La Provincia di Firenze, prova ad integrare gli extracomunitari attraverso la creazione di un consiglio democraticamente eletto, con funzioni consuntive
Molti probabilmente non lo sapranno, ma la Provincia di Firenze, ai primi di dicembre dello scorso anno, hanno costituito un nuovo consiglio cosiddetto degli “stranieri”. Con la delibera n° 196 del 2002 è stato infatti approvato il regolamento del consiglio degli stranieri della Provincia di Firenze. Questo nuovo consiglio, che si deve ancora costituire, affiancherà in maniera esclusivamente consuntiva quelli che sono gli organi democratici di governo esistenti. Firenze si è dimostrata la prima città italiana a voler affrontare il problema in maniera concreta e adesso, dopo il segnale inviato grazie a questo provvedimento, molte altre città si stanno cercando di uniformare. Per questo, visto che tutta l’Italia sta a guardare questo esperimento, è molto importante che non venga sottovalutata l’importanza di questo organo di nuova costituzione. Certo, il futuro “consiglio degli stranieri”, non risolverà i problemi, sostiene Scalise (Presidente della Provincia), come d’altraparte non riesce a fare il consiglio “ufficiale”. E’ fondamentale, però, che le aspettative non vengano disattese, in particolare in riferisce all’attenzione che dovrebbe essere data dagli stessi interessati, gli extracomunitari. Una scarsa affluenza di votanti o ancor peggio di rappresentati, verrebbe ovviamente interpretata negativamente sia dalla nostra amministrazione, sia dalle altre che sono in procinto di seguirla in questa impresa, che non è altro che l’inizio di una nuova forma di integrazione Il 30 di ottobre, tra appena 10 giorni, le liste elettorali, dovranno essere presentate. Rimane veramente poco tempo per cercare di creare le unioni, e formare I gruppi di rappresentanza. Il 30 di Novembre si andrà alle urne, chiamati al voto, tutti gli extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti nella provincia da almeno un anno alla data delle consultazioni. Il governo locale ha comunicato con i vari consolati che però non sempre hanno fatto un lavoro di propaganda e pubblicizzazione efficace. Molte associazioni hanno cercato di coinvolgere piu’ persone e comunità possibili e prestare loro lo spazio per riunirsi, ma ad oggi, molti degli extracomunitari non sono neppure a conoscenza dell’esistenza di questo processo e c’è il rischio che le liste (tra dieci giorni) avranno una scarsa rappresentatività. Per questo bisogna cercare in ogni modo di invitare i nostri vicini extracomunitari a discutere del loro futuro. Rimangono pochi giorni e associazioni come l’ARCI e il COSPE ce la stanno mettendo tutta per aiutare queste persona ad organizzarsi, ma… come sempre è la comunicazione che regola il nostro mondo e se la comunicazione non c’è, il mondo sparisce.
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