Migliaia in corteo a Roma per la Palestina Michal Schwartz, pacifista israeliana: la pax americana è fallita
STOP THE WALL Il Muro va giù a piazza Venezia Migliaia in corteo a Roma per la Palestina Michal Schwartz, pacifista israeliana: la pax americana è fallita Sfila anche monsignor Capucci, vescovo melchita di Gerusalemme. Le ong promotrici: «La nostra mobilitazione continuerà fino alla caduta del Muro e alla fine dell'occupazione israeliana» MI. CO. ROMA Migliaia di persone in piazza ieri pomeriggio a Roma, per gridare il loro «no» al muro che il governo israeliano sta costruendo tra i Territori occupati e lo Stato ebraico. Il corteo, nell'ambito della giornata internazionale contro il Muro dell'Apartheid promossa dalle organizzazioni non governative palestinesi, si muove alle tre da piazza della Repubblica, aperto da uno striscione che ricorda la piattaforma della manifestazione: «No al muro dell'Apartheid in Palestina, basta con l'occupazione israeliana, ritiro dei militari italiani dall'Iraq». I rappresentanti delle associazioni palestinesi che fanno capo all'Udap urlano nei megafoni che «si tratta di un muro che confisca territori ai palestinesi e mira a separare un popolo dal suo oppressore», mentre uno street worker grida: «Fischietti anti-Sharon, comprate i fischietti anti-Sharon». Il lungo serpentone di manifestanti sfila lungo via Cavour, con i politici che hanno aderito all'iniziativa a fare da battistrada: Oliviero Diliberto e Marco Rizzo dei Comunisti italiani, Mauro Bulgarelli e Paolo Cento dei Verdi, Claudio Grassi e Marco Ferrando di Rifondazione. Il camion dei Cobas di Piero Bernocchi, con la sua musica reggae, viene subito dopo un'enorme bandiera palestinese sorretta da una decina di persone. Segue la Rete no global. Manal al-Tamimi, volontaria del Medical relief arrivata da Nablus, nei Territori occupati, dice che «è bellissimo che tutta questa gente manifesti a Roma contro il muro, ci fà sentire meno soli». Il corteo si distende sui Fori imperiali, col Forum Palestina che chiede «Libertà per tutti i prigionieri polici», anche «Ahmad Saadat (segretario del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, ndr) e Marwan Barghouti. Ci sono anche Nemer Hammad, rappresentante della delegazione palestinese in Italia, e monsignor Capucci, vescovo melchita di Gerusalemme. Non c'è Action for peace, in polemica con la piattaforma del comitato promotore. Una scimmia col volto di Sharon tiene in braccio una Bush-scimmietta, in un cartellone della comunità palestinese toscana che si chiede: «road map o Erode map?». Il verde Bulgarelli promette una «risoluzione parlamentare che definisca Sharon persona non gradita», in occasione della visita del premier israeliano, tra qualche giorno a Roma da Berlusconi. Dopo due ore di corteo, a piazza Venezia arriva la distruzione simbolica di un muro di cartone con i bambini, divertitissimi nel ruolo di «picconatori», che lo prendono a calci. Dal palco Fadwa Barghouti, moglie di Marwan, denuncia che quello di Sharon «è un muro che divide israeliani da palestinesi, palestinesi da palestinesi, tutti da tutti». «I palestinesi possono muoversi da una parte all'altra attraversando porte come quelle di un carcere e con il foglio di permesso militare rilasciato dal governatore di quel territorio», è contro questo che Fadwa manifesta qui a Roma. Michal Schwartz invece è arrivata da Israele, ma per le stesse ragioni. «La soluzione al conflitto non può essere dettata da una pax americana - dice al manifesto la pacifista del Movimento di azione democratica - ma bisogna che se ne faccia carico la comunità internazionale». In collegamento con Gerusalemme, chiude la giornata un comunicato delle Ong promotrici: «La mobilitazione continuerà fino alla caduta del Muro e alla fine dell'occupazione».
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