cerca di spiegare perché è passato a colpire sparando: “impugnando una stupida pistola abbiamo solo fatto un passo in più per uscire dall’alienazione del non è ancora il momento” (il manifesto, 12 maggio 2012) e, rivoltosi probabilmente all’interno dei gruppi anarchici, invitando ad “abbattere il muro dell’oppressione quotidiana, dell’impotenza e della rassegnazione che ci hanno visti fino ad ora come pedine di un anarchismo insurrezionalista di facciata che con la sua mancanza di coraggio legittima il potere”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non vi sono rivendicazioni di una società diversa, non si rivolge ai movimenti sociali esistenti, come gli indignati o il movimento operaio per raccoglierne almeno in parte un consenso; piuttosto si rivolge al loro stesso ambiente: “A voi anarchici che ci accusate di essere velleitari, avventuristi, suicidi, provocatori, martiri, diciamo che con le vostre lotte ‘sociali’, con il vostro cittadinismo, lavorate al rafforzamento della democrazia”, e ancora: “Tutta la nostra tensione rivoluzionaria si sfoga in articoli infuocati per i nostri giornali e siti, in testi infuocati per le nostre canzoni e qualche sporadico scontro di piazza, tanto per mettere a tacere la propria coscienza”; insomma, stanchi di un routine inoperante, “senza aver mai impugnato un’arma o colpito un oppressore” (Corriere della sera, cit.), han deciso di fare un passo in più che chiamano “salto di qualità”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto ciò noi leggiamo un romanticismo di facciata che, basandosi sul disagio personale di elementi che da questa società non hanno avuto soddisfazioni personali, combattono la propria frustrazione individuale con azioni che realizzino l’atto violento contro un ben individuato “oppressore”. Il loro referente sociale non è il movimento operaio che si trova in difficoltà ancor maggiore oggi, in tempi di acuta crisi economica, a causa della pluridecennale politica e pratica riformiste e collaborazioniste, al quale indicare una strada per uscire dalla situazione di impotenza in cui è precipitato. In questo sono enormemente distanti dall’attitudine politica che avevano le Br e le formazioni lottarmatiste degli anni Settanta del secolo scorso; esse credevano di poter influenzare con i loro esempi il proletariato affinché quest’ultimo impedisse al Pci di compromettersi con la Dc in una politica di solidarietà nazionale e di alleanza governativa. Questi anarchici, invece, che hanno deciso di “colpire un oppressore” e che descrivono questa azione, e la sua preparazione, come un piacere fisico nobilitato da “un’idea di giustizia” e, contemporaneamente, dal “rischio di una scelta”, non sono che un’espressione della degenerante ideologia individualista propria della borghesia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il proletariato, classe storicamente antagonista alle classi borghesi dominanti in ogni paese, basa la sua forza sociale sul rapporto di produzione che lo costringe ad essere forza lavoro salariata al servizio del capitale. Il suo movimento sociale e politico non risponde a impressioni o sensazioni individuali, né è la somma di scelte individuali: è, al contrario, espressione di una forza sociale, impersonale e anonima, che agisce sulla spinta di bisogni materiali di sopravvivenza. Agisce come classe per il capitale nella misura in cui è sottomesso con la forza e con l’influenza ideologica da parte della borghesia capitalistica; agisce come classe per sé nella misura in cui la sua forza sociale viene spostata sul terreno della lotta di classe, di un antagonismo che non è individuale, né tantomeno romantico, ma sociale in cui i proletari, per le condizioni sociali in cui sono costretti a vivere, si riconoscono come forza storica con propri interessi, proprie finalità, proprie organizzazioni, propri metodi di lotta di difesa e di offesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La borghesia sa molto bene che, finché il proletariato non sposta la sua azione di difesa economica e sociale sul terreno dell’aperta lotta di classe, ha un enorme vantaggio nei suoi confronti, perché lo divide, lo frammenta, lo polverizza in tante unità individuali che vengono schiacciate con estrema facilità. La borghesia sa molto bene che la crisi economica e il disagio diffuso a causa di questa fra le masse proletarie provocano inevitabilmente reazioni violente: l’importante, per la borghesia, è che le reazioni violente non assumano le caratteristiche della lotta di classe, di una lotta che organizza i proletari sulla base di comuni interessi di classe da difendere con mezzi e metodi di lotta inconciliabili con gli interessi di conservazione borghese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La violenza economica e sociale è parte integrante della società borghese; non esiste pace possibile sotto il capitalismo, né sul piano della concorrenza capitalistica sui mercati né sul piano del rapporto tra capitalisti e proletari. Ed è lo Stato borghese a concentrare il massimo di violenza del potere borghese con cui la classe dominante esercita il suo potere sia contro il proletariato sia contro qualsiasi concorrente straniero. La necessità da parte borghese di esercitare il potere anche con la violenza sul proletariato deriva dal fatto che il proletariato deve essere mantenuto nella condizione permanente di schiavo salariato, cosa che non sarebbe possibile per la sola via pacifica. E’ dunque un necessità storica della borghesia quella di esercitare la propria violenza di classe sul proletariato per costringerlo a rimanere sottomesso alla legge del capitale e, quindi, all’estorsione del plusvalore dal suo lavoro salariato. Ma contro questa violenza di classe, il proletariato ha dimostrato storicamente di poter rispondere con altrettanta violenza di classe, nel senso rivoluzionario del termine, che in dati svolti storici, in presenza di condizioni favorevoli alla lotta di classe portata fino in fondo, ossia fino alla rivoluzione e alla conquista del potere politico, può anche contenere azioni di violenza individuale come in ogni rivoluzione è avvenuto. Ma il rivolgimento sociale non avverrà mai attraverso una sola serie di violenze individuali che, al contrario, sono perfettamente sopportate nella società borghese funzionando come valvole di sfogo di una pressione sociale che durante i periodi di crisi tende ad aumentare e che, oltre un certo limite, deve essere “sfiatata”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Episodi come la gambizzazione del dirigente dell’Ansaldo nucleare sono inevitabilmente strumentalizzati da tutte le forze democratiche e pacifiste che gridano al pericolo di un ritorno del “terrorismo rosso” e che trovano un’ennesima occasione per rafforzare la collaborazione tra le classi e il loro inevitabile asservimento alla difesa dell’ordine borghese costituito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi comunisti rivoluzionari, da sempre estremamente critici e contrari nei confronti dell’individualismo anarchico, sia pacifico che violento, non ci affiancheremo mai alla condanna della violenza in quanto tale che le forze democratiche chiedono ad ogni piè sospinto.Oggi il proletariato non è nelle condizioni sociali, politiche e organizzative per difendersi in modo adeguato dalle violenze continue che subisce dai padroni e dalle forze dell’ordine che ne difendono i privilegi e il potere; ma una situazione di impotenza come questa non dura in eterno. La storia ha dimostrato abbondantemente che la borghesia democratica non è meno violenta della borghesia fascista; anzi, di guerre, di stragi e di violenze di ogni tipo è zeppa la storia di tutte le democrazie del mondo, a dimostrazione che sono decisivi i rapporti di forza tra gli Stati e tra le classi e non i “confronti democratici” e i “negoziati tra le parti contrastanti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi continuiamo a lavorare per la preparazione rivoluzionaria sebbene oggi all’orizzonte visibile non vi sia non diciamo la rivoluzione proletaria, ma nemmeno la ripresa ampia e duratura della lotta di classe del proletariato. Verrà il momento in cui il proletariato risponderà alla violenza della classe borghese con la sua violenza di classe, come due eserciti che combattono sapendo che la posta in gioco è, per la borghesia, la perdita per sempre dei propri privilegi di classe e del potere con cui li difende, e, per il proletariato, la conquista rivoluzionaria del potere politico e l’avvio alla trasformazione sociale dalla società del capitale e del lavoro salariato alla società di specie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;13 maggio 2012			Partito comunista internazionale (il comunista)      &lt;a href=&quot;http://www.pcint.org&quot; title=&quot;www.pcint.org&quot;&gt;www.pcint.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 19:24:40 +0000</pubDate>
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  </item>
  <item>
    <title>Il carcere nel cervelloâ€¦</title>
    <link>http://piemonte.indymedia.org/article/14998</link>
    <description>.&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 18:53:38 +0000</pubDate>
 <dc:creator>radioazione.noblogs.org</dc:creator>
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    <title>Fulvio Grimaldi presenta &quot;Armageddon&quot;</title>
    <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/9758</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #0c1800;&quot;&gt;In allegato: Fulvio Grimaldi presenta all&#039;Aquila il docufilm &quot;Armageddon sulla via di Damasco&quot; e il libro &quot;L&#039;Occidente all&#039;ultima crociata&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 17:54:18 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Asilo Occupato</dc:creator>
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    <title>Manifestazione Arquata: spezzone rosso/nero</title>
    <link>http://piemonte.indymedia.org/article/14997</link>
    <description>No Terzo Valico&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:42:36 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Com. Autogestito &quot;No Terzo Valico&quot;</dc:creator>
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  </item>
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    <title>Ansaldo e Finmeccanica - Vittime del terrorismo?</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45874</link>
    <description>&lt;p&gt;Ansaldo e Finmeccanica - Vittime del terrorismo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; testo diffuso a Rovereto e a Trento&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vittime del terrorismo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In riferimento all’attacco ad Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (gruppo Finmeccanica), quotidiani nazionali e locali hanno parlato del nostro dossier Una piovra artificiale. Finmeccanica a Rovereto. Il rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, si è affrettato a dire che l’ateneo trentino ha sì rapporti di collaborazione con Finmeccanica, ma solo in ambito civile.&lt;br /&gt;
Come spieghiamo con degli esempi specifici nel dossier, tra “civile” e “militare” non è più possibile alcuna distinzione.&lt;br /&gt;
I responsabili di “Manifattura Domani” hanno parlato, per quanto riguarda la presenza al suo interno di ditte legate a Finmeccanica, di “farneticazioni” da parte nostra.&lt;br /&gt;
Nel consorzio Habitech (che fa parte del progetto “Manifattura Domani”) troviamo in realtà Neuricam S.p.A. e Optoi Group, entrambe di Eurotech, una controllata di Finmeccanica che produce, tra l’altro, il “cuore elettronico” dei Predator (i droni USA impiegati in Iraq e in Afghanistan). Nel consiglio di amministrazione di Eurotech siedono pezzi da novanta di Finmeccanica, come Giovanni Soccodato, Direttore Centrale Operazioni del gruppo, impegnato in particolare nel progetto degli F-35.&lt;br /&gt;
Tutti – politici, giornalisti e sindacalisti – hanno fatto a gara nel parlare di Adinolfi come di una vittima della “follia terroristica” da cui dovrebbe difenderci… l’esercito.&lt;br /&gt;
Siamo cocciuti. Continuiamo a definire terrorismo “l’uso indiscriminato della violenza al fine di conquistare, mantenere e difendere il potere” (come un tempo dicevano persino i dizionari).&lt;br /&gt;
Terrorismo è contribuire alla nuclearizzazione del mondo.&lt;br /&gt;
Terrorismo è produrre armi di distruzione di massa (come i cacciabombardieri F-35, concepiti per trasportare anche ordigni atomici).&lt;br /&gt;
Finmeccanica – primo produttore italiano di armi e quinto a livello mondiale – fa tutto questo. E molto di più.&lt;br /&gt;
Non abbiamo lacrime per chi mette le proprie “competenze” al servizio della guerra e dell’apocalisse atomica. Le nostre lacrime le abbiamo già versate per i morti e i nati con malformazioni di Chernobyl, per i cancellati di Fukishima, per i bombardati e gli sfollati di Baghdad, di Kabul, di Tripoli, di Jenin.   &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;rompere le righe&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:39:17 +0000</pubDate>
 <dc:creator />
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  </item>
  <item>
    <title>Pescara, falso allarme bomba a Equitalia</title>
    <link>http://abruzzo.indymedia.org/article/9757</link>
    <description>Dopo l&#039;ispezione delle forze dell&#039;ordine nella sede pescarese, i dipendenti tornano nella struttura&lt;BR&gt;
&lt;p&gt;Da un quotidiano locale:&lt;/p&gt;&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:21:42 +0000</pubDate>
 <dc:creator>plop</dc:creator>
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  </item>
  <item>
    <title>Gran Guignol del millennio nuovo</title>
    <link>http://piemonte.indymedia.org/article/14996</link>
    <description>debutta il nuovo spettacolo di Interezza&lt;BR&gt;
Quando le decisioni prese da un pugno di persone stabiliscono le sorti della collettivitÃ  allora Ã¨ forse il caso di iniziare a pensare all&#039;ammutinamento.
Oggi. Nel nuovo e sfavillante millennio.&lt;br&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:13:42 +0000</pubDate>
 <dc:creator>interezza</dc:creator>
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  </item>
  <item>
    <title>Monti il 26 maggio a Bergamo? Si prepara l’accoglienza</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45871</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://bgreport.org/?p=5664&quot; title=&quot;http://bgreport.org/?p=5664&quot;&gt;http://bgreport.org/?p=5664&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Monti il 26 maggio a Bergamo? Si prepara l’accoglienza&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bergamo – Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà presente a Bergamo sabato 26 maggio in veste di ospite d’onore per il giuramento dei cadetti della Guardia di Finanza. Uno scenario ideale, dopo i blitz a Cortina e nei luoghi frequentati dai Vip, per lanciare il messaggio che questo Governo “vuole far pagare tutti e colpire gli evasori”. Si tratterebbe, a detta del neoato comitato ADESSO BASTA!, dell’ennesimo tentativo di far passare in secondo piano i sacrifici imposti alla gran parte del paese: a partire dal tragico bilancio della riforma delle pensioni, per finire con la prevista abolizione dell’art. 18. Ma non tutta Bergamo sembrerebbe accettare la visita del premier passivamente. Per quel giorno è annunciato un corteo cui parteciperanno realtà organizzate dell’opposizione politica, sindacale e sociale al Governo Monti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scenderanno in piazza i lavoratori dei sindacati di base che preparano uno sciopero generale per unire quei settori di lavoratori che ancora non considerano persa la battaglia sull’articolo 18 e sulle pensioni. Saranno in piazza i precari, gli studenti, i protagonisti delle lotte per il diritto all’abitare e contro gli sfratti, contro le speculazioni sul territorio, dalla TAV, alla Brebemi, alla Bergamo-Treviglio, e con loro gli attivisti delle campagne contro il pagamento del debito, in collegamento con le iniziative del Global May organizzate in altre parti di Italia e del mondo. In piazza ci saranno anche quei partiti che intendono porsi come alternativa alle derive del Governo di unità nazionale. Una manifestazione di chi non intende continuare a pagare i costi delle politiche dettate dal grande capitale finanziario e industriale e le regole che in diversa misura stanno dettando: dalla BCE fino a Marchionne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello del 26 maggio è uno dei pochi appuntamenti che Mario Monti si concede per apparizioni pubbliche. La scelta non poteva essere più appropriata, per assecondare il disegno che il Governo dei tecnici sta delineando a suon di riforme. Il giuramento dei cadetti delle Fiamme Gialle è di certo di un evento simbolico, che si inserisce nella scia dei  blitz nelle “località del lusso”. E’ l’ennesima puntata di un sequel intriso di evidente propaganda e dagli effetti concreti marginali. Ma è una telenovela che ha l’effetto di sviare l’attenzione dai disastri sociali causati dalle scelte politiche di austerity, di tagli, di liberalizzazioni e di smantellamento dei diritti dei lavoratori. Niente di meglio del palco allestito ogni anno in Piazza Vittorio Veneto, dal quale le autorità vedono sfilare gli allievi ufficiali dell’Accademia delle Fiamme Gialle, per amplificare la parola d’ordine della “lotta agli evasori fiscali”. Uno slogan che suona quanto mai ipocrita. Ancor più per il fatto che banchieri, ricchi ed evasori siederanno come ogni anno comodamente indisturbati in tribuna d’onore a godersi lo spettacolo. Se non è una farsa, poco ci manca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche la scelta di tempo dell’evento-vetrina è più che mai azzeccata. La visita di Monti alla sfilata della Finanza giunge in un momento di forte tensione generale sulle scelte politiche di austerity. In numerose città d’Italia si ripetono le azioni contro Equitalia, individuata come il simbolo della linea di rigore voluta dal Governo in carica. Proprio in provincia di Bergamo si è registrato solo pochi giorni fa l’episodio dell’irruzione armata nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. Un gesto disperato che ha tuttavia suscitato più di una parola di comprensione e di velata giustificazione, riportate persino dalla stampa locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Monti ha bisogno di rilanciare il suo piano e la sua immagine in calo di consensi. E forse anche di ricompattare l’ampio fronte di forze che, apertamente o tacitamente, lo appoggia o quanto meno non lo contrasta. Un fronte che si sta sfilacciando giorno dopo giorno. Perché se sul piano politico manca ancora un’opposizione credibile, sul fronte sindacale si assiste invece ad una serie di “strappi” che rendono evidente i malumori della base e di alcune correnti della CGIL per la posizione conciliante della Camusso verso le riforme del Governo “tecnico”. Il più recente è il dissidio avvenuto a Pontedera il 7 maggio, con numerosi operai e delegati della FIOM Piaggio che hanno prima cercato di prendere la testa del corteo con uno striscione che riportava una parola d’ordine chiara per la difesa dell’art. 18, e poi ha deciso di sfilare separatamente dal resto della manifestazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le braci del malcontento ardono sotto le ceneri dell’austerity. E anche a Bergamo chi ha dato vita a percorsi di opposizione sindacale, politica e sociale alle scelte del Governo Monti ha deciso di scendere in piazza la mattina del 26 maggio. Un corteo che cercherà di riunire quei soggetti che la crisi la stanno pagando concretamente: disoccupati, precari, cassintegrati, lavoratori, studenti, esodati e pensionati. Una manifestazione per rendere evidente la distanza tra il clima di “salvezza nazionale” che PDL-UDC-PD stanno tenendo in piedi e l’umore della gente comune. E per ribadire che nessuna farsa, per quanto ben organizzata, può mascherare il fatto che i costi della crisi sono oggi interamente scaricati su milioni di persone che questa crisi non l’hanno né voluta né provocata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il manifesto della chiamata alla manifestazione che gira in rete:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continua su &lt;a href=&quot;http://bgreport.org/?p=5664&quot; title=&quot;http://bgreport.org/?p=5664&quot;&gt;http://bgreport.org/?p=5664&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:03:59 +0000</pubDate>
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    <title>Tassinari finalmente si rivela: &quot;Discendo da una famiglia di tagliagole fascisti&quot;</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45870</link>
    <description>&lt;p&gt;Dal blog &quot;Fascicazzone&quot; gestito e frequentato dai fascisterici di mezza italia, tassinazi finalmente rivela la sua vera natura: rampollo di una intera dinastia di tagliagole e assassini fascisti. questo conferma che si tratta di un infiltrato stipendiato dai servizi, da molto prima della sua &quot;fascinazione&quot; nei confronti dei topi neri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot; E per una volta posso invocare non tanto la mia incontrovertibile competenza ma la memoria familiare. Fu esattamente questo, infatti, l&#039;argomento che mia nonna oppose al tribunale dell&#039;epurazione nell&#039;immediato dopoguerra. Lei era sotto processo per la sua attività presso l&#039;istituto italiano di cultura a Bucarest durante il regime Antonescu (1939-1943) mentre mio nonno era stato impegnato su diversi fronti militari (in sequenza Etiopia, Spagna, Albania, Africa e poi la prigionia da non cooperante).&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 15:42:55 +0000</pubDate>
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    <title>Il Diritto, la violenza, la solidarietà - sul nuovo processo d&#039;appello per l&#039;Operazione Tramonto</title>
    <link>http://lombardia.indymedia.org/node/45869</link>
    <description>&lt;p&gt;Il 12 Febbraio 2007 scatta l&#039;operazione tramonto. Circa 500 agenti in tenuta sommossa fanno irruzione in 70 abitazioni e in diversi spazi sociali e arrestano 15 persone con l&#039;accusa di &quot;associazione sovversiva con finalità di terrorismo&quot;. Ha inizio così un lungo percorso processuale e politico che ancora oggi non è terminato e che vede ancora incarcerati 7 compagni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimamente la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di appello e ha disposto di ricelebrare il secondo grado del processo dopo aver riscontrato decisive ambiguità nell&#039;interpretazione delle normative &quot;antiterrorismo&quot;. Per questo motivo questo nuovo processo, istruito in tutta fretta, potrebbe entrare a piè pari nel dibattito politico, culturale e semantico sul tema della &quot;violenza&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &quot;Diritto&quot; si rivela così ancora una volta come campo non neutrale ma al contrario come luogo di elaborazione  di un discorso del potere su sè stesso e sulla difesa della propria legittimità costituita. Volenti o nolenti che siano gli imputati alla sbarra, questi lugubri palazzacci grigio cemento diventano forzatamente luoghi in cui si manifesta uno scontro di valori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi giorni abbiamo chiesto all&#039;Avvocato Pelazza di spiegarci meglio i cardini teorici di questa nuova fase processuale e abbiamo chiesto ad una compagna di raccontarci lo svolgimento della prima udienza del nuovo processo d&#039;appello. In una terza intervista invece, che rendiamo disponibile in allegato, insieme all&#039;intervista completa di Pelazza, una compagna ci parla dell&#039;esperienza di &quot;Amici e Parenti&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ascolta il contributo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/1199-il-diritto-la-violenza-la-solidarieta-interviste-attorno-al-processo-di-ieri-interviste-attorno-.html&quot; title=&quot;http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/1199-il-diritto-la-violenza-la-solidarieta-interviste-attorno-al-processo-di-ieri-interviste-attorno-.html&quot;&gt;http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/1199-il-diritto-la-violenz...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 15:08:09 +0000</pubDate>
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    <title>QUADRILOGIA PALESTINESE Atto I</title>
    <link>http://ch.indymedia.org/it/2012/05/86483.shtml</link>
    <description>GAZA A CIELO APERTO e MURO CONTRO MURO di Maurizio Fantoni Minnella. Cinemolino giovedi 17 maggio dalle 20:30</description>
     <pubDate>Wed, 16 May 2012 15:03:00 +0000</pubDate>
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