La prima organizzazione di Cuba è la Rivoluzione
• Fidel ha segnalato che il popolo ha fatto una Rivoluzione e la Rivoluzione ha creato un Partito
Joaquín Rivery Tur e Aldo Madruga
“La prima organizzazione sociale di Cuba è la Rivoluzione e le sole organizzazioni sociali che non possono esistere qui sono quelle che gli Stati Uniti organizzano contro la Rivoluzione”. Questa affermazione è del Comandante in Capo Fidel Castro, che è intervenuto ieri, giovedì, durante il dibattito “I movimenti sociali nella crisi del neo liberismo e la sfida delle alternative” come parte della conferenza teorica della XXIª Assemblea Generale del Consiglio Latino Americano di scienze sociali – CLACSO.
Fidel, parlando agli scienziati sociali che partecipavano, ha segnalato che l’America Latina vive in un mondo i cui problemi si dibattono, ma a Cuba le cose sono differenti con un processo stabilito.
Il Comandante in Capo ha preso la parola per rispondere a una domanda sulle organizzazioni sociali a Cuba ed ha puntualizzato che nella Conferenza si stanno analizzando i problemi e la tragedia del mondo, mentre i cubani stanno affrontando i problemi di una Rivoluzione nell’emisfero.
“Il mondo rappresentato da voi qui presenti genera un enorme quantità di problemi, una grande quantità di contraddizioni dalle quali si origina l’immensa maggioranza delle organizzazioni sociali e il nostro mondo ha generato tutti i tipi di organizzazioni sociali che emana una Rivoluzione”.
Fidel ha fatto un breve riassunto della situazione di queste organizzazioni e della lotta prima del trionfo del gennaio del 1959, quando ottennero la possibilità di organizzarsi.
Egli ha detto anche che ogni paese ha la sua storia e le sue caratteristiche e per questo ogni movimento ha le sue caratteristiche proprie e nessuno può immaginarsi che esiste un modello per fare una rivoluzione. “La venezuelana - ha sottolineato - non assomiglia alla cubana e la cubana non assomiglia a nessun altra.”
Quasi meditando a voce alta, Fidel ha analizzato che “A Cuba il popolo ha fatto una Rivoluzione e la Rivoluzione ha creato un Partito.”
Dialogando con i partecipanti al dibattito Fidel ha indicato che sta divenendo una realtà il fatto che non si possa scherzare in nessun luogo con le correnti di resistenza e di ribellione che esistono ed ha aggiunto che ha appreso moltissime cose sullo stato attuale del pensiero politico e rivoluzionario in America Latina.
Egli ha rimarcato lo spirito unitario del Movimento 26 di Luglio. “Ho sempre pensato che si sarebbe unito alle altre forze poichè non ho mai avuto l’ambizione o uno spirito divisionista. Ho visto la forma di pensare di molti intellettuali... le fondamenta del nostro processo si basano sul livello di unità che nessuno si può immaginare e questo non è stato conquistato con la forza.”
Riferendosi a quello che succede nel mondo capitalista neo liberista, Fidel ha affermato che la barbarie è già giunta in ogni luogo, ma che deve terminare perchè o si eliminano i barbari perchè si ammazzano tra di loro o si distruggeranno le condizioni di vita nel pianeta.
Uno dei partecipanti più attesi, Evo Morales, leader del Movimento al Socialismo della Bolivia, ha detto che la cultura della vita si sta imponendo alla cultura della morte che ci priva delle nostre risorse e delle nostre ricchezze.
Spiegando gli ultimi avvenimenti terminati con la fuga del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, Evo Morales ha detto che i movimenti sociali si organizzarono all’inizio per il recupero degli idrocarburi, privatizzati, perchè in fin dei conti gli indigeni che sono ufficialmente più del 60% della popolazione boliviana e circa l’80% secondo altri calcoli, sono i padroni della terra e del paese.
Egli ha segnalato che i dirigenti popolari sono sempre stati accusati di essere narcotrafficanti, il gran pretesto che gli USA utilizzano per aumentare il controllo dei paesi latino americani, ma dietro alla propaganda di lotta contro la droga ci sono forti interessi transnazionali.
Su Cuba, Morales ha affermato: “Il movimento sociale prova un gran sentimento di liberazione e di solidarietà verso Cuba che è capace di frenare la superbia imperiale.”
Il sociologo brasiliano Emir Sader ha segnalato che l’America Latina sta vivendo la peggiore crisi della sua storia e che il 2003 è un anno di cambiamenti nella regione. Ogni paese è un focus di crisi e la maggiore ondata popolare che si sia mai vista si sta producendo in una cornice di stanchezza del neoliberismo.”
La pensatrice Ana Esther Ceceña, messicana, ha fatto riferimento allo stato attuale del Movimento Zapatista in Chapas, mentre il dirigente contadino dello stesso paese, Olegario Castillo ha esposto le terribili conseguenze che subirebbe l’agricoltura con la firma dell’ALCA.
La dirigente indigena dell’Ecuador, Blanca Chancoso, ha spiegato che una delle lotte riguarda l’identità etnica, molto più antica della conquista e del capitalismo. In Ecuador hanno dovuto riconoscere i nativi come soggetti politici: hanno cercato di strumentalizzarli ma non ci sono riusciti e il presidente Gutierrez li ha ingannati e ha tentato di di dividere il movimento indigeno, ma non ha potuto.”
Sono intervenuti nel dibattito anche il belga Froncois Houtart, il brasiliano Rafael Freire e il cubano Rubén Sardoya.
Il britannico Perry Anderson ha definito la Conferenza “Una battaglia delle idee per la costruzione di alternative nel mondo attuale.”
L’Assemblea Generale di CLACSO, che terminerà oggi, venerdì, ha rieletto come segretario esecutivo Attilio Bóron, per un periodo di tre anni.
Emir Sader ha invitato a partecipare al concorso internazionale “Pensare contro corrente” dell’Istituto del Libro di Cuba per saggi scritti da scientifici sociali. Ogni anno si sceglierà il nome di un pensatore.
Questa prima edizione porterà il nome di Eduardo Zaif, noto pensatore della Palestina già scomparso.
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